Trasparenza veneta accesso agli atti Pfas pedemontana: cosa chiede un giornalista e come risponde la regione
La ricerca della verità nei fascicoli amministrativi, tra carte spesso “gelosamente” custodite, può trasformarsi in un confronto lungo e complesso. È quanto è emerso da una vicenda che intreccia inquinamento da Pfas in Veneto e la contestata superstrada a pagamento Pedemontana Veneta, culminata in una serie di richieste formali di accesso agli atti, riscontri parziali e passaggi istituzionali che ora attendono verifiche ulteriori.
accesso agli atti pfas e pedemontana veneta, la richiesta del giornalista marco milioni
Il giornalista vicentino Marco Milioni, del gruppo Today, da anni segue temi legati all’inquinamento da Pfas in Veneto e alla Pedemontana Veneta. Quando i due filoni si sono incrociati, dando avvio anche a un’indagine della Procura di Vicenza, Milioni ha presentato una richiesta di accesso agli atti con l’obiettivo di verificare in modo puntuale l’eventuale presenza di eccessi di sostanze perfluoroalchiliche nelle aree interessate dai cantieri della superstrada.
Il percorso non ha avuto esito immediato. In una prima fase è arrivato un rifiuto da parte della Direzione ambiente della Regione Veneto a fornire le carte. Successivamente è stato trasmesso solo un invio parziale, redatto in forma riassuntiva, giudicato non sufficiente a soddisfare la richiesta.
esposto alla procura e verifica penale, il ruolo della procura della repubblica di venezia
Dopo un braccio di ferro durato tre mesi, Milioni ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia. La competenza della valutazione spetterà all’ufficio guidato da Alessandra Dolci, già procuratore aggiunto a Milano, chiamato a verificare se la vicenda possa contenere elementi utili per un’indagine penale, con riferimento ad eventuali omissioni.
accesso civico e diritto all’informazione, richiesta dei verbali del tavolo tecnico
Parallelamente, Milioni ha coinvolto l’Ordine dei Giornalisti del Veneto, segnalando una presunta violazione del diritto all’informazione collegata all’istituto dell’accesso civico. Tale strumento permette a qualsiasi cittadino di richiedere copie di documenti, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza sulle attività della pubblica amministrazione.
Nel concreto, la richiesta riguardava i verbali delle sedute del “Tavolo tecnico per il monitoraggio della situazione ambientale dell’area interessata dal rinvenimento del composto Pfba”. Il tavolo era stato istituito nel giugno 2025, dopo una segnalazione del Consiglio di Bacino “Bacchiglione” che aveva individuato presenze di Pfba nella falda, con conseguente allarme della Provincia di Vicenza e avvio di un’indagine dell’Arpav, l’agenzia veneta per l’ambiente.
verbale pfba e chiusura di otto pozzi, il dato contestato nella ricostruzione
La richiesta del giornalista riguardava verbali che avevano coinvolto circa venti persone, in rappresentanza di autorità amministrative, sanitarie e ambientali del Veneto. In particolare, un verbale datato 17 giugno 2025 avrebbe comunicato la chiusura di otto pozzi che attingevano acqua di falda per il superamento di “somma di Pfas”.
La notizia è stata considerata allarmante perché la zona interessata coincide con cantieri della Pedemontana, dove erano state scavate le gallerie di Malo e Sant’Urbano. Secondo la ricostruzione riportata, la presenza dei dati avrebbe costituito una traccia rilevante in merito a un possibile legame tra attività infrastrutturali e impatto ambientale.
partecipanti alla discussione, conferma del coinvolgimento di strutture regionali e sanitarie
Secondo quanto riferito, nel corso della discussione sarebbero intervenuti, tra gli altri, il direttore dell’ambiente della Regione Paolo Giandon, il direttore di Arpav Loris Tomiato, il direttore difesa del suolo Giulio Fattoretto e il direttore dell’area tecnica di Arpav Vincenzo Restaino. Risulterebbero presenti anche rappresentanti dell’Ulls e di società di distribuzione dell’acqua in provincia di Vicenza.
risposte della regione e documenti parziali, il confronto con le richieste di accesso
In relazione all’accesso civico richiesto sui verbali, Milioni ha ricevuto un rifiuto motivato dalla necessità di un preventivo coinvolgimento delle amministrazioni e dei soggetti esterni alla Regione del Veneto partecipanti al tavolo, con avvio “all’inizo del prossimo mese”. La situazione è stata interpretata come un tentativo di prendere tempo.
Nel tentativo di ottenere il materiale, la richiesta è stata ripresentata indirizzandola al governatore Alberto Stefani e al segretario per la programmazione Maurizio Gasparin. Solo il 28 maggio è stato fornito un documento composto da dieci fogli, contenente i riassunti di tre sedute: 17 giugno, 27 ottobre 2025 e 3 febbraio 2026.
Il risultato è stato definito deludente perché, nella documentazione ricevuta, non risultavano presenti i nomi delle persone intervenute, né le dichiarazioni e neppure altri documenti tecnici a supporto della discussione.
In una successiva lettera, la Regione avrebbe ribadito che il riscontro alla richiesta di accesso sarebbe stato garantito in modo puntuale e completo. La contestazione rimane legata all’effettiva capacità del materiale trasmesso—limitato a riassunti—di rappresentare pienamente il contenuto dei documenti richiesti per una vicenda considerata di interesse pubblico.
Personaggi menzionati:
- Marco Milioni
- Alessandra Dolci
- Paolo Giandon
- Loris Tomiato
- Giulio Fattoretto
- Vincenzo Restaino
- Alberto Stefani
- Maurizio Gasparin
