Tentato femminicidio: vittima salvata videochiamata con le amiche
Un grave episodio di violenza ha scosso Catania: un uomo avrebbe tentato di strangolare la compagna, provocandole lesioni estremamente serie, con un’emorragia cerebrale che ha fatto temere conseguenze ulteriori. La tempestività dell’intervento delle amiche, che hanno lanciato l’allarme durante una videochiamata, è risultata decisiva nel far scattare i controlli delle forze dell’ordine e nel mettere in sicurezza la vittima.
tentato femminicidio a catania: la vittima resta ricoverata
La donna colpita dal tentato femminicidio è stata giudicata fuori pericolo, anche se resta ricoverata a causa della gravità delle lesioni riportate. Il racconto delle amiche che stavano assistendo alla videochiamata ha descritto un’escalation di violenze, iniziate durante la conversazione e interrotte dall’immediato ricorso alle autorità.
Secondo quanto emerso, l’aggressione avrebbe incluso tentativo di strangolamento, con la frattura delle ossa del naso e l’insorgenza di un’emorragia cerebrale. È proprio l’ampiezza e la pericolosità di queste conseguenze a spiegare il timore di ulteriori sviluppi clinici.
intervento delle amiche e fermo dell’uomo: arresto disposto dal giudice
La chiamata di soccorso è partita dall’esterno: le amiche, trovandosi davanti alle prime violenze del compagno, hanno allertato le forze dell’ordine dopo aver avviato la segnalazione mentre si svolgeva la videochiamata. L’uomo, di 30 anni, è stato prima fermato dalla polizia di Catania.
Successivamente è intervenuta la decisione dell’autorità giudiziaria: l’arresto è stato disposto su ordine del giudice per le indagini preliminari. Dopo la misura, si è aperta la fase di valutazione in sede di convalida.
precedenti violenze e ammonimento del questore: quadro di condotte pregresse
Dalle ricostruzioni fornite dalle amiche è emerso che l’aggressore fosse privo di una residenza stabile e che la relazione con la vittima fosse iniziata da meno di un anno. Nel periodo trascorso insieme, sarebbero stati frequenti litigi senza motivazioni e atteggiamenti che hanno assunto un carattere aggressivo.
È stato indicato anche un episodio verificatosi a febbraio, quando i poliziotti erano stati già allertati per un caso analogo di violenza domestica. Una dinamica che, insieme alle segnalazioni precedenti, contribuisce a delineare un contesto di reiterazione dei comportamenti.
Nel 2023 il trentenne era stato destinatario del provvedimento di ammonimento del Questore per violenze perpetrate nei confronti dell’ex moglie. La fonte riferisce inoltre la presenza di altre circostanze di aggressione verificatesi con altre compagne dell’uomo.
rilievi della polizia scientifica e decisione del pubblico ministero
Per l’accertamento tecnico dei fatti, nell’abitazione sono intervenuti gli agenti della Polizia Scientifica. L’attività ha riguardato i rilievi necessari alla raccolta di prove, con attenzione alle tracce ematiche e a elementi biologici. Sono stati inoltre documentati i luoghi tramite fotografie per fissare le condizioni operative e le risultanze osservate.
Conclusi gli adempimenti, l’uomo è stato condotto in questura. La procura di Catania, tramite il pubblico ministero del gruppo di lavoro specializzato e dedicato ai reati contro la violenza di genere, ha disposto la conduzione del 30enne in carcere, in attesa della convalida del fermo.
Dopo l’interrogatorio di garanzia, il giudice ha convalidato il fermo, disponendo a sua volta la misura del carcere nei confronti dell’uomo.
legami familiari e episodio precedente del padre
Il contesto familiare risulta ulteriormente aggravato da un episodio precedente: lo scorso 3 aprile, il padre dell’uomo, uscito da poco dal carcere, aveva accoltellato in strada l’ex moglie. La donna aveva superato alcune delicate operazioni chirurgiche, sopravvivendo all’aggressione.
persone coinvolte nel procedimento
Nel quadro ricostruito figurano i seguenti soggetti:
- uomo di 30 anni indagato e destinatario del provvedimento
- compagna vittima del tentato femminicidio
- amiche che hanno lanciato l’allarme durante la videochiamata
- padre dell’uomo, autore di un’aggressione avvenuta lo scorso 3 aprile
- ex moglie del padre, sopravvissuta a seguito di interventi chirurgici
