Sicurezza nelle scuole: Corte dei Conti boccia il ministero

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Sicurezza nelle scuole: Corte dei Conti boccia il ministero

Una parte cruciale del patrimonio scolastico continua a mostrare fragilità sul fronte della sicurezza, mentre i fondi destinati agli interventi risultano ridotti e la gestione finanziaria evidenzia difficoltà operative. A fotografare lo scenario è la Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2025, presentata dalle sezioni riunite in sede di controllo alle Presidenze della Camera dei deputati e del Senato, che dedica attenzione specifica a Scuola e Sanità. Il giudizio non investe l’intero comparto, ma concentra rilievi severi sull’area dell’edilizia scolastica, con conseguenze concrete per la disponibilità di certificazioni essenziali.

sicurezza dell’edilizia scolastica e rilievi della corte dei conti

La Corte dei Conti esamina l’utilizzo delle risorse statali e pone l’accento su un punto delicato: molti istituti scolastici continuano a non avere i requisiti documentali necessari, in particolare per la certificazione di agibilità e per la prevenzione incendi. L’attenzione dei controlli riguarda il funzionamento del meccanismo di finanziamento e la capacità di trasformare lo stanziamento in pagamenti effettivi, evidenziando criticità che incidono sullo stato dei cantieri e sulla regolarizzazione delle strutture.

fondo unico per l’edilizia scolastica: tagli e gestione non adeguata

Al centro delle valutazioni compare il Fondo Unico per l’edilizia scolastica, misura del ministero dell’Istruzione e del Merito finalizzata a finanziare interventi di messa in sicurezza, adeguamento sismico e efficientamento energetico degli edifici pubblici. I fondi sono destinati agli enti locali che presentano candidature per ottenere le risorse.

riduzione degli investimenti e diminuzione delle risorse iniziali

Il primo nodo indicato riguarda il ridimensionamento degli investimenti. La relazione riporta una diminuzione, in valore assoluto, pari a 307 milioni (-20%) della spesa in conto capitale, che scende da 1,53 miliardi nel 2024 a 1,22 miliardi. Viene segnalato che risultano diminuite le risorse iniziali del programma “Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole” per -274 milioni e, con riferimento specifico al “Fondo unico per l’edilizia scolastica”, la contrazione è pari a -204 milioni.

Nel corso dell’anno, una parte delle risorse viene reintegrata tramite variazioni di bilancio, fino a raggiungere uno stanziamento definitivo di 1,24 miliardi per il programma. Anche con questo assestamento, secondo la relazione permangono criticità nella gestione della spesa.

capacità di spesa ferma e peso dei residui

Un ulteriore aspetto riguarda la capacità di spesa del programma: nel 2025 il programma “Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole” dispone di una massa spendibile di quasi 4,9 miliardi di euro, ma riesce a effettuare pagamenti per appena 1,3 miliardi, con una capacità di spesa ferma al 26%.

La situazione viene ulteriormente descritta attraverso i residui, ossia le spese impegnate senza pagamento ancora effettuato. La relazione evidenzia che il 74,3% dei residui passivi complessivi del ministero si concentra proprio nel programma dedicato all’edilizia scolastica, con 2,3 miliardi di euro ancora fermi nel Fondo unico per l’edilizia.

anagrafe dell’edilizia scolastica e ritardi nelle certificazioni

Oltre alle dinamiche finanziarie, emerge un problema strutturale legato alla conoscenza e all’aggiornamento del quadro: l’Anagrafe dell’edilizia scolastica risulta non aggiornata. La relazione conferma la persistenza di dati critici sul patrimonio edilizio scolastico, evidenziando ritardi accumulati nel tempo.

certificato di collaudo statico: edifici ancora senza documentazione

Quasi 19.400 edifici, pari a oltre il 41%, risultano ancora privi del certificato di collaudo statico. Si tratta di una quota significativa che incide sulla piena verifica della stabilità degli immobili.

certificato di agibilità: oltre metà degli edifici risulta scoperta

26.569 edifici, cioè oltre il 56%, non dispongono del certificato di agibilità. La mancanza di questa certificazione riguarda un numero elevato di strutture e conferma il dato già richiamato in tema di carenze documentali.

prevenzione incendi: oltre tre quarti con certificazione parziale

Più di 30.400 edifici, pari a circa il 65%, sono dotati soltanto di una certificazione parziale di prevenzione incendi. Il quadro complessivo rimarca quindi una copertura incompleta rispetto agli standard necessari per la sicurezza.

Meno fondi (e gestiti male) per l’edilizia scolastica: la Corte dei Conti boccia il ministero dell’Istruzione

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