Robert de niro ricorda bertolucci: novecento era un film fatto per la gente
Sono già trascorsi cinquant’anni dall’uscita di Novecento, uno dei film più celebri e discussi della storia del cinema. La pellicola, presentata con un evento dedicato alla sua versione restaurata, ha riportato al centro dell’attenzione un titolo che continua a catalizzare memoria e interesse, celebrato in occasione del suo anniversario. Nel corso della serata, l’arrivo di Robert De Niro ha confermato il peso culturale del progetto e l’eco ancora viva di un’esperienza cinematografica costruita in grande stile.
novecento e il ritorno sul grande schermo per il cinquantesimo anniversario
La celebrazione del film è stata legata al cinquantesimo anniversario della sua uscita e alla disponibilità della versione restaurata. La presentazione ha richiamato un pubblico numeroso in piazza San Cosimato, trasformando la cornice dell’evento in un momento di forte impatto, con accoglienze dedicate alla figura di De Niro e all’importanza del restauro.
Il film era stato presentato al Festival di Cannes nel 1976, fuori concorso. In Italia, l’uscita si è collocata il 3 settembre e il 23 settembre dello stesso anno, con Novecento strutturato in due atti.
robert de niro e il rapporto con bernardo bertolucci
La scelta di Robert De Niro per interpretare Alfredo Berlinghieri è legata a un incontro specifico tra l’attore e Bernardo Bertolucci. I due si sarebbero conosciuti ad un concerto di Bob Dylan al Madison Square Garden. Nel racconto dell’attore, quella collaborazione si inserisce in un periodo già intenso per la sua carriera, spinto dal successo di Il Padrino e, poco dopo, rafforzato dall’uscita di Taxi Driver.
De Niro ha ricordato Bertolucci con toni leggeri, definendolo “Very simpatico”. Accanto al lato personale, ha poi descritto il metodo di lavoro: la comunicazione durante le riprese era caratterizzata da differenze linguistiche e culturali, mentre l’esperienza cinematografica veniva completata da dettagli concreti, come i momenti gastronomici con cui Bertolucci accompagnava la troupe in ristoranti considerati “buonissimi”.
linguaggio, stile di regia e presenza europea
L’attore ha riferito che Bertolucci, pur lavorando in modo profondamente personale, risultava non sempre immediatamente comprensibile: “Era un poeta”, con una direzione che non era sempre lineare per chi doveva interpretare. De Niro ha inoltre dichiarato di essersi sentito un po’ intimidito dalla figura del regista, percepito come “un regista europeo” con un approccio differente rispetto alle abitudini maturate in precedenza.
novecento come opera legata alla storia d’italia
Nel descrivere il film, De Niro lo ha definito un “pezzo di storia d’Italia” capace di raccontare il fascismo. La pellicola è stata indicata come un capolavoro destinato a restare nel tempo, realizzato per dare forza a chi era ritenuto nel giusto. Secondo il ricordo dell’attore, l’obiettivo di Bertolucci avrebbe preso forma come un progetto per le persone, più che come una semplice rappresentazione storica.
produzione e struttura di novecento: scala, durata e impostazione
Novecento viene presentato come un film colossale sotto molteplici aspetti. A partire dal budget indicato come mostruoso per l’epoca, pari a 5 milioni di dollari. La realizzazione ha richiesto tempi estesi: la durata complessiva raggiunge 317 minuti e le riprese hanno interessato un anno intero.
La regia viene associata al lavoro condiviso: Bertolucci ha scrisse il film insieme al fratello Giuseppe, mentre il montaggio è stato curato da Franco Kim Arcalli. Queste informazioni collocano il progetto come un’operazione ampia, costruita su più competenze artistiche.
il cuore narrativo: rapporto tra alfredo e olmo
Secondo quanto dichiarato dal regista, l’impianto del racconto sarebbe nato dal rapporto tra Alfredo e Olmo. In questa visione, Gerard e Bob, rispettivamente il contadino e il padrone, rappresenterebbero lo sdoppiamento di un unico fantasma che coverebbe dentro i personaggi. Anche la dimensione culturale e geografica viene richiamata: Bob viene indicato come italoamericano, con una familiarità possibile con il Sud Italia ma senza una reale conoscenza del Nord.
Per impostare credibilmente il profilo del latifondista emiliano, il personaggio avrebbe richiesto il conforto delle spiegazioni. Da lì, il percorso sarebbe proseguito con una propria autonomia: poi andava per la sua strada.
depardieu e l’istinto sul set
Nel quadro del lavoro con gli interpreti, il regista ha evidenziato l’approccio di Depardieu, definito “molto istintivo”. Il punto di partenza, nel racconto, sarebbe stato semplice: a Depardieu sarebbe bastata una spinta per andare in scena.
eredità di novecento: un anniversario che rilancia l’impatto del film
Con il ritorno in una forma restaurata e la celebrazione legata ai cinquant’anni, Novecento viene confermato come un’opera capace di riaccendere discussione e attenzione. Il racconto delle scelte artistiche, dal coinvolgimento di De Niro fino alla visione complessiva della regia e della messa in scena, sostiene l’idea di un film destinato a continuare a essere ricordato nel tempo.
personaggi e nomi citati
- Robert De Niro
- Bernardo Bertolucci
- Alfredo Berlinghieri
- Olmo
- Giuseppe (fratello di Bernardo Bertolucci)
- Franco Kim Arcalli (montaggio)
- Francis Ford Coppola
- Bob Dylan
- Gerard
- Bob
- Gérard e Bob (contadino e padrone)
- Depardieu
- Madison Square Garden


