Quando luca sommi chiese a mario roggero se lo rifarebbe: la risposta del gioielliere
Scontro tra Luca Sommi e Mario #Roggero
“Come stabiliamo la Giustizia in questo paese? Ognuno la fa per se? Così finiamo nel Far West”
“io in quel momento dovrei telefonare alla Polizia e aspettare mezz’ora che arrivi? Ma stiamo scherzando?”@Drittorovescio_ #DrittoeRovescio pic.twitter.com/3peK4pud7C
— Emei Markus (@EmeiMarkus) December 7, 2023
Un confronto acceso, tra giustizia e autodifesa, riaccende i riflettori su una vicenda giudiziaria che ha attraversato diversi gradi di giudizio. Nel corso di un dibattito televisivo, Mario Roggero ha affrontato domande dirette sulle proprie azioni durante una rapina, sostenendo con fermezza la propria scelta e mettendo al centro un’idea di reazione immediata che si scontra con l’impostazione dello Stato di diritto. Le parole pronunciate in studio, accompagnate da toni concitati e da interruzioni, hanno evidenziato una distanza netta tra la rivendicazione personale di “difendere” e l’argomento giuridico sulla proporzionalità della difesa e sui limiti della giustizia fai-da-te.
mario roggero a “dritto e rovescio”: “sì, subito!”
Nel talk show Dritto e Rovescio su Rete4, condotto da Paolo Del Debbio, Mario Roggero risponde a una domanda essenziale: se rifarebbe quanto avvenuto. La risposta arriva senza esitazione: “Sì, subito!”. Roggero aggiunge che, in caso di altra minaccia, sparerebbe e ucciderebbe di nuovo, alzando la voce e mostrando una forte reazione davanti alle obiezioni del dibattito.
luca sommi e il nodo della proporzionalità
Luca Sommi, presente nel confronto, riporta l’aspetto centrale della ricostruzione e della valutazione giudiziaria: Roggero avrebbe inseguito i rapinatori, poi avrebbe sparato e ucciso due persone. Sommi riconosce che i rapinatori potrebbero essere stati “poco di buono”, ma sottolinea l’elemento decisivo: l’esistenza di due omicidi e il conseguente inquadramento delle attenuanti che hanno portato a una pena complessiva di diciassette anni per l’uccisione di due persone.
il rischio del far west e la funzione dello stato
Il ragionamento di Sommi si allarga fino a coinvolgere la tenuta dell’intera società. Il conduttore invita a riflettere su come venga stabilita la giustizia: ognuno la fa per sé? L’argomento richiama l’idea di un paese in cui, invece di affidarsi alle istituzioni, ci si sostituisce allo Stato con decisioni guidate dall’emotività. In questo contesto emerge il richiamo al pericolo di un modello assimilabile al “Far West”, con il rischio che un impulso personale sfoci in conseguenze gravissime anche per chi non ha alcun potere decisionale.
la replica di roggero: polizia invece di iniziativa personale
Sommi incalza Roggero su un punto operativo: se i rapinatori scappano, secondo la logica esposta, dovrebbe essere chiamata la polizia, senza uscire a sparare. L’affermazione è netta: uscire dall’attesa e dall’intervento delle autorità significherebbe esautorare lo Stato dalla sua funzione di tutela della sicurezza.
la risposta emotiva di roggero e l’interruzione in studio
Roggero risponde concentrandosi su un passaggio specifico. Intercettando il tema dell’azione immediata e dell’attesa delle forze dell’ordine, sostiene che nel momento dei fatti avrebbe dovuto telefonare alla polizia e aspettare mezz’ora che arrivasse. La replica risulta però accompagnata da un crescendo di tono, con interiezioni e applausi dalla platea che aumentano la tensione del confronto.
“non faccia ridere”: boato e scontro frontale
La discussione si accende ulteriormente con l’insistenza su ciò che Roggero avrebbe fatto in una nuova situazione. Quando Sommi chiede: “Lo rifarebbe?”, la risposta torna perentoria: “Sì, subito!”. Roggero aggiunge che, se un altro lo punta, lui sparerebbe e risparerebbe, accompagnando le parole con un gesto che simula l’arma puntata in faccia. L’energia della dichiarazione porta Roggero ad alzarsi dalla sedia, poi a risedersi, cercando sostegno nello sguardo di Susanna Ceccardi, presente accanto a lui.
ricostruzione dei fatti e basi delle sentenze
Nel passaggio dedicato alla ricostruzione, viene richiamato un elemento che, nella narrazione giudiziaria, contrasta con l’idea di una rapidità immediata della reazione. In base ai filmati citati, la minaccia del rapinatore e la reazione di Roggero che corre con la pistola in strada non sarebbero avvenute in una successione rapida. Inoltre, quando i rapinatori vengono uccisi, sono indicati come in fuga, con le spalle rivolte al gioielliere.
sentenze fino alla cassazione
Queste circostanze sono presentate come elementi su cui si basano le decisioni dei tribunali fino alla pronuncia definitiva in Corte di Cassazione. Il confronto televisivo si intreccia così con il merito: non solo la scelta personale rivendicata da Roggero, ma anche l’impianto con cui il sistema giudiziario ha valutato condotta e conseguenze.
interruzioni e confronto sul ragionamento giuridico
Sommi prova a ricondurre la questione alle valutazioni del giudice sulla proporzionalità della difesa, citando l’idea che la difesa non fosse commisurata all’offesa. Roggero interrompe e porta esempi relativi a diverse sentenze, spiegando che la comparazione tra casi differenti risulta complicata anche sul piano giurisprudenziale. Nel suo ragionamento, il giudice stabilirebbe valori economici differenti per vite e circostanze: secondo la sua ricostruzione, un lavoratore avrebbe un valore attribuito diverso da un gioielliere ucciso a Milano, e due rapinatori avrebbero un valore diverso ancora.
emotività vs stato di diritto
Sommi riformula il punto: il tema sarebbe l’emotività del ragionamento, a cui esprime una forma di solidarietà, ma ribadisce che il diritto non può essere sostituito da una giustizia fai-da-te, perché in quel caso si rischia di finire nel ciclo della violenza. Roggero risponde mantenendo la propria linea e conclude richiamando l’esito della condanna, dichiarando di ricevere se levante a diciassette anni di galera pur essendo, a suo dire, a settanta anni.
presenze nel dibattito
Nel confronto vengono citati e coinvolti diversi partecipanti e figure presenti in studio, con ruoli distinti nel dialogo:
- Mario Roggero
- Paolo Del Debbio
- Luca Sommi
- Susanna Ceccardi
