Puzza terribile fabbrica di mangimi a Treviglio: comitato contro le molestie olfattive
Una catena di segnalazioni sempre più insistente sta riportando al centro la gestione degli odori molesti nello stabilimento di Treviglio, in provincia di Bergamo. Da oltre un mese, i residenti nei pressi dell’azienda Ecb Saria group segnalano esalazioni particolarmente intense e persistenti legate alla lavorazione di mangimi connessa a semilavorati di origine animale. La situazione ha spinto molti cittadini a limitare l’uso degli ambienti domestici, con ricadute sulla normale vivibilità delle abitazioni e, secondo quanto emerso, con difficoltà maggiori per le fasce più fragili della popolazione.
odori molesti a treviglio: cosa succede nello stabilimento
Lo scenario descritto riguarda la produzione svolta all’interno dello stabilimento in via Calvenzano, dove vengono realizzati semilavorati di origine animale derivati dai sottoprodotti della macellazione avicola. Nei giorni più caldi degli ultimi tempi, le emissioni risultano percepite come particolarmente forti e capaci di mantenersi a lungo nell’aria.
Le esalazioni, secondo le testimonianze raccolte, vengono percepite come sempre più nauseabonde e arrivano a compromettere la vivibilità degli spazi domestici. In tale contesto diventa complesso mantenere le finestre aperte per garantire un ricambio d’aria, con conseguenze che, stando alle parole riportate, pesano maggiormente su anziani e famiglie che non possono contare su soluzioni come l’aria condizionata.
comitato “treviglio respira”: assemblee e iniziative legali
Per affrontare la criticità è nato un comitato ad hoc, “Treviglio Respira”. La prima fase organizzativa si è tradotta in un’assemblea pubblica e, a distanza di circa un mese, in una seconda riunione tenutasi alla trattoria Makallè, uno dei locali indicati come particolarmente colpiti dall’odore.
Nel corso dell’incontro hanno preso parte circa sessanta persone. I partecipanti hanno affidato all’avvocato Angelo Maestroni il compito di avviare azioni mirate alla tutela di residenti e negozianti della zona, includendo tra i soggetti coinvolti anche i ristoratori dell’area della Fiera Nuova, citati esplicitamente con riferimento alla trattoria Makallè.
segnalazioni registrate e dimensione del problema
Il quadro delle segnalazioni fornite dal comitato è significativo: nel solo mese di giugno risultano 351 segnalazioni provenienti da 161 persone in un arco di 29 giorni su 30. Un dato che, nel racconto riportato, evidenzia la persistenza del fenomeno e la continuità delle percezioni da parte dei residenti.
diffide e accesso agli atti
Il primo passaggio operativo indicato riguarda l’invio di lettere di diffida agli enti competenti sui controlli e sulle autorizzazioni: Comune, Provincia e Apra. Successivamente, è previsto un accesso agli atti presso gli stessi uffici, con l’obiettivo di verificare quanto sia stato realizzato e quanto resti da attuare, includendo la valutazione della possibilità di un esposto in Procura.
Per sostenere le spese legali è stato costituito un fondo alimentato dai cittadini. Il comitato sottolinea che, a fronte della situazione, l’onere dovrebbe ricadere su azienda e istituzioni, chiamate a farsi carico del problema.
azienda e gestione dello stabilimento: riferimenti societari
Lo stabilimento coinvolto è riferito all’azienda Ecb Saria group, con attività avviate da oltre mezzo secolo. Secondo le informazioni riportate, l’impresa era stata fondata nel 1966 da Lorenzo e Franco Bergamini, per poi passare nel 2017 alla società tedesca SARlA International GmbH.
interventi istituzionali: sindaco e tavolo tecnico con la provincia
La vicenda ha trovato riscontro anche nelle comunicazioni dell’amministrazione comunale. Il sindaco Juri Imeri ha espresso la comprensione della rabbia dei cittadini, richiamando il ruolo dell’ente nel cogliere e segnalare un disagio ormai descritto come insostenibile, impattante sulla qualità della vita cittadina. Nel quadro delineato, il sindaco ha inoltre indicato la volontà di non limitarsi a scaricare responsabilità tra enti, sottolineando la necessità di azioni forti e tempestive.
relazione chimico-olfattometrica e controlli
È stata menzionata la presenza di una relazione chimico-olfattometrica predisposta dal Politecnico di Milano per conto dell’azienda. Tale documento sarà esaminato tramite funzionari e consulenti, mentre proseguiranno sia il monitoraggio delle segnalazioni sia le verifiche svolte dalla Polizia locale. In estate scorsa, secondo quanto riportato, a tali attività è seguita anche un’azione penale.
azioni e convocazioni: richiesta di interventi perentori
Per l’ulteriore confronto tecnico è stato richiamato un sollecito di un tavolo tecnico. L’assessore alla Sostenibilità Ambientale Michele Bornaghi ha riferito che la Provincia ha accolto l’istanza e, tenendo conto della relazione del Politecnico, ha anticipato una convocazione nei prossimi giorni.
obiettivi del comitato e degli enti: tutela e verifiche
La linea d’azione descritta combina iniziative legali e attività di verifica amministrativa. Il comitato “Treviglio Respira” punta a tutelare residenti e attività locali attraverso diffide, accesso agli atti e l’eventuale valutazione di un esposto in Procura. Parallelamente, le istituzioni indicano l’attivazione di controlli e l’analisi di una relazione tecnico-scientifica, con richieste di azioni concrete e tempi ravvicinati di confronto.
figure citate nella vicenda
- Carmelo Ilardo
- Angelo Maestroni
- Juri Imeri
- Michele Bornaghi
- Lorenzo Bergamini
- Franco Bergamini
