Pogacar fischi al Tour: mi solo più forza

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Pogacar fischi al Tour: mi  solo più forza

La stagione del Tour de France vive un momento di tensione inaspettata: il grande protagonista, Tadej Pogacar, ammirato per anni, sta attirando anche i fischi di una parte del pubblico. Durante questa edizione della Grande Boucle i “buu” si sono intensificati, fino a diventare protagonisti di un episodio specifico, alimentando un dibattito che coinvolge corse, tifo e interpretazioni sul modo in cui la leadership in gara viene percepita.

tadej pogacar al tour de france: fischi sempre più evidenti

Le contestazioni rivolte allo sloveno sono emerse con progressione nel corso dell’edizione. L’attenzione maggiore si è concentrata sull’episodio di Le Lioran, dove il leader della UAE Emirates-XRG è stato contestato dopo un’ennesima prova di forza. Il malumore, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe nato già in occasione della tappa di Barcellona, quando Pogacar avrebbe festeggiato con un passo doble insieme a Isaac Del Toro.

A Le Lioran, l’innesco delle proteste sarebbe stato collegato al modo in cui Pogacar ha gestito l’azione decisiva. In particolare, il riferimento è al momento in cui ha raggiunto e staccato Richard Carapaz, senza attenderlo per affrontare insieme la discesa.

maglia gialla e pubblico: pogacar risponde alle contestazioni

Nonostante i fischi, la maglia gialla non mostra segni di turbamento. Dopo il successo, Pogacar avrebbe risposto ai tifosi con un messaggio che mette al centro il contesto di gara e la spinta emotiva che ne deriva: ringrazia chi era a bordo strada e interpreta anche le contestazioni come un carburante aggiuntivo. Il senso del passaggio riportato è chiaro: chi lo colpisce con “buu” finisce per fornirgli altra energia.

Il giorno successivo, il discorso viene ulteriormente ribadito. Pogacar avrebbe spiegato che l’aumento di fischi e insulti non lo frena, indicando invece che tali reazioni finiscono per alimentare ulteriormente il ritmo e motivare lui e i compagni a spingere sempre più forte.

jonas vingegaard difende pogacar: i fischi non sono accettabili

La contestazione trova anche una risposta da parte di Jonas Vingegaard, considerato il grande rivale. Il suo intervento mette in evidenza un concetto netto: la presenza del pubblico non dovrebbe trasformarsi in un atto di contestazione. Vingegaard ha ricordato che nel 2023 l’episodio sarebbe capitato anche a lui, indicando che la maglia gialla, a qualcuno, può dare fastidio.

beppe martinelli spiega il cambio di atteggiamento: dominio e “cattivi pensieri”

Nel tentativo di interpretare il cambio di tono, entra in scena Beppe Martinelli, storico direttore sportivo del ciclismo professionistico. Secondo la sua lettura, il pubblico francese sarebbe un pubblico di intenditori e, per questo, sarebbe capace di capire che “certe cose” non si dovrebbero fare.

Secondo Martinelli, il dominio della UAE e di Pogacar avrebbe progressivamente irritato una parte degli appassionati. Il punto centrale è che, percependosi davanti a una forza considerata quasi imbattibile, alcuni potrebbero cambiare prospettiva fino a sviluppare pensieri negativi. Nel ragionamento riportato, emerge l’idea che non sia sufficiente correre sempre con l’obiettivo di vincere “a tutti i costi” tutte le tappe: sarebbe necessario anche capire quando lasciare andare gli altri e quando invece gestire diversamente l’andamento della corsa.

Nel quadro delle spiegazioni, Martinelli inserisce un riferimento a Lance Armstrong. L’osservazione è che, anche Armstrong, molto prima che esplodesse lo scandalo doping, sarebbe stato bersagliato dai fischi del pubblico. Prima di lui, secondo la ricostruzione evocata, sarebbero toccati ad altri dominatori come Merckx e Hinault episodi analoghi.

futuro delle prossime tappe: spazio agli altri o conferma dell’attacco?

Con l’intensificarsi delle contestazioni, si fa strada anche un’ipotesi: alcuni ritengono che Pogacar potrebbe o dovrebbe modificare atteggiamento nelle prossime tappe, lasciando più spazio ad altri. Tuttavia, il contenuto riportato indica un’intenzione differente. Dalle parole attribuite alla maglia gialla, emerge che l’orientamento non cambia: l’idea resta all’attacco, coerente con uno stile di corsa già riconoscibile nel tempo.

Al di là dei fischi francesi, la percezione complessiva resta legata a un elemento costante: proprio perché Pogacar ha sempre corso per mettere pressione e cercare la superiorità in azione, lo sloveno continua a essere amato anche da chi, pur contestando, ne riconosce la dimensione agonistica.

Personaggi citati:

  • Tadej Pogacar
  • Isaac Del Toro
  • Richard Carapaz
  • Jonas Vingegaard
  • Beppe Martinelli
  • Lance Armstrong
  • Merckx
  • Hinault
“Il numero di chi mi fischia e insulta è in aumento, sappiano che mettono solo benzina sul fuoco”: Pogacar replica ai “buu” al Tour de France
Categorie: NewsCalcio e Sport

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