Piscine killer perché alcuni incidenti continuano a succedere spiegati iss

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Piscine killer perché alcuni incidenti continuano a succedere spiegati  iss

Le giornate estive in piscina, pensate per relax e svago, possono trasformarsi rapidamente in tragedie. L’episodio più recente riguarda una ragazza di 11 anni rimasta incastrata con i capelli in un bocchettone della piscina a Sestri Levante, con conseguenze che l’hanno portata in gravissime condizioni all’ospedale Gaslini di Genova. Su questi eventi emergono criticità che, secondo chi si occupa di sicurezza delle acque, riguardano spesso elementi strutturali, procedurali e gestionali evitando scenari che potrebbero essere prevenuti con regole più stringenti.

incidenti in piscina e criticità evitabili in termini di sicurezza delle acque

L’analisi si concentra su apparecchiature inadeguate, situazioni fuori norma o condizioni non gestite correttamente. Vengono segnalate lacune che includono la rimozione degli strumenti di protezione, l’esecuzione di manovre mentre gli utenti sono in acqua e problemi legati a procedure operative, anche in relazione a incidenti connessi alla clorazione. La dinamica degli eventi, in questi casi, riflette carenze strutturali e procedurali, talvolta con impatti severi.

francia e riduzione degli annegamenti con obblighi, controlli e sanzioni

Un riferimento importante arriva dall’esperienza francese: l’introduzione di obblighi, controlli e sanzioni sui dispositivi di sicurezza, inclusi quelli per le piscine private, avrebbe portato a una riduzione di circa tre quarti degli annegamenti, con un effetto particolarmente evidente tra i bambini.

italia e prevenzione: normativa presente ma frammentata

In Italia la cornice regolatoria esiste, ma risulta applicata in modo frammentario. Non è presente, secondo quanto indicato, una norma nazionale ancora pienamente definita; vengono invece richiamate norme regionali come riferimento principale. Questa disomogeneità, sul piano della prevenzione, limita l’omogeneità delle tutele nelle strutture.

carenze impiantistiche e gestione non conforme alla sicurezza

Le strutture possono presentare mancanze che aumentano il rischio, come l’assenza di ringhiere che impediscano la caduta in acqua. In altri casi emergono impianti non a norma oppure gestiti senza rispettare standard adeguati. Accanto alle questioni tecniche, viene evidenziata anche una criticità nella vigilanza sui bambini, elemento centrale quando il rischio può manifestarsi con rapidità.

dispositivi e misure: revisione normativa con requisiti più stringenti

Il quadro descritto viene ricondotto a una revisione normativa che mira a introdurre requisiti più articolati. Si parla di una legge quadro sulle piscine (individuata come A.C. 2576, collegata a un Ddl già esaminato al Senato) con l’obiettivo di rafforzare requisiti strutturali, impiantistici e gestionali. Le misure citate includono:

  • progettazione secondo norme Uni/Uni‑En
  • dispositivi di protezione anche per le piscine domestiche (barriere, coperture invalicabili, salvagenti e dispositivi anti‑accesso)
  • piano di autocontrollo per acqua e sicurezza
  • controlli interni ed esterni da parte di Asl
  • obbligo di assistenti bagnanti e locale/primo soccorso per molte categorie di impianti

osservatorio e strategia: dati, raccomandazioni e focus su diversi ambienti

Parallelamente, a livello nazionale è stato istituito un Osservatorio per sviluppare una strategia di prevenzione degli annegamenti. L’attività dell’Osservatorio avrebbe prodotto un primo rapporto organico con dati e analisi riferite a differenti contesti, includendo mare, acque interne e piscine, oltre a raccomandazioni specifiche per piscine pubbliche, turistico‑ricettive e domestiche.

fattori strutturali, gestionali e di controllo: l’approccio necessario per ridurre gli incidenti

Oltre alla dimensione tecnica, viene evidenziato un aspetto culturale legato alla preparazione e alla percezione del rischio. La formazione di chi gestisce le piscine e il comportamento di chi accompagna il minore risultano determinanti. La sicurezza percepita dell’ambiente può essere influenzata dal fatto che la piscina viene spesso considerata uno spazio piccolo e confinato, con un’attenzione talvolta maggiore attribuita alla spiaggia rispetto alla piscina. La correzione di questi elementi viene collegata all’introduzione di interventi normativi capaci di agire su più fronti: strutturale, gestionale e di controllo.

La lettura degli episodi in cui ragazzi si immergono in acqua e vengono “risucchiati” indica infatti un coinvolgimento simultaneo dei tre fattori: strutturale, gestionale e di controllo. L’esperienza citata dalla Francia suggerirebbe che intervenire su questi presupposti porti a risultati in termini di riduzione degli incidenti.

luca lucentini e il centro per la sicurezza delle acque

Nel quadro delineato, un ruolo di riferimento è assegnato alle competenze del responsabile che ha fornito indicazioni sulle criticità e sulla direzione della prevenzione.

  • luca lucentini

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