Piero pelù attacca trump e netanyahu: lo scalpo, le accuse e le parole dure
La musica torna a farsi palco e strumento di lettura del presente: con il tour dei Litfiba che celebra il quarantennale di “17 Re”, Piero Pelù porta sul palco una serie di messaggi netti e riconoscibili, intrecciando brani storici e interventi diretti su politica e conflitti internazionali. L’energia del rock, accompagnata da gesti scenici e dichiarazioni esplicite, trasforma i concerti in un luogo in cui la protesta trova ritmo, parole e immagini.
piero pelù e litfiba: protesta musicale e messaggi politici
In questi giorni, Piero Pelù rivolge una stoccata a più bersagli, usando un linguaggio energico e senza sfumature. Durante i live, il leader dei Litfiba mette in evidenza critiche rivolte ai politici italiani, a Putin, a Benjamin Netanyahu e a Donald Trump. Nel racconto di Pelù emerge l’idea che gli artisti debbano esprimersi: la sua posizione appare coerente con un percorso dichiarato da tempo, in cui le canzoni diventano veicolo per uno sguardo sulla realtà.
17 re e il legame con la voce del presente
Il tour festeggia il quarantennale dello storico disco “17 Re” e fornisce a Pelù l’occasione per rimettere al centro un repertorio che, decenni fa, ha contribuito a rendere il rock innovativo nel panorama italiano. L’ascolto dell’album, rievocato dai fan, diventa il punto di partenza per far arrivare anche interventi fuori dai confini stretti della canzone, con i concerti che si trasformano in momenti di forte dichiarazione.
live tra pescara, milano e villafranca: energia, cuffie e scene
Nei live di Pescara, Milano e Villafranca di Verona, Pelù si presenta sul palco a 66 anni e indossa cuffie protettive per l’acufene di cui soffre. L’elemento scenico non è solo musicale: tra un brano e l’altro, vengono portate critiche al potere globale e un riferimento visivo legato a Donald Trump.
Per amplificare il messaggio, Pelù porta in scena una testa in silicone con capelli arancioni, collegata a una corda per essere fatta roteare. Dal palco, la sequenza viene esplicitamente collegata a Trump: l’immagine diventa “scalpo” e bersaglio. Nel corso dell’intervento, Pelù richiama anche Netanyahu e la necessità di fermare l’offensiva contro i palestinesi, citando inoltre la richiesta di fermare i “sionisti”.
riferimenti sul palco e frasi dedicate a trump e netanyahu
Nel mezzo delle esecuzioni, l’accostamento tra gesti e parole costruisce un riferimento diretto a Trump, descritto come figura bersaglio attraverso l’immagine della testa in silicone. La citazione prosegue con un richiamo ulteriore a Netanyahu, sempre dentro un quadro di denuncia rivolto alle violenze e alle scelte politiche collegate ai conflitti.
canzoni trasformate in slogan: dai conflitti al patriarcato
La struttura dei concerti alterna repertorio e dichiarazioni. “Apapaia”, nel momento in cui viene accompagnata da un coro con l’espressione “Rispetta le mie idee”, diventa un inno contro i conflitti, richiamando il tema del tempo all’obiezione di coscienza nel servizio militare. La cornice del messaggio si allarga con altri brani, fino ad arrivare a “Oro Nero”, definito un manifesto contro il patriarcato, con un’affermazione sulla convinzione che gli italiani ne sarebbero “i maestri”.
bis e tricolore: no a sovranismi e populismi
Per i bis, Pelù rientra sul palco sventolando il tricolore. Nel gesto viene specificato che non si tratta di un’abitudine: Pelù precisa di non averlo “mai fatto” in precedenza e afferma di dedicare l’azione al no ai sovranismi e ai populismi. La bandiera diventa un segnale legato a un’Italia descritta come libera e antifascista, con un commento che include “ci dispiace Salvini e Vannacci”. Nel concludere, viene rilanciata l’idea che quella è la storia e l’indicazione a non offendendersi, definendola semplicemente propria memoria.
personaggi citati nel racconto del palco
Nel corso delle dichiarazioni riportate compaiono riferimenti a figure politiche e al mondo della band, collegati ai messaggi lanciati durante il tour.
- Piero Pelù
- Litfiba
- Donald Trump
- Benjamin Netanyahu
- Putin
- Salvini
- Vannacci
