Odissea in IMAX 70mm: cosa significa e perché cambia l’esperienza di visione

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Odissea in IMAX 70mm: cosa significa e perché cambia l’esperienza di visione

L’attenzione riservata a Odissea non riguarda soltanto la trama o la regia: il cuore dello spettacolo passa anche da un’attenzione tecnica rara, legata al modo in cui l’immagine viene prodotta e proiettata. Il formato IMAX 70mm è il protagonista di questa scelta e merita di essere analizzato nei dettagli, perché definisce dimensioni del fotogramma, modalità di scorrimento della pellicola e livello di definizione percepibile sul grande schermo.

imax 70mm: cosa significa nel cinema

Con IMAX 70mm si indica il formato usato per Odissea, progettato per amplificare la resa analogica. Non si tratta di una novità assoluta all’interno della filmografia di Christopher Nolan: il regista ha impiegato soluzioni IMAX su 70mm in diverse occasioni, con un utilizzo che ha attraversato più fasi fino ad arrivare a scelte estese nel tempo. Anche altri titoli hanno adottato l’impostazione IMAX per parti selezionate, come 007 No Time to Die, dove la presenza del formato riguarda specifiche sequenze.

La particolarità dell’IMAX 70mm consiste nell’estensione della pellicola da 70 mm e nella suddivisione del fotogramma in un’area occupata in modo molto più ampio. In questa configurazione, ogni fotogramma corrisponde a 15 perforazioni. La proiezione avviene con un sistema dedicato: la pellicola scorre orizzontalmente sul proiettore, non verticalmente come accade nelle proiezioni su pellicola 70mm tradizionale.

differenze tra imax 70mm, 70mm classico e imax digitale

dimensione del fotogramma e dettaglio analogico

Rispetto al 70mm classico, il fotogramma IMAX risulta circa tre volte più grande. Questa scelta consente un livello di dettaglio eccezionale, indicato come il massimo raggiungibile nella proiezione analogica. L’obiettivo è aumentare la ricchezza visiva mantenendo la resa del supporto fisico.

70mm classico: scorrimento verticale e 5 perforazioni

Il 70mm tradizionale rappresenta il modello classico dei grandi film epici della tradizione cinematografica. Titoli come Lawrence of Arabia e 2001: A Space Odyssey (ricordato anche per la ripresa di interesse grazie a The Hateful Eight di Quentin Tarantino) utilizzano una pellicola larga 70 mm in cui ogni fotogramma occupa 5 perforazioni. Sul proiettore la pellicola scorre verticalmente, seguendo la modalità tradizionale.

imax digitale: master trasferito su pellicola imax 70mm

Nel caso di Dune: Parte 2, il processo produttivo è prevalentemente digitale: il film è stato realizzato con ARRI Alexa 65 e altre camere certificate IMAX. In quanto tale, non si tratta di un progetto su pellicola. In alcune sale, però, è stata prevista anche una distribuzione in copia IMAX 70mm: questo significa che un master digitale viene trasferito su pellicola IMAX 70mm per la proiezione.

La spettacolarità attribuita a Odissea viene presentata come un’esperienza ancora più ampia proprio grazie alla centralità del formato IMAX 70mm.

la disponibilità reale dell’imax 70mm: la “fregatura”

Nel contesto della proiezione, emerge un punto pratico: l’accesso all’IMAX 70mm non è generalizzato. La capacità di vedere Odissea in questo formato è descritta come praticamente impossibile per la maggior parte degli spettatori, perché nel mondo esistono soltanto 41 sale in grado di proiettare il film in IMAX 70mm.

Da quelle 41 strutture, la presenza in Europa viene indicata in 7 sale. Per quanto riguarda l’Italia, la disponibilità è ulteriormente ridotta: in Italia il numero indicato è 0.

Ne consegue che la visione disponibile nel contesto italiano si orienta verso una proiezione in 70mm con pellicola classica, alternativa distinta dall’IMAX 70mm effettivo.

sinergia tra formato e resa: cosa cambia per lo spettatore

Il messaggio tecnico che domina il quadro è chiaro: l’IMAX 70mm lavora su fotogrammi più grandi, su una definizione elevata legata alla proiezione analogica e su una meccanica di scorrimento diversa, con pellicola in orizzontale. Questi elementi vengono messi in relazione con la volontà di costruire un’esperienza visiva di ampiezza superiore rispetto a proiezioni 70mm standard o a versioni digitali trasferite su pellicola.

  • Christopher Nolan
  • Brad Pitt
  • Quentin Tarantino
  • James Cameron
  • Denis Villeneuve
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