Obesità: boom tra le donne under 35, cresce soprattutto tra i giovani
L’epidemiologia dell’obesità in Italia sta assumendo una configurazione sempre più marcata nelle fasce più giovani, con segnali particolarmente evidenti tra le donne. Il quadro emerge dai dati Istat 2025 e confluirà nel confronto istituzionale e tecnico dell’ottavo Italian Barometer Obesity Forum, un appuntamento dedicato a trasformare le evidenze in scelte politico-sanitarie. Sullo sfondo, oltre all’evoluzione dei numeri, viene posta l’attenzione su una risposta strutturata, fondata su monitoraggio, prevenzione e integrazione tra i diversi attori del sistema.
epidemiologia dell’obesità in italia: trend e segnali nei giovani
Nel periodo considerato, l’eccesso di peso complessivo nella popolazione italiana risulta pressoché stabile negli ultimi dieci anni, con valori che passano dal 45,9% nel 2016 al 46,4% nel 2025. All’interno di questo andamento, viene registrato un aumento significativo dell’obesità nella popolazione giovane, con una crescita particolarmente marcata tra le donne.
obesità tra donne 18-34 anni: aumento dal 2016 al 2025
Secondo l’analisi Istat, la quota di giovani donne con obesità nella fascia 18-34 anni passa dal 3,6% del 2016 al 6,3% del 2025, corrispondente a una crescita del 75%. Il dato supera l’incremento osservato tra i coetanei maschi, che aumentano dal 4,6% al 6,2% con un incremento del 35%.
estensione del fenomeno: fasce d’età contigue
L’aumento interessa anche le generazioni immediatamente successive. Nella fascia 35-44 anni il tasso cresce dall’8,5% al 10,3%, con un contributo dovuto soprattutto all’incremento di 2,6 punti percentuali tra gli uomini. Nella fascia 45-54 anni si passa invece dall’11,1% del 2016 al 12,5% del 2025.
Oltre queste classi di età, la crescita dei tassi di obesità rispetto al 2016 risulta più contenuta o assente. Nel complesso, il profilo epidemiologico descrive un andamento concentrato prevalentemente sulle generazioni più giovani.
Italian Barometer Obesity Forum: confronto per strategie di intervento
I dati Istat 2025 sull’epidemiologia dell’obesità in Italia saranno presentati oggi pomeriggio durante l’ottavo Italian Barometer Obesity Forum intitolato “Obesità in Italia 2026: dati, impatti, prospettive politico-sanitarie e legislative di intervento”. La giornata prevede un confronto tra istituzioni, esperti, società scientifiche e associazioni pazienti con l’obiettivo di definire le strategie da mettere in atto per contrastare la pandemia di sovrappeso e obesità nel Paese.
iniziativa e componenti del progetto
L’evento è realizzato su iniziativa della senatrice Daniela Sbrollini, con il supporto scientifico ed istituzionale di numerosi soggetti tra i quali: Intergruppo parlamentare obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili; Intergruppo parlamentare qualità di vita nelle città; Intergruppo parlamentare sanità digitale e terapie digitali; Intergruppo parlamentare per la prevenzione delle emergenze e l’assistenza sanitaria nelle aree interne; Italian barometer diabetes observatory (Ibdo) Foundation; Istat; Coresearch; Crea Sanità; Bhave; Università di Roma Tor Vergata – Dipartimento di medicina dei servizi; le società scientifiche di area; Italian obesity network; Open Italy; Fiao - Federazione italiana delle Associazioni dell’obesità. È presente anche un contributo non condizionato di Novo Nordisk.
legge sull’obesità e Piano nazionale prevenzione: monitoraggio e integrazione
Nella prefazione dell’Italian barometer obesity report 2026, il ministro della Salute Orazio Schillaci evidenzia il valore della legge sull’obesità approvata dall’Italia durante la legislatura in corso, con il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica e recidivante. Un punto di forza indicato riguarda la creazione di un Osservatorio con compiti di monitoraggio, studio dei dati e supporto alla diffusione di stili di vita corretti.
Schillaci richiama anche il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, varato dal Ministero, che include attività specifiche per contrastare sovrappeso e obesità. Il Piano promuove l’integrazione tra sanità, scuola, sport, ambiente e comunicazione, con l’obiettivo di favorire in condizioni di equità contesti utili alla promozione di stili di vita attivi.
Viene inoltre sottolineato che le azioni finora intraprese indicano una direzione già definita per contrastare l’obesità, con l’impegno a proseguire in modo coordinato e con determinazione.
riconoscimenti collegati al contrasto alle patologie croniche
In occasione della giornata, l’impegno del ministro Schillaci nel contrasto all’obesità e alle malattie croniche non trasmissibili riceve un riconoscimento formale tramite il Premio Open Italy, istituito dall’Ibdo Foundation in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare Obesità e Diabete.
Parallelamente, lo scorso 25 giugno, l’Ibdo Foundation ottiene il premio “Le Eccellenze dell’informazione scientifica e centralità del paziente”, promosso dall’Osservatorio comunicazione medico scientifica (Ocms). Il riconoscimento premia progetti di divulgazione scientifica in grado di generare un impatto positivo e concreto sulla salute dei pazienti.
obesità e complicanze: multifattorialità e impatto multisistemico
Nel quadro presentato, l’obesità non viene descritta come una scelta o una colpa individuale, bensì come una condizione complessa e multifattoriale, radicata nella genetica e amplificata da stili di vita moderni e sedentarietà. La gravità è indicata nella sua natura multisistemica, associata a molte complicanze.
Secondo Paolo Sbraccia, presidente di Ibdo Foundation e Università di Roma Tor Vergata, l’obesità si associa a complicanze come diabete tipo 2, ipertensione, dislipidemia, apnea ostruttiva del sonno, osteoartrite e malattie cardiovascolari.
impatto riproduttivo femminile e rischio in aumento con l’incremento del bmi
Nel contesto dell’aumento dell’obesità nelle giovani donne, Sbraccia sottolinea conseguenze rilevanti: l’obesità triplica il rischio di infertilità femminile e aumenta le probabilità di aborto, riducendo le possibilità di concepimento con il crescere del Bmi. Viene anche indicato che l’eccesso di peso aggrava la sindrome ovarica poliendocrino-metabolica, influenzando funzione riproduttiva e metabolica e aumentando il rischio di infertilità e complicazioni metaboliche.
eccesso di peso nei minori: livelli, picchi e fattori socioeconomici
I dati vengono estesi ai più giovani. Nel biennio 2024-2025 in Italia, oltre un minore su quattro tra i 3 e i 17 anni risulta in eccesso di peso (26,0%), con un picco del 32,3% tra i bambini di 3-10 anni.
componente familiare e ruolo delle condizioni socioeconomiche e culturali
La lettura dei dati evidenzia una marcata componente familiare e un’influenza delle condizioni socioeconomiche e culturali della famiglia. La quota di minori in eccesso ponderale sale al 35,8% quando entrambi i genitori condividono la condizione di eccesso di peso; scende al 28,7% se riguarda solo la madre e al 24,9% se interessa il padre. Il valore più basso viene riportato al 19,9% quando i genitori sono normopeso.
Viene inoltre riportato un legame con le risorse familiari: 27,6% nelle famiglie con risorse scarse o insufficienti rispetto al 24,9% di quelle con risorse adeguate o ottime. Un andamento analogo emerge sul livello di istruzione: 33,8% con basso livello di istruzione contro 20,3% quando almeno un genitore possiede un titolo universitario o superiore.
Le informazioni sono presentate da Roberta Crialesi, dirigente del Servizio sanità, salute e assistenza dell’Istat.
ruolo istituzionale, ricerca e legge: trasformare i principi in azioni
Tra i contributi raccolti, il testo richiama l’importanza del lavoro accademico e della traduzione delle evidenze scientifiche in interventi concreti. Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, sottolinea che la Fondazione Ibdo rappresenta un osservatorio privilegiato capace di dialogare con istituzioni, mondo clinico e società civile. Il commento collega anche l’urgenza di passare dalle evidenze alla messa in pratica di una legge in azioni efficaci e durature.
Roberto Pella, presidente dell’Intergruppo parlamentare obesità, diabete e NCDs e primo firmatario della legge sull’obesità, descrive la norma come un percorso che apre a una maggiore integrazione dell’obesità nei principali strumenti di programmazione sanitaria, richiamando in particolare il Piano della Cronicità approvato in Conferenza Stato-Regioni subito dopo. Viene posto l’accento su un cambio di paradigma: rafforzare consapevolezza istituzionale e tradurre la priorità in azioni che includano campagne di comunicazione e prevenzione in ambito educativo, oltre a un miglioramento dell’accesso a percorsi di cura e qualità di vita.
linee operative: risorse, reti assistenziali e sostenibilità
Nel quadro descritto, la legge viene presentata come un tassello fondamentale del percorso necessario a trasformare i principi in azioni concrete, con risorse adeguate e reti assistenziali efficienti. L’obiettivo è sostenere un impianto organizzativo capace di garantire continuità degli interventi.
Personaggi e figure citate
- Daniela Sbrollini
- Orazio Schillaci
- Paolo Sbraccia
- Roberta Crialesi
- Nathan Levialdi Ghiron
- Roberto Pella