Nuova legge sul cinema: testo unificato in arrivo nonostante i ritardi del ministro giuli
Il percorso verso una nuova legge sul cinema e l’audiovisivo entra in una fase decisiva: le tempistiche delineano un iter ravvicinato tra passaggi in Commissione e calendarizzazione in Aula. Al centro del lavoro, la trasformazione di una bozza in un testo più avanzato e la definizione di un impianto istituzionale pensato per rafforzare autonomia e trasparenza, superando logiche di frammentazione che negli anni hanno alimentato incertezze e contrasti.
nuova legge cinema e audiovisivo: iter in Commissione e Aula
Da più fonti arriva la conferma di uno stato di avanzamento molto avanzato per la nuova disciplina. È previsto che martedì 21 luglio la versione evoluta della bozza venga sottoposta all’approvazione della Commissione VII della Camera. Successivamente, la discussione in Aula risulta già calendarizzata per venerdì 31 luglio.
Il passaggio verso un testo condiviso viene indicato come un traguardo rilevante per Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura. La stima di consenso risulta centrale, soprattutto considerando le difficoltà incontrate in altri contesti e la complessità storica della composizione tra posizioni politiche contrapposte.
testo unificato e lavoro di composizione: proposte e delega al governo
La costruzione del provvedimento nasce dal confronto tra diverse iniziative legislative. Tra i contributi citati figurano le proposte di Elly Schlein per il Pd, Gaetano Amato per il M5s, Valentina Grippo per Italia Viva e, in seguito, Giorgia Latini per la Lega.
Per il coordinamento della complessità normativa viene evidenziato anche il ruolo della delega piena al governo prevista dalla proposta di Federico Mollicone (Fdi). La stesura tecnica sarebbe stata supportata da esperti indicati nella figura di Maurizio Roi e Rita Borioni (per l’area centro-sinistra) e di Carlo Prosperi (per l’area centro-destra).
bozze pubblicate e versione definitiva attesa
Una bozza sarebbe stata resa disponibile in anteprima giovedì 16 da Affari Italiani. La versione diffusa viene descritta come superata, mentre la pubblicazione della versione definitiva è attesa “tra qualche giorno”.
agenzia autonoma per cinema e audiovisivo: governance sganciata dalla politica
Il cuore dell’impostazione riguarda l’idea di una agenzia autonoma, indicata come soluzione in grado di consolidare funzioni oggi concentrate nella Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura. Il nuovo soggetto viene presentato con una governance che appare “abbastanza” sganciata dall’invadenza della politica e della partitocrazia.
Nel quadro descritto, anche la composizione delle nuove commissioni ministeriali chiamate a valutare le istanze di sostegno al settore dovrebbe ridurre, almeno in parte, l’influenza di logiche di spartizione, lottizzazione, clientelismo e amichettismo.
autonomia, incompatibilità e trasparenza
La bozza include garanzie più solide sul piano dell’assetto di regole: viene citato un rafforzamento di autonomia, incompatibilità e trasparenza rispetto all’impianto attuale. L’ispirazione viene ricondotta a un modello europeo, con riferimento al Cnc (Centre National du Cinéma et de l’Image Animée) francese, segnalando un paragone “a benchmark” senza una meccanica di imitazione.
ispirazione e precedenti richiami: Pupi Avati
L’idea dell’agenzia indipendente viene attribuita come avvio a Pupi Avati, che in passato avrebbe rivolto appelli a Giorgia Meloni, Elly Schlein e Giuseppe Conte.
contesto di polemiche e incertezze: tax credit e riforme precedenti
La proposta viene descritta come potenzialmente idonea a rappresentare una piccola ma significativa rivoluzione, a condizione che il testo in gestazione divenga realmente legge dello Stato. Il percorso viene collocato dopo anni di polemiche e incertezze.
Tra gli elementi citati emergono lo scandalo del tax credit e lo splafonamento del budget del Fondo Cinema e Audiovisivo. Viene ricordato che il fondo sarebbe passato dai 700 milioni di euro del 2024 ai 500 milioni del 2027.
Nel frattempo viene richiamato anche l’esito della riforma della Legge Franceschini del 2016, collegata all’azione della Sottosegretaria delegata Lucia Borgonzoni, con decreti di aggiustamento delle regole. È citato, tra gli ultimi interventi, un decreto pubblicato qualche giorno fa sul tax credit per la produzione, presentato come innovativo ma insufficiente a sanare le patologie sistemiche indicate.
valutazione di impatto e ritardi: interrogazione alla camera sullo strumento chiave
Accanto all’avanzamento del testo normativo, permane un deficit di conoscenze legato alla valutazione dell’intervento dello Stato nel settore. Viene ricordato che mercoledì 15 luglio Matteo Orfini ha depositato alla Camera un’interrogazione per chiedere come sia possibile che il ministro Alessandro Giuli non abbia ancora trasmesso al Parlamento la valutazione di impatto relativa all’anno 2024.
La richiesta include anche un riferimento alla relazione annuale: la sollecitazione è che venga avviato un dibattito pubblico e che il documento divenga uno strumento realmente utile, configurandosi come un’analisi critica delle politiche settoriali e non come una semplice fotografia priva di incidenza.
ritardi sistematici nella trasmissione: 2021, 2022, 2023 e 2024
La trasmissione della valutazione di impatto viene descritta con ritardi ripetuti che ne riducono la funzione istituzionale e l’utilità concreta. Per l’anno 2021 la trasmissione risulterebbe avvenuta il 3 febbraio 2023 con oltre quattro mesi di ritardo. Per il 2022 la trasmissione risulterebbe il 9 aprile 2024, con oltre sei mesi di ritardo.
Per il 2023 viene indicato un affidamento al RTI Università Cattolica e Ptsclas spa per la sesta volta consecutiva, con richiamo al principio di rotazione degli incarichi previsto dal Testo Unico sugli Appalti. Anche in questo caso il termine sarebbe stato superato: la trasmissione risulterebbe il 21 marzo 2025, con circa sei mesi di ritardo.
Relativamente al 2024, l’affidamento all’Università Sapienza avrebbe dovuto comportare la trasmissione entro il 30 settembre 2025. Alla data dell’interrogazione, non risulterebbe trasmessa a Camera e Senato né pubblicata sul sito del Ministero.
valutazione di impatto come strumento di verifica: efficienza, efficacia ed equità
La posizione dell’interrogante riconduce il caso a un trend che viene presentato come “deprimente”, collegandolo all’esigenza di poter conoscere per deliberare e per ben governare. Nel documento ispettivo si chiede che la valutazione di impatto divenga un reale strumento per verificare efficienza, efficacia, equità e sostenibilità delle politiche di sostegno al cinema e all’audiovisivo, con particolare riferimento a Tax Credit, contributi pubblici ed enti come Cinecittà Spa e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.
una legge basata su evidenze: rischio di inefficacia senza impatto reale
Il progetto normativo viene descritto come costruito sui dati e sulle evidenze contenuti nella valutazione d’impatto. Sullo sfondo rimane il tema dell’uso effettivo dello strumento: se la relazione continuasse ad accumulare ritardi e non producesse conseguenze sulle politiche pubbliche, l’azione di verifica rischierebbe di restare priva di effetti concreti.
personaggi citati
- Federico Mollicone
- Barbara Floridia
- Simona Agnes
- Gianni Letta
- Elly Schlein
- Gaetano Amato
- Valentina Grippo
- Giorgia Latini
- Maurizio Roi
- Rita Borioni
- Carlo Prosperi
- Pupi Avati
- Giuseppe Conte
- Lucia Borgonzoni
- Matteo Orfini
- Alessandro Giuli
