Musa di botticelli morì per un tumore alla testa: studio dopo 550 anni chiarisce la causa della morte

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Musa di botticelli morì per un tumore alla testa: studio dopo 550 anni chiarisce la causa della morte

Per secoli la storia ha raccontato un destino tragico legato a Simonetta Vespucci, presentata come una giovane nobildonna del Rinascimento morta a 23 anni per tubercolosi. Una nuova ricostruzione scientifica riapre il caso e propone un’interpretazione diversa, facendo luce su un possibile ruolo di un’alterazione endocrina. La tesi nasce da un’indagine multidisciplinare e riporta al centro elementi medici e documentali che, fino a oggi, erano rimasti sullo sfondo delle narrazioni storiche tradizionali.

studio endocrinology, diabetes & metabolism: nuova ipotesi sulla morte di simonetta vespucci

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Endocrinology, Diabetes & Metabolism e porta la firma di un team della Queen Mary University di Londra, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’Università della California. La ricerca sostiene che la morte di Simonetta Vespucci non sarebbe attribuibile alla tubercolosi, bensì a un evento legato a una emergenza endocrina.

Secondo l’interpretazione proposta, Simonetta sarebbe morta per apoplessia di un tumore ipofisario, ossia un adenoma localizzato alla base del cervello che, in modo improvviso, si sarebbe gonfiato oppure emorragizzato.

apoplessia ipofisaria: il meccanismo proposto e i sintomi descritti nelle fonti

Nel modello descritto dai ricercatori, la causa non è un processo infettivo cronico, ma un evento acuto e potenzialmente letale legato all’ipofisi. La ricerca associa la dinamica della malattia a un quadro improvviso, coerente con una apoplessia.

Le indicazioni raccolte nello studio includono una sequenza compatibile con un peggioramento rapido: un crollo improvviso durante un ballo, seguito da giorni trascorsi chiusa in una stanza buia. In quel periodo emergono sintomi riportati come mal di testa lancinanti, vomito, febbre alta e allucinazioni.

da botticelli alle lettere: come nasce l’ipotesi di un adenoma ipofisario

Il lavoro non parte da zero. Nel 2019 gli stessi autori avevano avanzato una proposta simile, basata su un’analisi dei ritratti di Botticelli. L’idea era che Simonetta potesse soffrire di un adenoma ipofisario in grado di secernere ormone della crescita e prolattina.

Secondo quella impostazione, l’alterazione ormonale avrebbe potuto, col tempo, modificare i tratti del viso e, in alcuni casi, causare anche una lattazione inspiegabile. Nelle ricostruzioni legate all’iconografia della Venere, un dettaglio viene indicato come elemento di possibile corrispondenza con la presenza di prolattina elevata.

domiziana nardelli: dagli archivi medici alla ricostruzione degli ultimi giorni

Nel nuovo studio, la ricerca approfondisce le evidenze documentali. Domiziana Nardelli, specialista in otorinolaringoiatria, avrebbe lavorato su archivi storici per ricostruire la relazione tra Piero Vespucci e Lorenzo de’ Medici nei giorni immediatamente precedenti la morte di Simonetta.

Le lettere considerate nella ricostruzione riportano il susseguirsi degli eventi e descrivono l’esordio con un crollo durante un ballo e la successiva fase caratterizzata da sintomi intensi e persistenti.

paolo pozzilli: la continuità dell’indagine sul ruolo dell’ipofisi

Il progetto include anche il contributo di Paolo Pozzilli, medico ed endocrinologo. La linea di ricerca collega l’interpretazione iconografica a un’ipotesi endocrinologica, con particolare attenzione al possibile coinvolgimento dell’ipofisi e alla capacità di un adenoma di alterare più parametri ormonali.

principali figure citate nello studio

  • Simonetta Vespucci
  • Domiziana Nardelli
  • Paolo Pozzilli
  • Piero Vespucci
  • Lorenzo de’ Medici
“Non è stata la tubercolosi”: la Venere e musa di Botticelli morì per un tumore alla testa (“forse aggravato da uno stupro”). Lo svela uno studio 550 anni dopo
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