Malattia di sjögren giornata mondiale: non solo occhi secchi, cosa sapere esperti
Una secchezza persistente degli occhi e della bocca può sembrare un fastidio circoscritto, ma in alcuni casi è il primo segnale di una malattia autoimmune cronica sistemica. La malattia di Sjögren, ancora poco conosciuta, può coinvolgere numerosi organi e peggiorare in modo significativo la qualità della vita. In occasione della Giornata mondiale della malattia di Sjögren, Apmarr richiama l’attenzione sull’importanza di riconoscere tempestivamente i segnali, ottenere una diagnosi precoce e costruire percorsi assistenziali multidisciplinari capaci di garantire una presa in carico completa.
malattia di sjögren: un disturbo che può nascondere molto di più
La malattia di Sjögren è una patologia in cui il sistema immunitario attacca erroneamente l’organismo, colpendo principalmente le ghiandole salivari e lacrimali. Il risultato più evidente è la secchezza persistente degli occhi e della bocca, spesso considerata l’inizio del quadro clinico.
Accanto a questi sintomi, possono comparire anche stanchezza profonda, dolori articolari e muscolari, tumefazione delle ghiandole salivari e manifestazioni sistemiche che coinvolgono diversi organi. Proprio questa variabilità rende la presentazione clinica estremamente eterogenea, con conseguenze dirette sulla possibilità di arrivare rapidamente a una diagnosi.
secchezza e ritardo diagnostico: perché la malattia viene spesso sottovalutata
Secondo quanto evidenziato, la malattia di Sjögren viene spesso identificata in modo riduttivo con la sola secchezza di occhi e bocca. In realtà, può rappresentare una forma autoimmune sistemica in grado di interessare “praticamente qualsiasi organo” e di presentarsi con sintomi molto diversi tra loro. Questa eterogeneità è indicata come una delle principali cause del ritardo diagnostico.
Molti pazienti si rivolgono inizialmente a specialisti differenti, ad esempio l’oculista per la secchezza oculare, l’odontoiatra o il ginecologo per la secchezza delle mucose oppure lo pneumologo quando emergono segnali respiratori, senza che l’ipotesi di una patologia autoimmune venga formulata subito. Per questo motivo, viene considerata fondamentale una maggiore conoscenza della malattia non solo tra i cittadini, ma anche tra i professionisti sanitari capaci di intercettarne i primi segnali.
diagnosi della malattia di sjögren: nessun singolo test
La diagnosi non si fonda su un esame unico, ma sulla combinazione di elementi clinici e strumentali. Tra le componenti descritte rientrano anamnesi, visita reumatologica, valutazioni sulla produzione di lacrime e saliva, ricerca degli autoanticorpi, biopsia delle ghiandole salivari minori e, quando necessario, ecografia delle ghiandole salivari.
Un passaggio centrale riguarda l’interpretazione della secchezza persistente: non dovrebbe essere liquidata come un disturbo banale e deve essere approfondita senza attendere la comparsa di ulteriori sintomi.
frequenza e quadro clinico: impatto sulla vita quotidiana
La prevalenza della malattia viene stimata in circa 60 persone ogni 100mila abitanti, con una fascia di popolazione indicativamente compresa tra 1.500 e 2.000 persone. È segnalata una prevalenza femminile. In una parte dei pazienti la malattia può includere anche interessamenti a livello di articolazioni, polmoni, sistema nervoso e altri organi, con un impatto rilevante sulla qualità della vita.
Per questo, viene ribadita la necessità di percorsi multidisciplinari che coinvolgano reumatologi, oculisti, odontoiatri, pneumologi e altri specialisti in grado di riconoscere i diversi segnali clinici.
percorsi multidisciplinari e collaborazione: ruolo di clinici, ricerca e istituzioni
La presa in carico efficace richiede collaborazione tra professionisti e sistemi diversi. Viene indicata l’importanza di un’azione coordinata tra clinici, ricerca, istituzioni e associazioni di pazienti per favorire una diagnosi più tempestiva e una gestione realmente efficace della condizione.
Per le persone che convivono con la malattia, il nodo principale non è soltanto affrontare una patologia, ma ottenere una diagnosi in tempi ragionevoli. Ridurre il ritardo diagnostico significa evitare anni di incertezza e consentire un accesso più rapido ai percorsi assistenziali appropriati, con l’obiettivo di raggiungere le migliori cure disponibili.
terapie per la malattia di sjögren: trattamento dei sintomi e direzione della ricerca
Sul fronte terapeutico, il trattamento risulta orientato principalmente al controllo dei sintomi e delle manifestazioni sistemiche attraverso farmaci usati anche in altre patologie reumatologiche. Al momento, viene sottolineato che non esistono medicinali approvati con un’indicazione specifica per la malattia di Sjögren.
La ricerca è descritta come in fase di profonda evoluzione grazie alla crescente comprensione dei meccanismi immunologici alla base della malattia. I progressi acquisiti negli ultimi anni sarebbero rilevanti: ciò aprirebbe la strada allo sviluppo di terapie sempre più mirate. L’arrivo nella pratica clinica richiederà ancora tempo, ma viene indicato come un segnale concreto del cambiamento in corso, con l’obiettivo di offrire trattamenti più efficaci e personalizzati.
figure citate: specialisti ed esponenti associativi coinvolti nella sensibilizzazione
- Saviana Gandolfo, reumatologa presso l’Unità operativa di Reumatologia dell’ospedale del mare di Napoli e docente della Scuola di Specializzazione in Reumatologia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli
- Nicoletta Del Papa, reumatologa presso l’Asst Gaetano Pini-Cto di Milano
- Antonella Celano, presidente di Apmarr Aps Ets