Morso di zecca e rischio encefalite: cosa fare subito e come proteggersi
Una morte legata a un morboso morso di zecca riporta l’attenzione sull’encefalite da zecca (Tbe), un’infezione virale che può coinvolgere il sistema nervoso centrale. La vittima è una donna trentina di 76 anni, deceduta a circa un mese di distanza dall’episodio iniziale, quando un morso di zecca aveva provocato un’encefalite da Tbe rivelatasi fatale.
encefalite da zecca (tbe): cos’è e come si trasmette
La Tbe, indicata come Tick-Borne Encephalitis, è descritta come una grave infezione virale che colpisce il sistema nervoso centrale. La trasmissione può avvenire tramite il morso di zecche infette oppure attraverso l’ingestione di latte crudo non pastorizzato.
italia e zone a rischio: dove si registrano i focolai
In Italia i focolai vengono segnalati soprattutto nelle regioni del nord-est. Nell’ambito indicato rientrano Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, con particolare riferimento alla provincia di Belluno.
come proteggersi dall’encefalite da zecca
vaccinazione, abbigliamento e repellenti
La protezione viene impostata su più misure. Un ruolo centrale è attribuito alla vaccinazione, considerata efficace e fortemente raccomandata per chi risiede o frequenta abitualmente le aree a rischio.
Accanto alla vaccinazione, vengono indicate misure pratiche legate all’esposizione durante le attività all’aperto:
- abbigliamento: indossare indumenti chiari per rendere più semplice individuare le zecche, con pantaloni lunghi, scarpe chiuse e cappello durante le escursioni
- repellenti: applicare prodotti specifici sulla cute, a base di Deet o altri principi attivi consigliati
cosa fare in caso di morso di zecca
In caso di morso, le indicazioni riguardano tempi e modalità di intervento. La raccomandazione è di rimuovere la zecca il prima possibile usando una pinzetta, tirando con decisione. Dopo l’estrazione, è necessario disinfettare accuratamente la zona interessata.
infettivologo citato
Le informazioni sulla Tbe e sulle misure di prevenzione riportano i riferimenti dell’infettivologo Matteo Bassetti.
- Matteo Bassetti