Mondiali 2006: cosa fanno oggi i campioni dopo venti anni

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Mondiali 2006: cosa fanno oggi i campioni dopo venti anni

Vent’anni dopo il trionfo mondiale, l’eredità di Italia 2006 continua a produrre racconti, ricostruzioni e punti di vista. Tra chi è passato dalla fascia di capitano alla panchina e chi ha cambiato ruolo tra club, televisione e attività istituzionali, emerge un filo comune: la grandezza di quella generazione resta legata sia alle scelte sportive sia ai momenti decisivi, dai rigori alle scelte di gestione.

fabio cannavaro e l’orizzonte della consacrazione in panchina

In una lunga intervista rilasciata a Aldo Cazzullo, Fabio Cannavaro collega la fase attuale a due passaggi cruciali: la mancata opportunità del mondiale 1990 e la decisione, dopo il trionfo del 2006, di ridurre l’investimento su giovani e strutture. Nel racconto del campione, la crisi nasce da “due occasioni perse”, con un’idea precisa legata alla possibilità di costruire stadi senza la pista e puntare su impianti di proprietà.

Cannavaro, a vent’anni di distanza, guida l’Uzbekistan e ha allenato in Cina, Arabia Saudita e Croazia, oltre a due esperienze italiane a Benevento e Udine. Pur avendo vissuto percorsi tecnici diversi, resta la ricerca della consacrazione in panchina, in parallelo con altri compagni del 2006 che, allo stato attuale, non avrebbero ancora prodotto numeri paragonabili a allenatori di altissimo livello o grandi dirigenti.

fabio grosso alla fiorentina: il passaggio dalla panchina al palcoscenico

Tra i coach citati, Cannavaro indica Fabio Grosso come uno dei più quotati nel momento: due promozioni in serie A con Frosinone e Sassuolo, seguite da un’ottima stagione nel massimo campionato con i neroverdi. Dal 8 giugno, Grosso è indicato come nuovo allenatore della Fiorentina.

Nel ricordo del rigore decisivo contro la Francia, Cannavaro descrive quel successo come il “picco” raggiungibile nello sport. Racconta anche un dettaglio sull’ordine dei tiratori: Del Piero chiese di tirare il quinto, ma fu Lippi a decidere l’ordine dei giocatori. Cannavaro, come riportato, afferma di essere stato pronto e disponibile a calciare il rigore.

la mappa dei ruoli: serie a, serie b, estero e percorsi alternativi

Oltre a Cannavaro, il quadro di quel gruppo include diversi percorsi. In serie A compaiono Daniele Re Rossi, reduce dalla salvezza al timone del Genoa, e Gennaro Gattuso, arruolato dalla Lazio dopo la mancata qualificazione al mondiale dell’Italia. In serie B vengono citati Filippo Inzaghi con il Palermo e Alessandro Nesta con Avellino.

All’estero e in contesti extra-allenatori, il testo colloca Andrea Pirlo a capo dello United FC di Dubai, negli Emirati Arabi, con il progetto orientato al passaggio in prima serie. È presente anche Mauro Camoranesi, impegnato a Cipro con l’Aek Larnaca. Accanto a questi, il racconto include ulteriori figure che hanno spostato l’attenzione su altri mondi.

del piero, perrotta, toni e totti: dal calcio mediatico alla dimensione pubblica

Tra i nomi citati, Alessandro Del Piero viene indicato come figura di riferimento per Sky, e in occasione del festival della Serie A, al teatro Regio di Parma il 6 giugno, ha rievocato la squadra del 2006: “In quel mondiale fummo perfetti”, con la sottolineatura della difficoltà del momento dei rigori, “fatica enorme”, descritta anche come un flusso di pensieri nella mente durante l’esecuzione.

Simone Perrotta è descritto come consigliere federale e vicepresidente del settore giovanile scolastico. Luca Toni compare come opinionista televisivo. Francesco Totti è indicato come testimonial e protagonista di spot pubblicitari, in attesa da tempo di un incarico dirigenziale nella Roma. Nel corso di un recente evento, Totti ha affermato che non esiste una sola parola per raccontare il trionfo, perché sarebbero troppe.

materazzi e pirlo: calciopoli, compattezza e il ruolo dei momenti decisivi

Nel racconto di Marco Materazzi alla Gazzetta dello Sport, l’unità del gruppo viene rafforzata da Calciopoli. L’effetto descritto è quello di un gruppo ancora più compatto, riconosciuto quando diventano pubbliche le richieste del procuratore Palazzi alla vigilia della semifinale contro la Germania. Materazzi riporta l’idea condivisa che, pur immaginando un possibile scenario di conseguenze legali, la priorità fosse vincere il mondiale, con la frase riportata: “noi intanto vinciamolo, ‘sto mondiale”.

Materazzi inserisce anche un richiamo personale al consiglio di Lallo, allenatore del Tor di Quinto: un suggerimento legato alla certezza del colpo, “tira fra palo e paletto, non sbaglierai mai”, citato prima della rincorsa per calciare il rigore contro la Francia.

la notte di berlino secondo pirlo: dal sogno alla realtà

Nella stessa sede, Andrea Pirlo, tra i protagonisti del mondiale 2006 e premiato con il Pallone di bronzo come terzo miglior calciatore del torneo, richiama l’istante in cui vede Grosso colpire la rete con il pallone. Pirlo definisce quell’attimo “indescrivibile” perché collega l’esito finale alla realizzazione del sogno di un bambino che gioca a calcio con gli amici, arrivando persino a immaginare una finta coppa del mondo.

Il racconto porta alla notte di Berlino come apice della sua carriera. Pirlo ribadisce che si tratta di un evento che capita a poche persone e individua nel rigore segnato da Totti contro l’Australia il momento decisivo, descritto come il segnale che “il vento era dalla nostra parte”.

personaggi e protagonisti citati

Fabio Cannavaro, Aldo Cazzullo, Fabio Grosso, Daniele Re Rossi, Gennaro Gattuso, Filippo Inzaghi, Alessandro Nesta, Andrea Pirlo, Mauro Camoranesi, Alessandro Del Piero, Simone Perrotta, Luca Toni, Francesco Totti, Marco Materazzi, Carlo Lippi, Palazzi, Lallo.

Vent’anni dopo Berlino 2006, la classe d’oro non trova la consacrazione da grande big: i campioni del mondo alla ricerca del futuro
Categorie: Calcio e Sport

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