La condizione del gambero: il film italiano girato con iPhone che conquista i festival
La condizione del gambero racconta vite reali con uno sguardo intimo e immersivo, nato dall’incontro tra persone, luoghi e linguaggi diversi. Il film documentario italiano segue ragazzi e uomini in un percorso sospeso tra passato e futuro, dove le scelte quotidiane e i desideri incompiuti diventano strumenti per cercare identità e un posto nel mondo. L’approccio creativo unisce narrazione, relazione e tecnica per costruire un racconto capace di far emergere emozioni senza filtri, con una regia attenta a restare vicina ai protagonisti senza invaderli.
la condizione del gambero, tra progetto sociale e racconto umano
La condizione del gambero nasce come documentario italiano grazie alla collaborazione tra Sugar Play, i registi italiani Davide Piras e Giammarco Boscariol, lo studio creativo The Hills e Kayros, una comunità situata nel quartiere Lambrate di Milano. Il progetto si fonda su un percorso con radici precise: Kayros è stato avviato nel 2000 su iniziativa di Don Claudio Burgio con l’obiettivo di promuovere il reinserimento sociale autonomo e responsabile.
Nel lavoro educativo, la qualità delle relazioni viene indicata come risorsa primaria. La comunità accoglie minori e uomini segnalati dal tribunale per i minorenni, dai servizi sociali e dalle forze dell’ordine. La storia del film, quindi, si collega a un contesto concreto fatto di accoglienza e accompagnamento.
la scintilla del progetto: la musica come espressione e punto di partenza
La nascita del progetto prende avvio dalla musica. Alcuni dei ragazzi di Kayros erano aspiranti artisti e scrivevano, incidevano e condividevano i propri brani come forma di espressione personale. Trascorrere tempo con loro ha fatto emergere anche aspetti più ampi: storie che andavano oltre il suono e che spingevano i registi a spostare l’attenzione sulle persone, sui loro percorsi e sulla loro visione del mondo.
La musica diventa così il punto di partenza naturale di un lavoro sviluppato insieme a Sugar Play, realtà del gruppo Sugar che conosceva Kayros e che aveva già sostenuto la creazione di uno studio di registrazione all’interno del centro.
storie quotidiane tra passato e futuro
Attraverso le vicende di Morgan, Samu, Andy, Aziz e Willy, il documentario accompagna la vita quotidiana di ragazzi sospesi tra passato e futuro. Il percorso si muove tra scelte difficili e desideri incompiuti, seguendo la ricerca dell’identità e la costruzione di un proprio spazio nel mondo.
stile visivo immersivo: bianco e nero e tecnologia invisibile
La realizzazione del film si basa su un lavoro di relazione prima ancora che su una fase produttiva. Dopo sei mesi trascorsi con i ragazzi prima dell’inizio delle riprese, i registi hanno costruito un rapporto di fiducia e amicizia. Questo legame ha reso possibile un documentario profondamente immersivo, in cui la tecnologia si presenta come strumento invisibile al servizio della narrazione.
La scelta di girare in bianco e nero rafforza l’universalità delle storie raccontate, mettendo al centro le persone e le loro emozioni. Ne deriva una narrazione intima e osservativa, capace di restituire umanità e complessità in un contesto spesso semplificato da stereotipi.
ricerca estetica e rispetto della veridicità
Un equilibrio costante tra ricerca estetica e volontà di preservare la veridicità del racconto guida l’intero progetto. L’obiettivo è costruire un reportage che sappia catturare spontaneità e ritmo della narrazione, senza invadere lo spazio dei protagonisti. Per ottenere questo risultato, i registi hanno scelto di girare interamente con due iPhone 15 Pro Max, seguendo i soggetti con una presenza descritta come quasi invisibile.
iPhone 15 pro max nelle riprese: libertà creativa e sperimentazione
Le dichiarazioni dei registi evidenziano il fascino per il look restituito da iPhone, già sperimentato in progetti precedenti. Viene sottolineato l’interesse per qualità visiva, versatilità e per le possibilità creative offerte dal dispositivo. L’approccio è considerato coerente con il modo di lavorare del team.
Dal punto di vista operativo, iPhone viene descritto come uno strumento capace di mimetizzarsi nella vita quotidiana e nell’ambiente dei protagonisti, mantenendo una vicinanza discreta al tessuto delle giornate. Sul piano tecnico, la lavorazione prevede lo sfruttamento al massimo delle tre ottiche principali, senza particolari supporti esterni né per le riprese né per l’audio, grazie alla qualità della stabilizzazione video e dei microfoni. Questo consente di mantenere una libertà creativa senza compromessi di forma o di produzione.
inquadrature, close-up e punti di vista particolari
Il racconto include anche una componente sperimentale: vengono individuati punti di vista e soluzioni di inquadratura che, con strumenti più tradizionali, sarebbero più complesse da realizzare. Angolazioni definite come inedite e close-up sui volti diventano scelte rese possibili dall’adattabilità e dalla maneggevolezza del dispositivo. La sperimentazione prosegue anche con i nuovi modelli, con l’intenzione di conoscere le novità future.
selezioni festival: sheffield docfest e lucania film festival
La condizione del gambero è stato selezionato per la partecipazione al Sheffield DocFest, uno dei principali festival internazionali del Regno Unito dedicati al cinema documentario. Il film risulta inoltre inserito nella selezione ufficiale della 27° edizione del Lucania Film Festival, in programma a Pisticci, in Basilicata, dal 2 al 9 agosto.
persone e riferimenti nominativi presenti nel progetto
- Davide Piras
- Giammarco Boscariol
- Don Claudio Burgio
- Morgan
- Samu
- Andy
- Aziz
- Willy


