Governo nel 2025 100 milioni di euro alla società del grande accusatore in commissione covid e ospite di atreju

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Governo nel 2025 100 milioni di euro alla società del grande accusatore in commissione covid e ospite di atreju

Un capitolo rilevante del contenzioso legato alle forniture di mascherine durante l’emergenza Covid si intreccia con una transazione da oltre 100 milioni di euro sottoscritta nel 2025 e con le successive ricostruzioni emerse nelle audizioni della commissione Covid. La vicenda riguarda la società JC Electronics Italia S.r.l., riconducibile a Dario Bianchi, e mette al centro decisioni amministrative, scelte processuali e valutazioni tecniche sulla conformità dei dispositivi.

transazione da oltre 100 milioni di euro e chiusura dei contenziosi

Il governo di Giorgia Meloni ha formalizzato il 31 ottobre 2025 una transazione con JC Electronics Italia S.r.l. per un importo superiore ai 100 milioni di euro. La chiusura della vertenza ha riguardato non soltanto la causa principale, ma anche altri contenziosi collegati, per un totale indicato come 100.221.429,85 euro.

A confermare l’esistenza dell’accordo è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, rispondendo a un’interrogazione dei senatori del Partito democratico. Secondo quanto riferito, l’iter si è sviluppato con parere favorevole dell’Avvocatura e con la predisposizione dell’accordo transattivo da parte della medesima struttura legale, fino alla firma del 31 ottobre 2025.

copertura con decreto legge e destinazione a pagamenti conseguenti a sentenze e transazioni

Schillaci ha indicato che la copertura finanziaria è stata assicurata tramite un decreto legge approvato il 29 ottobre 2025, con un contributo di 110 milioni di euro per l’anno 2025. Il contributo è stato specificamente destinato al pagamento delle obbligazioni pecuniarie conseguenti a sentenze di condanna giudiziali e a transazioni.

perché non attendere l’esito dell’appello

Alla domanda sul mancato ricorso all’esito dell’appello, il ministro ha fornito una motivazione centrata sull’interesse delle amministrazioni coinvolte. Nel caso di una sconfitta in appello, l’accordo non sarebbe più risultato utile e la controparte avrebbe potuto ottenere quanto richiesto senza riduzioni. Per Schillaci, attendere avrebbe significato perdere la possibilità concreta di contenere il danno per lo Stato, attraverso una scelta orientata a limitare l’esposizione economica.

Il ministro ha inoltre qualificato l’approccio come coerente con le regole, descrivendolo come una scelta responsabile per i conti pubblici.

ricostruzioni successive e contestazioni in commissione covid

La transazione, secondo quanto viene comunicato, risultava già sottoscritta e chiusa nel 2025. Successivamente, Dario Bianchi è diventato uno dei protagonisti delle audizioni della Commissione Covid, dove ha richiamato possibili dinamiche riguardanti la gestione degli appalti e delle forniture. In particolare, Bianchi ha citato l’avvocato Luca Di Donna, presentandolo come un intermediario che si sarebbe proposto per agevolare commesse sulle mascherine chiedendo una percentuale del fatturato.

posizione del movimento 5 stelle e procedimenti archiviati

Dal lato del Movimento 5 stelle, il leader ha respinto in modo categorico qualsiasi coinvolgimento in passaggi di denaro illecito. È stato ribadito che la struttura commissariale dell’epoca, guidata da Domenico Arcuri, non sarebbe stata né indagata né coinvolta in tangenti. Per quanto indicato, i procedimenti giudiziari relativi a tali appalti sono stati archiviati.

repliche politiche: aspetti processuali e richiesta di atti

Nel dibattito riportato, il capogruppo dem in Senato Francesco Boccia ha contestato la scelta di non attendere l’appello. La critica si fonda sull’idea che, nonostante la sospensiva e la prospettiva del terzo grado di giudizio, l’accordo abbia chiuso la vicenda. Boccia ha collegato questa circostanza alla necessità di chiarimenti, affermando che la decisione sarebbe stata più che tecnica, indicandola come politica.

È stata inoltre formulata una richiesta di mettere a disposizione gli atti per ricostruire chi abbia chiesto e chi abbia deciso il pagamento di somme rilevanti a una società descritta come con fatturato massimo di 4 (secondo la narrazione riportata) e indicata come spesso collegata a eventi di partito. Boccia ha concluso collegando la disponibilità degli atti al chiarimento di aspetti emersi nelle audizioni.

contenzioso mascherine covid: risoluzione contrattuale e valutazioni tecniche

La vicenda trae origine dalla risoluzione contrattuale comunicata dal commissario straordinario per l’emergenza Covid relativa a una fornitura di mascherine durante la fase di piena emergenza. Per la struttura commissariale, i presidi medici non sarebbero stati a norma.

Il blocco della commessa ha portato JC Electronics ad avviare una causa, ritenendo illegittima la revoca contrattuale. La consulenza tecnica d’ufficio depositata il 22 settembre 2023 ha espresso, sul piano tecnico, che i risultati delle prove eseguite, in presenza di carenze riscontrate, non consentirebbero di affermare con certezza la rispondenza delle mascherine alla norma richiesta in commessa. Il riferimento centrale riguarda la mancanza della prova di tenuta verso l’interno, ritenuta indispensabile dal comitato tecnico scientifico.

tre ipotesi di quantificazione e contestazione delle conclusioni

La consulenza tecnica d’ufficio ha prospettato tre ipotesi alternative per quantificare le pretese:

  • prima ipotesi: fondata sulla non commerciabilità dei dispositivi, esclude qualsiasi pretesa creditoria della società attrice. In tale scenario, sarebbe previsto il rimborso della fattura pari a 778.800 euro e il pagamento degli oneri di custodia per oltre un milione di euro.
  • seconda ipotesi: fondata sull’illegittimità della risoluzione contrattuale e su una commessa limitata a 10 milioni di pezzi, quantifica la pretesa in oltre 8 milioni di euro.
  • terza ipotesi: fondata sull’illegittimità della risoluzione e su una commessa illimitata fino a cessata emergenza, quantifica la pretesa in 203 milioni di euro.

Come indicato, nelle osservazioni alla bozza di relazione tecnica d’ufficio, il consulente tecnico di parte del Ministero della Salute avrebbe aderito integralmente alla prima ipotesi e avrebbe contestato puntualmente la seconda e la terza.

sentenza del tribunale di roma e impugnazione in appello

Il Tribunale di Roma, con la sentenza depositata il 7 novembre 2024, avrebbe disatteso la conclusione tecnica del proprio consulente d’ufficio, definita non propriamente convincente, senza disporre supplementi o nuove consulenze. Secondo la ricostruzione, la decisione avrebbe adottato integralmente la terza ipotesi contabile, ritenendo ingiustificata e pretestuosa la risoluzione contrattuale comunicata dal commissario straordinario.

La pronuncia sarebbe stata impugnata in appello con richiesta di sospensiva dell’esecuzione. L’esito transattivo, invece, avrebbe fermato la prosecuzione.

protagonisti e riferimenti nominativi nella vicenda

  • Giorgia Meloni
  • Orazio Schillaci
  • Dario Bianchi
  • JC Electronics Italia S.r.l.
  • Luca Di Donna
  • Giuseppe Conte
  • Domenico Arcuri
  • Francesco Boccia
Il governo nel 2025 ha dato 100 milioni di euro alla società del grande accusatore in commissione Covid (e ospite di Atreju). La transazione prima dell’appello

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