Ferdico si pente: dimarco voleva regalare anelli ai capi ultras e alla ndrangheta Bellocco
Un nuovo capitolo nelle indagini sul tifo organizzato a San Siro mette al centro le dichiarazioni di un ex esponente della curva Nord dell’Inter, Marco Ferdico. Collaborando con la giustizia, l’uomo ha reso più verbali di interrogatorio tra maggio e giugno nell’ambito dell’inchiesta “Doppia curva”, collegata a un filone che nel 2024 ha portato a arresti e che oggi include processi ancora in corso. Al centro delle ricostruzioni compaiono il ruolo della gestione del tifo, i legami con organizzazioni criminali e dettagli diretti sull’omicidio di un ex leader degli ultras.
marco ferdico ex direttivo nord inter e collaborazione con la dda
Marco Ferdico, ex del direttivo della curva Nord dell’Inter, ha deciso di collaborare con la giustizia e ha fornito elementi utili alle autorità. Le dichiarazioni rese nei verbali di interrogatorio rientrano in un’attività integrativa condotta dalla dda milanese e dalla polizia nel procedimento “Doppia curva”. La posizione giudiziaria del 41enne è legata anche al processo per omicidio, con contestazioni che includono associazione per delinquere e l’aggravante mafiosa per presunti rapporti con la ’ndrangheta, oltre a ipotesi di omicidio e tentato omicidio.
ruolo della ’ndrangheta nella gestione del tifo organizzato
Nel quadro delle ricostruzioni relative alla gestione del tifo a San Siro, Ferdico ha chiarito il ruolo attribuito ad altri soggetti e, in particolare, alla ’ndrangheta. Secondo quanto riportato a verbale, per mantenere la Curva Nord di Milano sarebbe servito l’intervento dell’organizzazione criminale: “Per tenere la Curva ci voleva la ’ndrangheta”, con l’indicazione che la circostanza sarebbe stata confermabile da Andrea Beretta.
interrogatori con pm e date della collaborazione
Gli interrogatori indicati nella ricostruzione risultano effettuati con la presenza dei pubblici ministeri Paolo Storari e Stefano Ammendola, con assistenza dell’avvocato Francesco Provenzano. Le date menzionate sono 30 maggio, 9 giugno e 22 giugno.
mauro nepi e la scelta del rito abbreviato
Ferdico ha collegato parte delle dinamiche processuali anche al co-imputato Mauro Nepi, indicato come l’unico in grado di scegliere il rito abbreviato. L’avvio del processo è previsto come conseguenza autonoma, con inizio fissato a martedì 7 luglio. Secondo quanto riferito: “Nepi era impaziente di eseguirlo”, richiamando l’omicidio. Ferdico ha indicato che Nepi avrebbe ripetuto più volte la richiesta sul momento dell’esecuzione e che avrebbe tenuto lo stesso atteggiamento anche nei confronti di Andrea Beretta.
dichiarazioni su federico dimarco e “regali” per la curva
Nei verbali del periodo di collaborazione, Ferdico ha introdotto anche elementi che riguardano il difensore dell’Inter e della Nazionale Federico Dimarco. Nei contenuti attribuiti al primo verbale del 30 maggio, Ferdico avrebbe raccontato che Dimarco sarebbe stato pronto a consegnare tre anelli con brillante a Antonio Bellocco e ai capi ultras Andrea Beretta e Marco Ferdico.
promessa legata allo scudetto e ruolo dell’intermediario
Le dichiarazioni riferiscono anche un riferimento allo scudetto della seconda stella. Ferdico avrebbe precisato di essere andato da Andrea Opi, manager di Dimarco, chiedendo un presente per la curva. L’intermediario avrebbe risposto indicando che sarebbe stato pronto a regalare a Ferdico e agli altri due soggetti i tre anelli con il brillante, descritti come già realizzati come regalo all’intera squadra.
coro per federico dimarco e confronto con calhanoglu
Secondo il racconto riportato, sarebbe emerso anche un punto di contestazione: Dimarco avrebbe “si lamentava” perché avrebbe voluto un coro nuovo. Il contenuto riferisce che il coro paragonato sarebbe stato legato a Calhanoglu, con l’indicazione che quello relativo al centrocampista turco risulterebbe “particolarmente bello”, mentre il coro attribuito a Dimarco sarebbe stato considerato meno rilevante.
omicidio boiocchi e ammissioni sulla pianificazione dell’attentato
Un riferimento centrale riguarda il caso dell’omicidio di Vittorio Boiocchi. Tre giorni prima dell’interrogatorio del 30 maggio, Ferdico risulta essere stato sentito come imputato dalla corte d’assise di Milano nel processo per omicidio volontario aggravato, relativo all’ex capo Nord Boiocchi. In tale contesto Ferdico avrebbe ammesso di aver preso parte alla pianificazione e alla gestione dell’attentato, oltre ad aver contestato presunti vuoti di “memoria” attribuiti al mandante del delitto, Andrea Beretta.
confessata partecipazione e ricostruzione sui rapporti economici
Nella ricostruzione riferita a verbale, Ferdico avrebbe affermato: “Ho fatto un’azione per Andrea Beretta”, aggiungendo che su Beretta avrebbe invece ragione Boiocchi. L’uomo avrebbe sostenuto di aver scoperto successivamente che sarebbero stati sottratti soldi alla gestione di curva e ultras, oltre alla vendita del merchandising dell’Inter. Le parole riportate indicano una motivazione fondata su presunti torti: “Sta roba che lui ha fatto e che io ho fatto” sarebbe stata presentata come una risposta a un torto, con l’idea che Beretta avrebbe dovuto “tenere il negozio” sotto la propria gestione e sarebbe stato disposto ad ammazzare e a costruire una versione finalizzata a giustificare l’omicidio.
patto tra curve interista e milanista nel 2023
Un ulteriore tema riguarda il presunto “patto” tra capi ultrà delle curve interista e milanista di San Siro. Il contenuto richiamato prevede che, in caso di arrivo in finale in Champions nel 2023, la parte coinvolta avrebbe dato il 30% dell’incasso all’altra curva, considerando che le due squadre si sarebbero incontrate in semifinale.
rosario trimboli e la consultazione dei capi ultras
Secondo quanto messo a verbale nel 22 giugno, il via libera sarebbe attribuito a Rosario Trimboli, indicato come presunto narcotrafficante internazionale con legami con la ’ndrangheta. Quando Ferdico, Antonio Bellocco e Matteo Norrito avrebbero discusso del patto da stipulare, risulterebbe che l’allora capo della Sud milanista, Luca Lucci, non avrebbe risposto immediatamente, portando a una consultazione: sarebbe stato indicato “Sarino Trimboli” come figura consultata, che avrebbe dato l’assenso.
frase riportata sui risultati della consultazione
Nel contenuto riferito, Bellocco avrebbe ricevuto una frase che sintetizza l’esito del parere: “Ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina”.
“protezione” politica e collegamenti citati nei verbali
Nei verbali di Ferdico emergono anche affermazioni riguardanti una presunta protezione di un politico. Secondo la ricostruzione riportata, Beretta avrebbe parlato della protezione di un soggetto definito come “un politico di estrema destra”, indicato come “il principe”, con identificazione nella figura di Costacurta Matteo. Sempre nelle dichiarazioni attribuite, sarebbe indicato che Costacurta risulterebbe legato a fatti di tentati omicidi.
costacurta, collegamento storico e caso “diabolik”
Secondo la ricostruzione presentata, Costacurta sarebbe risultato legato in passato a Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik”, capo ultrà laziale ucciso nel 2019.
persone citate nei verbali e nei riferimenti processuali
- Marco Ferdico
- Andrea Beretta
- Mauro Nepi
- Vittorio Boiocchi
- Federico Dimarco
- Andrea Opi
- Antonio Bellocco
- Matteo Norrito
- Luca Lucci
- Rosario Trimboli
- Sarino Trimboli
- Costacurta Matteo
- Fabrizio Piscitelli
- Paolo Storari
- Stefano Ammendola
- Francesco Provenzano
- Calhanoglu
- Matteo Costacurta
