Fentanyl: furto avvenuto in due momenti e cosa si sa finora

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Fentanyl: furto avvenuto in due momenti e cosa si sa finora

Si intensifica l’attenzione sul fentanyl dopo il furto di 80 fiale dell’oppioide dalla farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma. La vicenda è al centro degli accertamenti della Procura di Roma e, parallelamente, riceve un ulteriore impulso operativo tramite una circolare del ministero della Salute, firmata nella serata di venerdì, che richiama misure rafforzate di prevenzione e controllo.

furto di 80 fiale fentanyl all’ospedale israelitico di roma e indagini in corso

Il documento ministeriale si inserisce in un contesto già delicato, legato al rischio di falsificazione e uso improprio legati alla gestione della ricetta bianca per prescrizioni a base di fentanyl e altri oppioidi sintetici. La circolare richiama la centralità del “Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici”, presentato nel 2024 dal dipartimento per le Politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nel quadro delle attività avviate, risultano partite ispezioni condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri di Roma, affiancati dai Nas e dagli ispettori del ministero della Salute. Le verifiche riguardano documenti, registri legati all’acquisizione di medicinali e la gestione della chiave dell’armadietto degli stupefacenti che conteneva le fiale, oltre alla raccolta di informazioni e al coinvolgimento di alcune persone presenti nell’ospedale.

accessi alla chiave e tempi dell’ammanco

Le persone che avrebbero potuto avere accesso alla chiave risultano poco più di una ventina, inclusi i responsabili del corpo di guardia, considerati nelle ore di chiusura della farmacia. Secondo quanto emerge dalle ricostruzioni, il furto si sarebbe verificato in due momenti: l’assenza di alcune fiale era stata già rilevata durante il conteggio del 22 giugno, mentre la denuncia sarebbe stata presentata solo il 24, in seguito a un secondo ammanco.

piano nazionale e livello di vigilanza sulla ricetta bianca

La circolare ribadisce la necessità di un elevatissimo livello di vigilanza sull’utilizzo della ricetta bianca, con l’obiettivo di prevenire condotte che possano sfociare nella falsificazione o nell’impiego improprio dei farmaci. Il richiamo al Piano nazionale 2024 colloca l’azione amministrativa e sanitaria in una cornice di prevenzione strutturata, finalizzata all’uniformità delle condotte sul territorio.

Nel contesto europeo riportato nel documento, vengono citati dati relativi al 2021 in cui si registrano 137 decessi attribuiti agli effetti del fentanyl, con 88 casi in Germania. La circolare collega la memoria degli allarmi pregressi alla necessità di mantenere alta la soglia di controllo, soprattutto in presenza di segnali che possano indicare un rischio concreto per la sicurezza sociale.

precedenti allerta sul fentanyl e “droga degli zombie”

Un allarme rilevante era scattato già due anni fa, quando la cosiddetta “droga degli zombie” era stata trovata come sostanza da taglio in una dose di eroina sequestrata in provincia di Perugia. Nel quadro informativo richiamato, la sostanza veniva indicata come 100 volte più potente della morfina e 50 volte più dell’eroina.

In quell’occasione, il Governo aveva attivato interventi predisponendo il Piano nazionale e innalzando l’allerta al livello 3. Le informazioni richiamate dalla circolare contribuiscono a delineare come la minaccia, da potenziale, possa trasformarsi in pericolo sociale quando emergono eventi come il furto di fiale destinate alla gestione terapeutica.

decalogo ministero della salute per le farmacie con prescrizioni a base di fentanyl

Accanto alle indagini, la circolare include un decalogo che le farmacie sono invitate a seguire in presenza di prescrizioni contenenti fentanyl o analoghi, oltre a benzodiazepine, in particolare quando la prescrizione viene presentata su ricetta cartacea. L’impianto del documento mira a rendere omogenee le procedure e a rafforzare i controlli prima della dispensazione.

verifiche su ricetta, identità e coerenza clinico-prescrittiva

Il decalogo richiama l’obbligo di verificare con attenzione l’autenticità della ricetta, valutando aspetti come qualità della stampa, firma del medico, timbro ed eventuali correzioni o incongruenze. È previsto anche l’accertamento dell’identità dell’assistito e la verifica dell’esistenza di precedenti prescrizioni riconducibili al medesimo medico, segnalando eventuali situazioni incoerenti o sospette laddove applicabile.

Tra le misure indicate, compare la richiesta di contatto con il medico prescrittore in caso di dubbi sulla legittimità o sull’appropriatezza della prescrizione. Nel caso di dubbi sull’identità del medico, è indicato di verificare attraverso il Portale della Fnomceo. Ulteriori controlli riguardano la congruità del quantitativo prescritto rispetto alla posologia, ove applicabile.

tracciabilità, segnalazioni e gestione dell’incertezza

La circolare invita a monitorare la ripetitività ingiustificata delle richieste da parte dello stesso paziente e a registrare puntualmente la dispensazione nei sistemi informativi previsti, dove disponibili, anche a supporto delle attività di controllo. È inoltre richiesta la segnalazione immediata alle autorità competenti dei casi di sospetta falsificazione, smarrimento, furto o danneggiamento delle ricette o del medicinale.

Il decalogo prevede anche la valutazione se procedere con la dispensazione in presenza di dubbi sull’autenticità o sull’appropriatezza della prescrizione. Infine, viene sottolineata l’importanza di conservare con cura la documentazione, garantendo tracciabilità completa e assicurando la disponibilità in caso di controlli o approfondimenti.

Fentanyl, il furto del farmaco sarebbe avvenuto in due momenti. Ispezione dei carabinieri all’ospedale Israelitico

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