Farmaceutica chinni investimenti in ricerca legati a provvedimenti internazionali
La competitività nel settore sanitario emerge come tema centrale, con un impatto diretto su cittadini e pazienti. In un contesto in cui gli investimenti nella ricerca clinica vengono influenzati da dinamiche internazionali e da cambiamenti regolatori, il confronto europeo diventa urgente: il ritmo con cui le terapie arrivano alle persone dipende anche dalla capacità dei sistemi normativi di sostenere innovazione e sviluppo.
competitività in sanità: l’impatto su cittadini e pazienti
Secondo Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia, la competitività non è un concetto astratto, perché riguarda in modo concreto chi vive il sistema sanitario quotidianamente. La logica di fondo è collegata alla ricerca clinica: uno studio clinico consente, nella fase di sperimentazione, un accesso più rapido alle terapie, rendendo evidente il legame tra economia e salute.
Il quadro viene completato da un riferimento alla velocità dell’accesso ai farmaci: in Italia l’arrivo dei trattamenti non risulta storicamente tra i più rapidi rispetto allo scenario globale. In questa prospettiva, l’evoluzione di competitività e investimenti diventa anche una leva per migliorare la fruizione delle terapie.
politiche industriali internazionali e ricerca clinica: investimenti globali in forte trasformazione
Tra i fattori che le istituzioni non possono ignorare, Chinni indica l’effetto di provvedimenti internazionali legati alle recenti politiche industriali americane. L’effetto descritto è uno sbilanciamento degli investimenti a livello globale, con ricadute dirette sull’ecosistema della ricerca clinica.
La fotografia europea viene riportata attraverso una perdita di competitività già avvenuta: la quota di mercato degli studi clinici in Europa risulta passata dal 39% a un 20%. Sullo stesso asse emerge la crescita di altri player globali: la Cina, secondo i dati richiamati, passa dal 6% a oltre il 30% di quota attuale.
nuovi assetti normativi: ritardi nell’avvio delle nuove molecole in europa
Oltre all’effetto delle politiche industriali, Chinni collega la situazione anche all’evoluzione normativa. I nuovi assetti normativi globali, entrati in vigore da circa 10 mesi, avrebbero già determinato un ritardo nel lancio delle nuove molecole in Europa.
Il ritardo indicato corrisponde a circa il 35% in meno rispetto al periodo precedente, segnalando un rallentamento della capacità di trasformare l’innovazione in disponibilità di nuovi farmaci.
cambio di passo regolatorio: testo unico della legislazione farmaceutica in discussione
Tra le priorità individuate dal General Manager figura un cambio di passo sul piano del quadro regolatorio. L’obiettivo è aumentare la prevedibilità per l’industria e rendere più favorevole l’ecosistema per investimenti e ricerca clinica.
testo unico della legislazione farmaceutica: maggiore prevedibilità per l’industria
Chinni cita come opportunità il Testo unico della legislazione farmaceutica, attualmente in discussione. L’esigenza attribuita a questo intervento è quella di strutturare un sistema capace di accogliere in modo più efficace gli investimenti e la ricerca clinica, sostenendo un percorso più stabile per l’innovazione.
competitività e accesso alle terapie: il ruolo della ricerca clinica
La spinta verso una maggiore competitività viene ricondotta anche alla capacità degli studi clinici di tradursi rapidamente in nuove opzioni terapeutiche, soprattutto durante la fase di sperimentazione. In tale cornice, viene evidenziato come economia e salute risultino strettamente interconnesse, con effetti diretti sull’accesso ai farmaci.
personalità citata
- Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia