Difesa sottomarina, fincantieri investe 600 milioni per rafforzare le capacità militari
La sicurezza delle infrastrutture critiche poste in mare profondo è passata da tema di nicchia a vera priorità strategica. L’ultimo quinquennio ha mostrato, con episodi sempre più frequenti, quanto il controllo di cavi e gasdotti sottomarini possa incidere su telecomunicazioni ed energia. In questo contesto, Fincantieri accelera con un piano industriale mirato a costruire un campione nazionale della subacquea, capace di competere con i maggiori gruppi globali della difesa e dell’energia.
piano Fincantieri da 600 milioni per un polo nazionale della subacquea
La strategia di Fincantieri prevede un investimento complessivo da 600 milioni per creare un polo nazionale della subacquea. Il progetto nasce dall’acquisizione di quattro aziende hi-tech nazionali, affiancate ad altre quattro realtà già possedute. L’obiettivo è dare forma a un ecosistema industriale integrato che, entro il 2026, porterà a circa 1,1 miliardi di ricavi, con un margine operativo lordo di 220 milioni e una forza lavoro stimata intorno a 1.500 dipendenti.
Dopo l’annuncio, il titolo Fincantieri a Piazza Affari ha evidenziato rialzi compresi tra il 10% e il 13%.
attacchi a cavi e gasdotti: la minaccia cresce nelle profondità marine
Le cronache internazionali degli ultimi anni riportano un crescente numero di attacchi a infrastrutture strategiche sottomarine. Tra gli episodi citati rientrano il sabotaggio ucraino legato a Nord Stream a settembre 2022, l’isolamento delle Isole Matsu a febbraio 2023 con il taglio di due cavi internet collegati a Taiwan, l’attacco al gasdotto Balticonnector ad ottobre 2023 che ha coinvolto anche un cavo dati adiacente, e il danneggiamento grave di novembre 2024 di due importanti cavi in fibra ottica tra Finlandia e Germania e tra Svezia e Lituania.
Ulteriore segnale di rischio riguarda la crisi dei cavi dati finlandesi ed estoni tra dicembre 2025 e gennaio successivo. Insieme, questi eventi hanno evidenziato che la sicurezza globale si gioca in modo crescente nel dominio marino.
mediterraneo, telecomunicazioni ed energia: servono sistemi integrati droni e sensori
Il Mediterraneo viene indicato come snodo cruciale per le reti che sostengono telecomunicazioni ed energia legate all’Italia. Per gestire questa esigenza si evidenzia la necessità di una sorveglianza persistente, ottenibile tramite sistemi integrati di droni e sensori capaci di garantire continuità di controllo.
integrazione della catena operativa: mappatura, connettività e contromisure
Il progetto di Fincantieri si basa sull’integrazione di quattro realtà selezionate per coprire l’intera catena. Le funzioni previste includono individuazione delle aree, rilevamento delle minacce, comunicazione dei dati e intervento tramite contromisure.
nextgeosolutions, wsense, graal tech e defcomm: i ruoli nel modello
- Next Geosolutions (NextGeo): leader nelle geoscienze e nella survey marina, fornisce navi da ricerca e sistemi cartografici per mappare i fondali e pianificare infrastrutture critiche come gasdotti e parchi eolici.
- WSense: spin-off dell’Università La Sapienza, sviluppa la tecnologia IoUT (Internet of Underwater Things), definita come il “Wi-Fi degli abissi”. La tecnologia consente lo scambio di dati tra sensori e droni ad alta velocità in modalità wireless, superando i limiti fisici dell’acqua che bloccano i segnali radio tradizionali.
- Graal Tech: specializzata in robotica intelligente, produce droni subacquei autonomi (Auv) per pattugliare i fondali e rilevare minacce in totale autonomia.
- Defcomm: focalizzata sui droni autonomi di superficie (Usv), che agiscono da ponti radio tra il dominio sottomarino e i centri di comando a terra o i satelliti, assicurando la connettività tra i nodi.
base industriale esistente: remazel ed ex wass per sonar e sistemi d’arma
Le nuove acquisizioni si affiancano a realtà già consolidate nel perimetro di Fincantieri, tra cui Remazel e la ex Wass (Whitehead Alenia Sistemi Subacquei). Questo riferimento risulta rilevante per la fornitura di sonar, siluri e sistemi d’arma.
obiettivi economici e trasformazione industriale: Ebitda 220 milioni e margine in crescita
Gli analisti hanno valorizzato l’utilizzo dei 500 milioni di euro raccolti da Fincantieri attraverso l’aumento di capitale di febbraio, descritto come elemento di ottimizzazione dell’allocazione della liquidità. Dal punto di vista economico, la divisione Underwater è indicata come destinata a diventare un motore di redditività, con target fissati per il 2030 anticipati al 2026.
Secondo le stime riportate, l’Ebitda è atteso a 220 milioni e il margine dovrebbe aumentare dal 19,2% del 2026 fino al 23% nel 2030. La motivazione principale è la volontà di trasformare Fincantieri da costruttore di scafi a integratore di sistemi complessi.
scudo di protezione attiva: dal rilevamento alla difesa
La visione industriale descrive la creazione di uno “scudo di protezione attiva” articolato in passaggi coordinati: NextGeo individua le aree a rischio, Graal Tech sorveglia il perimetro con droni, WSense trasmette le informazioni grazie alla connettività subacquea e i sistemi ex Wass forniscono contromisure d’arma. La pianificazione anticipa di quattro anni lo sviluppo commerciale del comparto subacqueo.
mercato in espansione: difesa sottomarina, sicurezza dei fondali e protezione dei cavi
Il progetto si inserisce in un mercato della difesa sottomarina e della protezione delle infrastrutture critiche che risulta in crescita verticale. Il giro d’affari annuo globale del comparto è stimato in 17,1 miliardi di dollari nel 2026, con una proiezione di 28,8 entro il 2034.
Il segmento specifico della protezione dei cavi sottomarini viene indicato come quello con la crescita più elevata, con un tasso di crescita media annua pari al 33,4% tra il 2026 e il 2036. I ricavi della sicurezza dei fondali (Seabed Security) sono stimati in aumento da 1,7 miliardi di dollari dell’anno precedente fino a 3 entro il 2029.
competizione nel settore della subacquea: Leonardo e i grandi player globali
Fincantieri opera in un contesto competitivo e affollato, dove cooperazione e concorrenza si intrecciano. Tra i soggetti citati compare Leonardo, indicata come colosso nazionale della difesa, con suite sonar e software di comando. Il coordinamento istituzionale viene associato al Polo nazionale della dimensione subacquea (Pns) con sede a La Spezia, hub che unisce ricerca militare e industriale.
In ambito internazionale, tra gli sfidanti risultano presenti Thales Group, società francese leader nei sonar, e Kongsberg Gruppen, riferita come riferimento globale per i droni Auv Hugin usati nel Mare del Nord. Nel quadro competitivo è citata anche la britannica Bae Systems come player chiave per la sicurezza delle acque territoriali.
Il mercato include grandi gruppi statunitensi come Lockheed Martin, Northrop Grumman (sviluppatori di droni Xluuv) e L3Harris, specializzata in comunicazioni e monitoraggio continuo. In questo scenario, la direzione indicata per Fincantieri punta a consolidare un ruolo da leader verticale, con pacchetti “chiavi in mano” per difesa e monitoraggio in un settore descritto come sempre più strategico.
aziende coinvolte nel progetto subacqueo
La costruzione del polo nazionale della subacquea si fonda sull’integrazione di più competenze tecnologiche, come descritto nelle acquisizioni e nelle attività già presenti nel perimetro.
- Next Geosolutions (NextGeo)
- WSense
- Graal Tech
- Defcomm
- Remazel
- Wass (Whitehead Alenia Sistemi Subacquei)
- Leonardo
- Thales Group
- Kongsberg Gruppen
- Bae Systems
- Lockheed Martin
- Northrop Grumman
- L3Harris
