Conforti epaC: inserire mash nei lea e attivare percorsi dedicati
La steatoepatite associata a disfunzione metabolica (Mash) torna al centro dell’attenzione sanitaria grazie a un richiamo dell’Organizzazione mondiale della sanità e a un confronto istituzionale avviato a Milano. La patologia, considerata cronica e progressiva, è in grado di determinare danni a livello epatico e può evolvere fino a cirrosi, scompenso epatico ed epatocarcinoma. Nel dibattito emerge con forza la necessità di rafforzare informazione e percorsi di assistenza dedicati, così da migliorare l’inquadramento clinico e l’accesso alle prestazioni.
steatoepatite mash: l’oms sollecita percorsi e informazione dedicati
Una risoluzione dell’OMS, pubblicata lo scorso maggio, richiama l’urgenza di implementare l’informazione e percorsi dedicati relativi alla Mash. Il riferimento evidenzia come la condizione determini gravi danni a livello epatico e come, storicamente, se ne sia parlato poco, nonostante l’impatto clinico rilevante.
mash in italia: patologia cronica e progressiva con impatto sui trapianti
Nel corso dell’incontro con la stampa organizzato a Milano da Madrigal, la Mash è stata presentata come malattia cronica e progressiva con conseguenze importanti nel tempo. La condizione può condurre a esiti severi come cirrosi, scompenso epatico e epatocarcinoma. Viene inoltre indicato un dato di rilievo: la Mash risulta essere la seconda causa di trapianto di fegato in Italia, elemento che rafforza l’esigenza di interventi strutturali nell’ambito della presa in carico.
integrazione nei lea: codice di esenzione e prestazioni dedicate
Nel dibattito, Massimiliano Conforti, presidente di EpaC Ets, ha sottolineato la necessità di inserire la Mash nei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Inserire la patologia nei Lea viene collegato al riconoscimento formale della sua esistenza, con l’obiettivo di permettere ai pazienti l’accesso a prestazioni dedicate.
codice di esenzione come riconoscimento della patologia
Un passaggio centrale riguarda il codice di esenzione: l’attribuzione di un codice rappresenta un modo per sancire la presenza della condizione e, conseguentemente, garantire un più efficace orientamento nell’erogazione dei servizi.
nuovo percorso con ministero della salute: assistenza paragonabile ad altre patologie
Conforti ha indicato l’intenzione di costruire, nei mesi successivi, un nuovo percorso insieme al ministero della Salute e al Governo. L’obiettivo dichiarato è assicurare ai pazienti un livello di assistenza pari a quello previsto per altre patologie, superando le criticità legate a una gestione non ancora sufficientemente strutturata.
informazione e nomenclatura: difficoltà di comprensione per i pazienti
Nel confronto viene evidenziato che l’informazione rappresenta un elemento decisivo sia per i pazienti sia per la popolazione generale. È richiamato anche il tema della nomenclatura: la Mash è stata a lungo chiamata malattia da fegato grasso, mentre nel tempo ha assunto una denominazione diversa, definita come difficile da comprendere per i pazienti. Da qui l’esigenza di un’azione comunicativa capace di chiarire percorsi e caratteristiche della patologia.
informazione dedicata: inizio di una nuova era
La proposta complessiva si concentra sull’avvio di una fase in cui l’informazione sulla Mash possa finalmente diventare più organica. L’iniziativa descrive l’avvio di una nuova era dell’informazione dedicata a una condizione che, secondo quanto emerso, non ha ricevuto finora la stessa attenzione garantita ad altre patologie.
personalità coinvolta nel confronto
Alla riunione è intervenuto:
- Massimiliano Conforti