Cobolli delusione: Sono molto triste per il casino che ho fatto
Una sconfitta netta e maturata nei momenti decisivi: Flavio Cobolli commenta così il proprio percorso a Wimbledon dopo l’eliminazione nei quarti di finale contro Arthur Fery. Il match, chiuso in tre set con il punteggio 6-4 7-6(4) 6-0, ha lasciato all’azzurro la consapevolezza di non essere riuscito a incidere con continuità nei passaggi chiave, mentre dall’altra parte emerge un avversario capace di alzare il livello nel momento in cui contava.
wimbledon quarti di finale cobolli fer y: il match finisce in tre set
In conferenza stampa, Cobolli esordisce con una reazione emotiva immediata: “Non so cosa dire, sono molto triste con il casino che ho fatto”. Il tennista chiarisce anche di non aver puntato su un atteggiamento sottovalutante nei confronti dell’avversario, spiegando che nel corso dell’anno si sono presentati più volte episodi in cui è capitato di perdere contro giocatori con una classifica nettamente più bassa, incluso chi risultava fuori dalla top 100.
La partita presenta un andamento che pesa soprattutto nei finali dei set. Cobolli perde i primi due set proprio nella fase clou: subisce un break nel decimo game, al primo set point concesso. Nel secondo set, si registra l’unico momento di inversione per il tennista italiano: nel primo game del parziale riesce a ottenere l’unico break del match. Successivamente, il tie-break diventa determinante, con Fery che realizza lo snodo decisivo grazie a un mini-break in apertura, iniziando così ad allungare fino a chiudere il set 7-6(4).
cobolli analizza i momenti decisivi e le difficoltà nei punti chiave
Secondo Cobolli, la prestazione non è stata all’altezza dell’impatto richiesto nei punti importanti. Durante il match non riesce a vincere i punti decisivi e, a eccezione del singolo break nel secondo set, non riesce a trasformare le occasioni in vantaggio stabile. L’esito finale, con il terzo set chiuso 6-0, rafforza l’idea di una giornata complicata anche sul piano della gestione dell’inerzia.
L’azzurro prova anche a descrivere un fattore psicologico legato alle aspettative: “Il mio inconscio a volte mi fa pensare che sono un giocatore da battere”. Da qui nasce la sensazione di dover fronteggiare “i miei mostri in campo”, con l’obiettivo di mantenere lucidità e aggressività quando la partita si stringe.
umiltà e bisogno di migliorare per evitare che accada di nuovo
Nel commentare l’atteggiamento, Cobolli precisa che non intende presentarsi come privo di umiltà: afferma di aver giocato la sfida “come se fosse la finale”. Il punto centrale, però, riguarda l’analisi post-match e la direzione da prendere: “Dobbiamo capire dove si può migliorare”, perché l’episodio non deve ripetersi.
arthur fery: wild card protagonista e prima semifinale storica a wimbledon
Accanto alle difficoltà dell’azzurro, il racconto del match mette in evidenza la partita di Arthur Fery. Cobolli riconosce con chiarezza che dall’altra parte c’è stato un avversario capace di costruire una prestazione ad alto livello, sottolineando che Fery, da Wild Card, ha giocato un incontro “super”.
La sua vittoria porta a un traguardo significativo: Fery conquista la sua prima storica semifinale a Wimbledon. Cobolli evidenzia il tipo di tennis espresso: precisione, propositività, gioco offensivo e coraggio, con personalità nei momenti cruciali. Gli elementi citati spiegano perché la vittoria sia stata ritenuta meritata.
cobolli: “non ho espresso neanche il 50% del mio tennis”
Nel bilancio finale, Cobolli afferma di non aver prodotto la prestazione attesa: “Ho sentito di non aver espresso neanche il 50% del mio tennis”. Allo stesso tempo riconosce il contributo dell’avversario, spiegando che Fery è stato più forte in campo.
cobolli esce ai quarti: continuità nel 2025 e nuovo riferimento al roland garros
L’eliminazione ai quarti ferma Cobolli a Wimbledon, dopo che già nel 2025 era arrivato tra i migliori otto dello Slam londinese. Il periodo, però, resta presentato come positivo, anche grazie a un traguardo recente: poco più di un mese prima aveva giocato la finale al Roland Garros.
Principali protagonisti del racconto:
- Flavio Cobolli
- Arthur Fery
