Cancro al seno in Italia, 950mila donne e l’importanza di 150 minuti di attività fisica a settimana
In Italia il tumore della mammella coinvolge 925mila donne con una diagnosi di carcinoma mammario. Nel 2026 la Rete oncologica pazienti Italia (Ropi) torna a mettere al centro un elemento spesso sottovalutato: l’attività fisica. Attraverso indicazioni certificate contenute in uno dei suoi Quaderni informativi, vengono delineate raccomandazioni pratiche per ridurre l’impatto della malattia e migliorare la gestione dei percorsi terapeutici, con benefici che si estendono anche alla sfera fisica e psicologica.
attività fisica per carcinoma mammario: benefici e obiettivi
Ropi evidenzia che alle pazienti con carcinoma mammario andrebbe raccomandato almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica a intensità moderata. L’obiettivo non riguarda solo il contrasto alla malattia, ma anche la qualità della vita durante le cure: l’abitudine motoria permette di ridurre la mortalità, diminuire il rischio di recidive e migliorare la tollerabilità alle terapie.
allenamenti settimanali: frequenza, durata e modalità
Secondo le indicazioni riportate dalla presidente Ropi, Stefani Gori, l’attività fisica non deve essere percepita come un aspetto marginale. La proposta mira a motivare le donne, anche dopo un intervento, ad adottare uno stile di vita non sedentario, scegliendo la modalità più adatta.
Le raccomandazioni prevedono 3-5 allenamenti a settimana per 20-60 minuti al giorno. Le sessioni possono essere svolte in modo continuo oppure con ritmo intermittente. Tra le attività considerate idonee rientrano nuoto, ballo, ginnastica dolce, bicicletta, fit walking, nordic walking e stretching.
attività semplici per aumentare l’aderenza
Per sostenere l’adesione al programma di allenamento, vengono richiamate anche opzioni quotidiane non strutturate come camminare, svolgere faccende domestiche o dedicarsi al giardinaggio. È inoltre possibile allenarsi a casa, a condizione di aver appreso correttamente gli esercizi.
fatigue e sport: effetto su stanchezza, dolore e funzioni vitali
Ropi sottolinea che la ricerca medica ha mostrato con chiarezza i benefici del movimento, non limitati al tumore mammario. L’indicazione include risultati positivi anche per altre neoplasie, come colon-retto e prostata.
Nel contesto dei trattamenti oncologici, viene richiamata la fatigue, descritta come una sensazione costante di stanchezza, spossatezza e mancanza di energia. La fatigue, secondo quanto riportato, colpisce oltre l’80% delle persone sottoposte a chemioterapia o radioterapia.
come l’esercizio aiuta durante e dopo le terapie
Pur potendo sembrare un controsenso, l’esercizio fisico viene indicato come un supporto concreto per sentirsi meno stanchi e affrontare altri effetti collaterali. Tra i risultati citati figurano riduzione del dolore alle articolazioni, miglioramento delle capacità cardiovascolari e respiratorie, miglioramento dell’equilibrio e riduzione del rischio di osteoporosi.
benefici psicologici: ansia, umore e socialità
L’attività fisica viene collegata anche a effetti a livello psicologico: supporta il controllo dello stato d’ansia, favorisce socializzazione e divertimento, contribuisce al miglioramento dell’umore e aiuta a contrastare gli stati depressivi.
personalizzazione dell’attività fisica e ruolo della sensibilizzazione
La proposta motoria deve essere personalizzata e basarsi sulle esigenze e sulle caratteristiche della persona. Per aumentare consapevolezza e informazione, Ropi dichiara di voler coinvolgere malati, caregiver e personale medico-sanitario. Il messaggio si inserisce nell’ambito della terza edizione del quaderno informativo dedicato ai supporti per l’assistenza oncologica.
premio letterario “federica” e partecipazione di pazienti, familiari e operatori
Accanto alle indicazioni sull’attività fisica, Ropi ha presentato nelle settimane precedenti l’undicesima edizione del Premio letterario “Federica - Le parole della vita”. Il concorso intende valorizzare la dimensione comunicativa delle esperienze vissute da chi ha avuto a che fare con il cancro, incentivando le “parole” come forma di rappresentazione personale.
Il premio è destinato a pazienti e anche a chi accompagna il percorso oncologico: familiari e operatori professionali del cammino di cura. Secondo le parole della presidente Ropi, scrivere consente di dare voce alla dimensione più intima, alle conquiste personali e al valore attribuito al vivere ogni giorno nel modo migliore.
temi ammessi e chiusura dell’iniziativa
L’iniziativa si chiude a fine anno. La partecipazione è aperta con scritti di narrativa (racconto, testimonianza, diario, fiaba) oppure con poesia (in versi o in prosa).
Stefani Gori (Ropi)
La presidente Ropi è indicata come riferimento centrale per i messaggi relativi all’attività fisica, alla personalizzazione del percorso e alla valorizzazione della scrittura come strumento capace di trasformare emozioni e speranza in parole.
- Stefani Gori (presidente Ropi)