Auto vandalizzata con insulti omofobi di evans ogbaje bomber del silva marano: la dichiarazione bisex e l’attacco
Una mattina normale, poi il ritrovamento dell’auto devastata: Evans Ogbaje, calciatore nigeriano di 27 anni e dichiarato bisessuale, ha raccontato un episodio di vandalismo accompagnato da aggressione omofoba, avvenuto a Marano, in provincia di Vicenza, nella notte tra mercoledì e giovedì, sotto l’abitazione del giovane.
vandalismo e scritte omofobe contro evans ogbaje a marano
La giornata di giovedì è iniziata con il riscontro di segni evidenti sul veicolo. Secondo quanto riferito, la carrozzeria presentava graffi su tutti i lati, con targa divelta e disegni osceni riportati sulla superficie dell’auto. Tra i dettagli indicati dal calciatore compare la scritta omofoba “troia gay” sulla fiancata.
Il fatto si sarebbe consumato nella notte, mentre Ogbaje era rientrato in casa e si trovava nell’area in cui risiede. Il giovane ha descritto lo stato d’animo provato nel momento in cui ha constatato le condizioni dell’auto, spiegando di essersi sentito colpito e costretto a considerare immediatamente la denuncia.
il racconto di ogbaje e la denuncia ai carabinieri
Uscito di casa poco dopo le 7, Ogbaje ha indicato di essersi recato come di consueto al lavoro, con partenza dal proprio comune. Il passaggio successivo ha riguardato la scoperta del mezzo danneggiato, che ha reso necessario intervenire subito.
Il calciatore ha spiegato di aver sporto denuncia ai Carabinieri, con l’auspicio che eventuali telecamere della zona possano offrire elementi utili all’identificazione del responsabile.
Nel frattempo, la società dilettantistica Silva Marano, in cui Ogbaje gioca come attaccante, si sarebbe attivata per contribuire a rintracciare il colpevole.
danni economici e impatto personale: costi non coperti
Ogbaje ha quantificato le conseguenze economiche dell’episodio. Secondo il suo racconto, i danni ammontano a circa tremila euro. Il giovane ha precisato che i costi ricadono su di lui, poiché l’assicurazione non copre gli atti di vandalismo.
Nel descrivere la situazione, ha collegato l’accaduto a un percorso segnato da discriminazioni legate all’orientamento sessuale. Il riferimento non riguarda un singolo episodio isolato: nella sua ricostruzione, si tratta di un punto oltre il quale la difficoltà diventa più pesante.
la storia di evans ogbaje: dalla nigeria all’italia
Per comprendere il contesto, il racconto ricostruisce la traiettoria personale di Ogbaje. Nato in Nigeria, ha riferito che all’età di 13 anni venne cacciato di casa dal padre. La motivazione indicata riguarda la scelta di dare priorità al calcio rispetto alla scuola e, soprattutto, l’essere bisessuale, un orientamento non accettato nel Paese.
Successivamente, la vita del giovane viene descritta come una lunga fase di ricerca della sopravvivenza, con il passaggio attraverso il deserto africano e poi verso il Mediterraneo. Ogbaje ha ricordato di aver attraversato il mare su un gommone imbarcante acqua, sottolineando la durezza del viaggio.
Nel 2017, ancora minorenne, Evans ha raggiunto l’Italia e ha avviato un nuovo percorso che lo ha condotto in Veneto. Oggi, secondo la ricostruzione, risulta capocannoniere del campionato di Seconda categoria con il Silva Marano e lavora come benzinaio.
il coming out e il ruolo del calcio nella sua vita
Nel suo percorso personale, il calcio viene indicato come fattore determinante. Ogbaje ha raccontato di considerare la squadra come un sostegno capace di contribuire alla sua uscita da momenti di difficoltà.
Nel ricostruire i periodi successivi al coming out, ha dichiarato di essersi esposto per dare forza a chi vive situazioni di fragilità. Nella stessa cornice, ha riferito di provare tristezza per i pregiudizi ancora presenti e ha ricordato che alcune persone si sarebbero allontanate da lui proprio per l’orientamento sessuale.
messaggi omofobi e solidarietà ricevuta dopo l’episodio
Secondo quanto riferito, dopo il coming out gli insulti omofobi non sarebbero diminuiti. Ogbaje ha parlato di chiamate ricevute da numeri sconosciuti, con insulti diretti come “frocio, muori”, arrivate nei due mesi precedenti al vandalismo.
Il calciatore ha spiegato di non aver sottovalutato quei segnali, collegandoli poi al raid sull’auto. Ha inoltre dichiarato di nutrire un timore specifico, ritenendo che l’azione possa essere stata compiuta da qualcuno che lo conosce e che sa dove abita. Ha aggiunto che, dal suo punto di vista, non avrebbe rapporti problematici con nessuno.
La reazione, dopo lo sconforto iniziale, è stata di ripresa. Giovedì è andato al lavoro normalmente e ha ricevuto messaggi di solidarietà, quantificandoli in circa 500, anche da persone sconosciute.
supporto della squadra e anniversario di evans ogbaje
Nel racconto, il giorno dell’episodio è collegato anche a un momento personale: venerdì 3 luglio Ogbaje ha compiuto gli anni. Il giovane ha affermato che la situazione è migliorata, grazie al supporto della squadra e degli amici, che gli avrebbe consentito di sentirsi meno solo e più tranquillo.
personaggi coinvolti nel racconto
- Evans Ogbaje, calciatore nigeriano
- Silva Marano, società dilettantistica

