Alimenti: filiera del cacao e bilancio di sostenibilità 2025 di icam
Nell’anno in cui celebra 80 anni dalla fondazione, Icam presenta il proprio Bilancio di Sostenibilità 2025, ottava edizione del documento che descrive risultati, progetti e impatti generati lungo la filiera internazionale del cacao. Il percorso racconta un modello di business orientato a crescita e qualità, con una responsabilità strutturale verso territori e comunità di origine, fondato su relazioni dirette, innovazione e creazione di valore condiviso.
La rendicontazione è redatta in linea con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e si sviluppa attorno a tre assi strategici interconnessi: equa distribuzione del valore, agricoltura sostenibile ed empowerment delle comunità. L’impostazione si traduce in scelte operative che riguardano le relazioni con i produttori, la tutela delle risorse naturali e lo sviluppo delle comunità nei Paesi di origine.
Nel racconto del Bilancio emerge anche il riferimento a un traguardo legato alla presenza diretta in Uganda, descritta come un percorso che consolida l’idea che crescita e sviluppo nascano da relazioni solide e da collaborazione con le comunità agricole.
bilancio di sostenibilità 2025 icam: tre assi guida della strategia
La visione di sostenibilità delineata nel Bilancio 2025 struttura l’azione di Icam lungo l’intera filiera del cacao attraverso tre pilastri. Il primo riguarda l’equa distribuzione del valore, con l’obiettivo di rafforzare la condivisione lungo la catena di fornitura. Il secondo pilastro è l’agricoltura sostenibile, basata sulla protezione delle risorse e su pratiche agricole coerenti con l’equilibrio ecosistemico. Il terzo, l’empowerment e valori condivisi, punta a sostenere le comunità dei Paesi di origine attraverso programmi e progetti collegati a competenze e sviluppo.
equità e relazioni con i produttori: valore condiviso lungo la filiera
Per Icam, costruire valore lungo la filiera del cacao significa mantenere relazioni dirette con i produttori e investire nella crescita delle comunità agricole. In oltre quarant’anni di collaborazione con cooperative e comunità agricole, l’azienda ha sviluppato una rete di oltre 20 filiere di approvvigionamento distribuite tra Africa, Centro America e Sud America.
Nel 2025 Icam ha acquistato oltre 30.500 tonnellate di cacao, con una quota pari all’85% proveniente da filiere corte o da filiere integrate verticalmente. L’impostazione punta a ridurre le intermediazioni e a consolidare la condivisione del valore lungo tutta la catena di fornitura.
icam chocolate uganda: formazione e qualità tramite presenza diretta
Una delle espressioni più concrete dell’approccio collaborativo è Icam Chocolate Uganda, subsidiary fondata nel 2010. Oggi coinvolge circa 8.000 coltivatori e 186 collaboratori locali. La presenza diretta, supportata da tre centri di fermentazione ed essiccazione, consente di affiancare le comunità agricole con attività di formazione, sviluppo delle competenze e miglioramento della qualità del cacao.
productivity improvement programme (pip) in perù con fairtrade
La stessa logica guida anche progetti sviluppati con attori della filiera, come il Productivity Improvement Programme (PIP) in Perù, realizzato insieme a Fairtrade. Il progetto accompagna cooperative agricole in un percorso orientato a miglioramento della produttività, qualità e resilienza delle coltivazioni.
Le azioni previste includono formazione, assistenza tecnica e supporto all’adozione di buone pratiche agricole. In questo modo si rafforzano le competenze dei produttori e la competitività delle cooperative, contribuendo alla creazione di valore lungo la filiera del cacao.
risk assessment, due diligence e tracciabilità: monitoraggio lungo la catena
A supporto del modello, l’azienda ha rafforzato le attività di Risk Assessment e Due Diligence lungo tutta la catena di approvvigionamento. Il presidio include missioni periodiche nei Paesi di origine, tecnici dedicati al monitoraggio e strumenti avanzati per la raccolta e la gestione dei dati di filiera.
Nel quadro delle iniziative viene riportata anche l’introduzione in Uganda di test con una piattaforma digitale volta a rafforzare tracciabilità, trasparenza e capacità di monitoraggio lungo l’intera catena del valore.
certificazioni e premio fairtrade: numeri del cacao certificato nel 2025
Il Bilancio 2025 evidenzia il ruolo degli schemi di certificazione riconosciuti a livello internazionale. Nel 2025 l’81,5% del cacao acquistato risulta certificato. La quota sale a 64,9% per il certificato biologico, mentre 42,4% è legata a Fairtrade e 11,3% a Rainforest Alliance.
La collaborazione con Fairtrade viene indicata come una leva rilevante per la creazione di valore lungo la filiera. Nel 2025 il cacao certificato Fairtrade acquistato dall’azienda ha generato oltre 3 milioni di dollari di Premio Fairtrade, destinati alle cooperative agricole dei diversi Paesi di origine.
Le risorse sono state indirizzate a iniziative dedicate a produttività, sviluppo comunitario, inclusione sociale e rafforzamento della resilienza economica dei coltivatori.
agricoltura sostenibile e agroforestazione: tutela di biodiversità e suolo
La sostenibilità ambientale è descritta come parte integrante del lavoro nei territori in cui viene coltivato il cacao. La strategia include l’agroforestazione, un modello che integra la coltivazione del cacao con alberi da frutto e specie forestali, con impatti orientati a tutela della biodiversità, fertilità del suolo e resilienza climatica delle piantagioni.
Il documento sottolinea inoltre il valore del biologico all’interno del percorso aziendale. Icam viene indicata tra le aziende pioniere nello sviluppo delle filiere di cacao biologico; nel 2025 il 64,9% del cacao acquistato è certificato biologico, a conferma di un impegno avviato oltre trent’anni fa e orientato alla tutela degli ecosistemi e delle risorse naturali.
rispetto della foresta: monitoraggio in percentuale
Le analisi condotte sulle filiere di approvvigionamento riportano che nel 98% degli appezzamenti monitorati la coltivazione del cacao avviene nel pieno rispetto della foresta. Solo nel 2% si rilevano situazioni di perdita di copertura arborea, per le quali sono previsti approfondimenti e attività di gestione.
ugand a e perù: innesto, giardini clonali e pratiche agroforestali
In Uganda e Perù l’azienda lavora con cooperative locali per diffondere buone pratiche agricole, migliorare la produttività e rafforzare la resilienza delle coltivazioni. Nel caso dell’Uganda viene citata l’introduzione dell’innesto. In Perù si fa riferimento allo sviluppo di giardini clonali per il miglioramento genetico delle piantagioni.
L’attività include la promozione di pratiche agroforestali per una gestione sostenibile del suolo e il supporto continuativo alle comunità agricole per percorsi di crescita orientati alla qualità delle produzioni e alla tutela delle risorse naturali.
land for youth and women: inclusione e recupero delle piantagioni
Un esempio concreto citato nel Bilancio è “Land for Youth and Women”, progetto sviluppato insieme a un partner industriale italiano. L’iniziativa sostiene giovani e donne all’interno di una cooperativa peruviana attraverso l’introduzione di buone pratiche agricole, il recupero delle piantagioni esistenti e il rafforzamento delle opportunità economiche e sociali delle famiglie coinvolte.
Il progetto combina tutela delle risorse naturali, miglioramento della produttività e inclusione sociale.
empowerment delle comunità: crescita, qualità e sviluppo nelle filiere
La crescita della filiera viene presentata come un processo centrato sulle persone. In coerenza con l’impostazione su qualità, produttività e tutela ambientale, il Bilancio richiama anche programmi orientati a favorire lo sviluppo nelle comunità collegate alla catena del valore del cacao.
figure di riferimento citate nel bilancio
Nel Bilancio 2025 viene riportata la testimonianza di una figura apicale responsabile delle tematiche di sostenibilità.
- Sara Agostoni, Chief Sustainability Officer di Icam