Tumori vivere senza stomaco si può: l’informazione è parte della cura

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Tumori vivere senza stomaco si può: l’informazione è parte della cura

Un percorso di cura più chiaro, più organizzato e costruito attorno alle esigenze del paziente: questo il senso del navigator digitale presentato nell’ambito del progetto MetaLab, sviluppato da Daiichi Sankyo Italia insieme alle associazioni dei pazienti con tumori metastatici. La presentazione ha dato spazio anche alle indicazioni di chi rappresenta direttamente chi affronta la malattia, ponendo al centro la forza dell’informazione come parte integrante della cura.

progetto metalab e navigator digitale: informazione strutturata per i pazienti

Nel corso dell’iniziativa, la presidente dell’associazione di pazienti ha sottolineato che l’informazione non è un elemento accessorio, ma un fattore di cura. L’obiettivo indicato riguarda la promozione di Pdta sempre più definiti, in grado di assicurare équipe multidisciplinari, centri con esperienza e indicazioni precise in ogni fase del trattamento.

Un’informazione completa consente, secondo le posizioni espresse, di effettuare scelte più consapevoli sulla struttura a cui affidarsi. È stata evidenziata anche l’importanza di un’unità guidata da un chirurgo con almeno 20 interventi all’attivo, poiché il tumore allo stomaco viene descritto come una condizione particolarmente complessa da gestire.

pdta, équipe multidisciplinari e centri esperti: i punti al centro delle richieste

Le priorità espresse ruotano attorno a percorsi di cura che siano maggiormente specifici e coerenti con le varie fasi della malattia. La centralità delle competenze cliniche emerge con forza, insieme alla necessità di strutture capaci di garantire un lavoro coordinato tra figure diverse.

rete tra associazioni, istituzioni e società scientifiche

Un passaggio considerato decisivo riguarda il lavoro di rete tra associazioni, Istituzioni e società scientifiche, richiamando Aiom (Associazione italiana oncologia medica), oltre al contributo delle aziende. Nel quadro delineato, tale collaborazione deve avvenire nel rispetto dell’autonomia di ciascun soggetto.

La condivisione di competenze e progetti viene indicata come una leva per rispondere in modo più efficace ai bisogni delle persone malate, incluse quelle necessità meno visibili che spesso emergono lungo il percorso clinico e organizzativo.

coinvolgimento del medico di medicina generale e urgenza legata ai dati

Tra gli elementi di maggiore attenzione rientra il coinvolgimento del medico di medicina generale nei percorsi di cura. Questo passaggio viene associato alla possibilità di favorire diagnosi più precoci, in un contesto in cui l’urgenza risulta rafforzata da una specifica indicazione statistica.

È stato richiamato un dato secondo cui oggi soltanto il 32% dei pazienti con tumore dello stomaco è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Da qui la necessità di rafforzare informazione, collaborazione e organizzazione

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