Tumore del polmone svolta con immunoterapia in contesto operatorio
L’immunoterapia sta cambiando il modo in cui vengono impostati i percorsi terapeutici nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule, soprattutto quando la malattia si trova in fase precoce. Il punto centrale è rappresentato dall’impiego dell’immunoterapia in una fase perioperatoria, cioè intorno all’intervento chirurgico, con l’obiettivo di incidere concretamente sulla prospettiva di vita e sulla possibilità di ottenere risultati clinici più solidi.
immunoterapia perioperatoria e aspettativa di vita nel tumore del polmone
Secondo quanto dichiarato da Silvia Novello, presidente di Women against lung cancer in Europe - Walce, direttore di Oncologia medica presso l’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e professore di Oncologia medica all’università degli studi di Torino, l’innovazione più significativa riguarda l’integrazione dell’immunoterapia non solo prima o dopo la chirurgia, ma nel periodo che circonda l’intervento. L’approccio, così descritto, mira a generare un impatto reale sulla aspettativa di vita dei pazienti.
fase precoce di malattia e obiettivo di guarigione
Il tumore polmonare non a piccole cellule, viene indicato come un “big killer” nell’oncologia dei tumori solidi nella popolazione adulta. In tale scenario, la novità principale è associata agli stadi precoci, quelli in cui diventa possibile parlare di guarigione. In questo contesto si inserisce lo studio citato, denominato Aegean.
lo studio aegean: disegno clinico su pazienti operabili
Nello studio Aegean sono stati coinvolti 800 pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule in stadio precoce, candidati all’intervento chirurgico. I partecipanti sono stati randomizzati tra due strategie terapeutiche:
- un trattamento chemioterapico con 2 o 4 cicli, con l’aggiunta di durvalumab in neoadiuvante, quindi prima della chirurgia, seguito da un mantenimento con durvalumab dopo l’intervento;
- un braccio di confronto con placebo, mantenendo il riferimento alle fasi perioperatorie previste dal disegno dello studio.
risultati dello studio aegean: risposte complete, event-free survival e sopravvivenza globale
Lo studio viene presentato come rilevante per tre aspetti principali. In primo luogo, è stato descritto un vantaggio nella capacità di raggiungere risposte complete, riportate come circa tre volte superiori rispetto al braccio con placebo.
In secondo luogo, è stato evidenziato un beneficio sul tempo libero da malattia, indicato come event-free survival. In terzo luogo, è stato riportato un miglioramento della sopravvivenza globale, elemento considerato centrale nell’interpretazione clinica dell’impatto terapeutico.
raggiungimento dell’obiettivo primario e potenziale guarigione
Lo studio Aegean viene indicato come capace di raggiungere il proprio obiettivo primario, con un miglioramento dell’aspettativa di vita e con un investimento su una potenziale guarigione, specificamente per un sottogruppo di pazienti.
personalità citata
Nel contenuto è menzionata la seguente personalità:
- Silvia Novello