Terremoto in venezuela ricostruzione guidata usa e prossimi passi per le aree colpite

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Terremoto in venezuela ricostruzione guidata  usa e prossimi passi per le aree colpite

Le operazioni di soccorso continuano tra le macerie, anche nelle ore notturne, in una delle aree più colpite dal terremoto. I soccorritori lavorano per recuperare pochi superstiti tra numerosi cadaveri, mentre la conta delle vittime sale con urgenza e cresce il timore di un bilancio ancora più drammatico. In parallelo, si intensifica la fase di gestione dell’emergenza e si guarda già alla ricostruzione, con un focus particolare sulle dinamiche operative e finanziarie che coinvolgono gli Stati Uniti.

soccorso e devastazione a la guaira: vittime in aumento e rischio per i soccorritori

Le ricerche si svolgono sotto ciò che resta dell’edificio “la gabarra”, nella zona los corales, la guaira. I soccorritori qatarioti, dopo aver individuato le persone coinvolte, impiegano cani e mezzi pesanti per il recupero dei corpi. La stima delle vittime raggiunge 1.719 morti, con la preoccupazione che il numero possa arrivare a oltre 10mila.

Le operazioni avvengono in condizioni di pericolo continuo: sul terreno si registrano scosse che interrompono e scandiscono i tempi dei lavori. Il numero delle attività di ricerca e recupero viene indicato come in quota 400, riferito all’avvio delle operazioni a partire dal 24 giugno, giorno del terremoto. Anche gli Stati Uniti sono presenti con uomini e mezzi, impegnati in particolare nella riapertura del porto di la guaira.

stati uniti: stabilità e recupero come priorità operative

John Barrett, incaricato d’Affari Usa a Caracas, descrive un percorso in due fasi. La prima riguarda la stabilità, mentre la seconda il recupero. L’impostazione dichiarata prevede un lavoro “articolato” che continui fino alla fine, con l’obiettivo di sostenere la gestione dell’area colpita dopo il sisma.

costi della ricostruzione: importi stimati e danni alle infrastrutture

All’interno del dibattito politico e istituzionale emergono stime economiche estremamente elevate. I costi della ricostruzione vengono collocati tra 12 e 15 miliardi di dollari. Secondo un’economia locale citata nel contesto, l’ammontare supera in modo significativo le capacità finanziarie dello Stato venezuelano.

Le prime valutazioni indicano circa 9 miliardi di dollari di danni, pari a circa l’8,5% del pil venezuelano. Le stime fornite evidenziano anche l’entità del patrimonio edilizio compromesso: circa 58.870 edifici risultano distrutti nel Paese, con maggiore concentrazione nell’area costiera settentrionale, sulla base di rilevazioni satellitari attribuite alla Nasa.

finanziamento e controllo dei fondi: entrate dal greggio e ruolo di kpmg

La ricostruzione viene collegata ai proventi del greggio, con risorse considerate vincolate agli Stati Uniti a partire da gennaio. Dal momento della caduta di Nicolás Maduro, Caracas avrebbe ricevuto almeno 5 miliardi e mezzo di dollari in entrate nette per export di greggio.

La gestione di tali proventi risulterebbe affidata alla firma kpmg. Nel quadro descritto, lo stesso soggetto sarebbe stato associato, nel tempo, a un atteggiamento non coerente rispetto a episodi di corruzione sistematica nel Paese.

deposito a new york e vincoli sull’uso delle somme

Una parte dei flussi viene depositata a new york, presso un foreign government deposit funds, secondo quanto disposto da un executive order Usa indicato come 14373. Il fondo risulta intestato formalmente alla banca centrale del venezuela e a petróleos de venezuela s.a., mentre la supervisione risulta ricondotta al dipartimento del tesoro Usa.

Anche se considerati “sovrani”, i fondi vengono descritti come soggetti a limitazioni rilevanti: Caracas non avrebbe discrezione sull’utilizzo. Viene indicato un meccanismo mensile in cui palazzo di miraflores presenta un preventivo di spesa, con la successiva consegna delle somme solo per voci ritenute idonee.

corsi preferenziali e richiesta di verifiche al governo

In questo passaggio viene segnalato un interesse legato all’assegnazione dei fondi. Si parla di corsie preferenziali per fornitori statunitensi subordinatamente all’erogazione delle risorse.

Di fronte a tali anomalie, quattro congressisti democratici avrebbero richiesto ulteriori controlli. L’indicazione riguarda il government accountability office sulla gestione dei fondi venezuelani: tra le richieste figura una supervisione indipendente da parte del congresso e la denuncia di una assenza di meccanismi di supervisione sui flussi.

trasparenza, sanzioni e aiuti umanitari: tra vincoli e richieste di revisione

Nel quadro delle osservazioni riportate, viene richiamata anche una questione di trasparenza. Un economista venezuelano afferma che non ci sarebbe informazione adeguata e che il governo degli Stati Uniti non renderebbe conto delle movimentazioni, né lo farebbe quello citato come legato a delcy rodríguez.

Accanto al tema della ricostruzione, viene indicato anche un aiuto statunitense di 200 milioni di dollari attraverso il coordinamento Onu per gli affari umanitari e organizzazioni come samaritan’s purse, catholic relief service e croce rossa. L’ammontare viene presentato come poco rilevante rispetto agli importi legati alla ricostruzione.

oro venezuelano bloccato e sospensione parziale delle sanzioni

Nel contesto delle risorse trattenute, viene riportato che 31 tonnellate d’oro venezuelano, equivalenti a circa 4 miliardi di dollari, restano bloccate nei caveau della banca d’inghilterra. Sono menzionati anche altri asset trattenuti in ulteriori Paesi.

Recentemente, gli Stati Uniti avrebbero disposto una sospensione parziale delle sanzioni sul Paese sudamericano. Il quadro viene comunque considerato insufficiente da Francisco Rodríguez, che chiede un ulteriore snellimento delle sanzioni. Secondo la posizione attribuita, in questa fase le sanzioni rappresenterebbero un ostacolo e un impedimento alla ricostruzione. Nel ragionamento riportato, si ipotizza che se gli Stati Uniti intendessero usare le misure come strumento di negoziazione, potrebbe essere comunque possibile ripristinarle; l’esigenza indicata resta la sospensione totale.

figure chiave citate: autorità, economisti e rappresentanti

Nel materiale di riferimento compaiono diversi nominativi associati alle dichiarazioni e alle richieste formulate nel quadro descritto.

  • John Barrett
  • Asdrúbal Oliveros
  • Joaquín Castro
  • Tim Kaine
  • Chris Van Hollen
  • Sean Casten
  • José Guerra
  • Francisco Rodríguez
Il Venezuela scava tra le macerie, ma gli Usa sono pronti all’assalto: la corsia preferenziale per la ricostruzione

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