Terra dei fuochi grave inquinamento confermato ma nascosti ai cittadini ecomafie
La relazione della commissione ecomafie presentata a Casal di Principe il 24 giugno 2026 porta un elemento centrale nel dibattito su Terra dei fuochi: conferma, punto per punto, la gravità eccezionale del danno alla salute pubblica derivante dalla contaminazione delle falde acquifere. L’attenzione si concentra sul nodo dei nessi di causalità e sulla correlazione diretta tra contaminanti ambientali e cancro, tema che la relazione spinge a rendere concreto con evidenze e trasparenza dei dati.
commissione ecomafie e gravità della contaminazione delle falde acquifere
La relazione, secondo quanto riportato, sostiene che la situazione in Terra dei fuochi presenta una patogenesi del danno particolarmente critica. Viene quindi ribadita la necessità di passare dalle valutazioni generali alla concretizzazione dei nessi causali, includendo una correlazione diretta tra presenza di contaminanti e sviluppo di patologie oncologiche. Questo impianto risulta coerente con la linea descritta nel testo, che insiste sulla disponibilità di dati chiari e sulla loro pubblica conoscenza.
casi citati tra pcb e cancro
Nel quadro delle evidenze menzionate, viene richiamata l’elaborazione di tre casi in cui sarebbe stata osservata una correlazione tra pcb e cancro, indicati come: Vincenzo Cannavacciuolo, Michele Liguori e Vito Santonicola. La citazione serve a sostenere la richiesta di trasformare i collegamenti tra contaminanti e malattie in risultati verificabili e comunicati con chiarezza.
assenza di trasparenza sui dati ambientali: studi regionali e analisi non pubblicate
Il testo evidenzia una frattura tra attività di studio e pubblicazione dei risultati. Viene indicato che, a partire dal 2011, la regione Campania avrebbe speso non meno di 40 milioni di euro per realizzare studi come Sebiorec e Spes. Tali programmi, secondo la ricostruzione, avrebbero previsto complessivamente non meno di 1585 analisi per diossine e pcb, ma i risultati non sarebbero stati resi pubblici.
sebiorec: prelievi e procedura descritta come erronea
Per Sebiorec, viene riportata una criticità operativa: sarebbero stati buttati 865 prelievi di cittadini esposti analizzati in pool di dieci sieri nel 2011. Nel testo si sottolinea che, già in quella fase, sarebbe stato riscontrato nel latte delle donne acerrane un eccesso di pbde (polibromodifenileteri), sostanza descritta come altamente tossica e impiegata come ritardante di fiamma, anche nei roghi con l’obiettivo di ridurre formalmente la visibilità dei fenomeni.
valore potenziale dei campioni non conservati
La mancata conservazione dei sieri analizzati viene presentata come un’occasione persa: secondo la ricostruzione, conservare quei campioni avrebbe consentito di disporre di materiali preziosi per comprendere meglio il danno alla salute collegato al disastro ambientale ad Acerra e per individuare un presunto “tempo zero” del danno aggiuntivo associato al maxi inceneritore ad Acerra a partire dal 2009.
registro tumori e dati ambientali: copertura elevata per le malattie, zero per la contaminazione
Nel testo viene contrapposto un quadro informativo diverso tra patologie e contaminanti. Da una parte viene indicato che, grazie a scienziati e medici isde, a comitati e alla chiesa campana, la regione risulterebbe la più completa e aggiornata per dati da registro tumori. Dall’altra, resta una condizione di assenza di produzione e pubblica conoscenza in trasparenza riguardo ai dati di contaminazione ambientale, con particolare riferimento alle falde acquifere.
assenza di dati pubblici su numerose sostanze
La situazione descritta riguarda l’esistenza di dati pubblici assenti non solo per tricloro e tetracloroetilena, ma soprattutto per pfas, pfoas, diossine, pcb e pbde. La mancata disponibilità viene collegata anche a quanto risulterebbe richiamato dalla relazione: la commissione indicherebbe di conoscere tali elementi, mentre la diffusione verso sei milioni di cittadini campani risulterebbe assente secondo la narrazione fornita.
sentenza ced u e richiesta di consegna dei dati
Viene richiamata la sentenza Cedu come ulteriore riferimento rispetto al quale non sarebbero ancora arrivati dati. Il testo afferma che non sarebbe stato consegnato almeno un dato ai tossicologi ed epidemiologi isde, ai comitati e ai cittadini campani.
territori colpiti e danno sanitario ancora in atto
Secondo la ricostruzione riportata, il danno sanitario sarebbe ancora pienamente in atto in alcuni territori. La relazione viene descritta come allineata alle posizioni indicate nel testo e fa riferimento a zone come Acerra, Giugliano, Caserta, Napoli est e Bagnoli, dove l’inquinamento riguarderebbe non solo l’aria ma anche le falde acquifere.
progetto spes e mancanza di dati ufficiali
Viene citata la presenza di un progetto Spes, descritto come già redatto e collegato a investimenti regionali. Nonostante la regione avrebbe speso decine di milioni di euro per la sua realizzazione, nel testo si afferma che non sarebbero stati forniti dati ufficiali e noti, non solo alla commissione ma anche agli scienziati isde, ai cittadini, ai comitati e anche alla Cedu, in merito alla gravissima contaminazione delle falde.
possibili fonti di contaminazione indicate per il caso di acerra
Per Acerra viene indicata l’esistenza di una proposta sulla possibile fonte di contaminazione rivolta sia al sindaco sia a monsignor Di Donna. Il testo specifica che l’attenzione non sarebbe limitata a tricloro e tetracloroetilena, includendo anche pfas, pfoas, diossine, pcb e pbde, sostanze richiamate dalla commissione.
temi di responsabilità, urgenza e contesto sanitario
Il testo collega la mancanza di informazioni ambientali a un quadro sanitario descritto come drammatico. Viene richiamata una stima riferita a un numero di decessi in eccesso pari a circa 12 cittadini al giorno in ambito nazionale, attribuiti alla condizione di inquinamento durante gli anni indicati. La narrazione sottolinea il divario tra la comunicazione dei dati e la tutela della salute, ponendo in risalto un contrasto tra risorse impiegate e risultati resi conoscibili.
ringraziamenti per il lavoro di contrasto e figure coinvolte
Nel testo sono espressi riconoscimenti per il lavoro della commissione ecomafie, con particolare riferimento ai componenti campani citati come Cangiano e Borrelli. È citata anche Carmela Auriemma, con la quale sarebbe avvenuto un percorso di collaborazione sin dall’Osservatorio Ambientale del Comune di Acerra. Viene inoltre menzionato Giancarlo D’Orsi della Asl Na 2 per la produzione di dati del registro tumori organizzati per distretto nella Asl Na2, indicati come leggibili e comparabili.
Figure menzionate:
- Vincenzo Cannavacciuolo
- Michele Liguori
- Vito Santonicola
- Cangiano
- Borrelli
- Carmela Auriemma
- Giancarlo D’Orsi
- Di Donna
bioetica ambientale e strumenti per salvare il ssn
Il testo chiude richiamando parole presentate come scritte nel 2021 e dedicate all’urgenza di affrontare la domanda su come salvare il ssn. Nel passaggio riportato emergono riferimenti alla necessità di partecipazione ampia, al ruolo di strumenti come farmaci, pc e algoritmi, e al principio che tali strumenti devono essere utilizzati a tutela della salute dell’uomo senza farsi guidare da essi. La citazione richiama anche il concetto di bioetica ambientale e farmacosofia, contrapposte a un’ottica prevalentemente centrata sulla farmacoeconomia.
Il quadro complessivo resta ancorato a tre elementi: conferma della gravità della contaminazione delle falde, richiesta di causalità tra contaminanti e cancro, e assenza di trasparenza sui dati ambientali che, secondo quanto riportato, impedirebbe una piena comprensione del danno e della sua evoluzione.
