Susumu Shingu a Milano alla Fabbrica del Vapore: arte cinetica, natura e riflessione sulla crisi ambientale

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Susumu Shingu a Milano alla Fabbrica del Vapore: arte cinetica, natura e riflessione sulla crisi ambientale

Un’esperienza visiva capace di trasformare l’aria in materia e il movimento in presenza: la mostra “il cosmo” di Susumu Shingu alla Fabbrica del Vapore di Milano mette al centro un’idea di scultura che non resta mai ferma. Dal 17 giugno al 14 ottobre, l’esposizione più ampia in ambito italiano dedicata alla ricerca dell’artista porta il pubblico dentro un linguaggio fatto di vento, acqua, gravità e aria, senza ricorrere a effetti speciali o tecnologie complesse.

mostra “il cosmo” di susumu shingu: arte cinetica e forze naturali

Entrare nell’universo di Shingu significa lasciare sullo sfondo l’idea di un oggetto artistico immobile. Le opere respirano, oscillano e cambiano assetto in relazione all’ambiente circostante. L’osservazione non riguarda soltanto la forma, ma il modo in cui ogni struttura si adatta allo spazio, come se fosse in continuo dialogo con ciò che la circonda.

Le sculture vengono descritte come strutture leggere e precise che rendono visibile il movimento dell’aria, facendo emergere una coreografia permanente tra materia ed energia. Non si tratta di imporre un modello alla natura: l’approccio è quello di assecondare le forze che regolano il pianeta.

fabbrica del vapore: “il cosmo” nella cattedrale e percorso lungo oltre sei decenni

Allestita nella cattedrale della fabbrica del vapore, la mostra ripercorre oltre sessant’anni di lavoro. Il percorso riunisce nove sculture indicate come fondamentali dall’artista e ventuno opere del progetto “windcaravan”.

“windcaravan” viene presentato come un viaggio nomade avviato nel 2000, attraversando luoghi descritti come remoti e diversi per clima e paesaggio. Tra i riferimenti compaiono le risaie giapponesi, le steppe della mongolia, i laghi ghiacciati della finlandia e la nuova zelanda. Le opere risultano mosse esclusivamente dal vento, pensate per instaurare un rapporto con paesaggi e comunità lontane, mantenendo un legame diretto con le forze naturali.

arte e crisi climatica: una riflessione senza slogan, centrata sull’equilibrio

A quasi novant’anni, Shingu continua a proporre una visione definita controcorrente rispetto alla velocità e all’ipercontrollo tecnologico. Le sue sculture non puntano a un uso utilitaristico: non producono nel senso tradizionale e non servono a scopi immediati. Proprio per questo, l’esperienza osservativa finisce per sollecitare domande e rimettere al centro la relazione con i fenomeni naturali.

La ricerca viene associata a un’idea in cui esistono eventi non dominabili, ascoltabili attraverso il movimento e la presenza. Il movimento non è sempre interpretato come progresso, e la natura non appare come semplice sfondo delle attività umane, ma come presenza viva con cui convivere.

Nel contesto della crisi climatica, il messaggio assume ulteriore forza senza ricorrere a slogan ambientalisti o opere impostate come denuncia diretta. La proposta viene descritta come una riflessione più sottile: mettere in evidenza l’armonia possibile tra intervento umano e mondo naturale. Le strutture affidano il proprio funzionamento agli elementi, trasformando il vento da ostacolo a motore creativo.

susumu shingu e l’Italia: dal 1960 a opere pubbliche nel paesaggio

Il rapporto con l’Italia è presentato come elemento centrale della biografia dell’artista. Nato a Osaka nel 1937, Shingu arriva nel nostro Paese nel 1960 grazie a una borsa di studio del governo italiano. A Roma frequenta l’accademia di belle arti e incontra il pittore Franco Gentilini, in anni considerati decisivi per la nascita del suo linguaggio artistico e per la costruzione di un legame rimasto attivo.

Alcune opere pubbliche note risultano collocate proprio in Italia. Tra i riferimenti compaiono “Vento di Colombo” nel porto di Genova, “il luogo della pioggia” al Lingotto di Torino e “dialogo con le nuvole” a Lecco. Gli interventi condividono un’idea comune: inserire l’arte nel paesaggio senza dominarlo, lasciando che siano gli elementi naturali a completare l’opera.

sandalino e lo sguardo sulla terra: un personaggio per raccontare fragilità e meraviglia

Nella mostra milanese trova spazio Sandalino, il piccolo personaggio immaginario creato da Shingu negli ultimi anni. Viene descritto come un viaggiatore proveniente da un altro pianeta, che osserva la Terra con stupore e preoccupazione, in un modo paragonato alla reazione di un bambino davanti a qualcosa di meraviglioso ma fragile.

Questa immagine viene indicata come una sintesi del percorso dell’artista: guardare il mondo come se lo si vedesse per la prima volta, con attenzione alle condizioni di equilibrio e alla vulnerabilità del vivente.

milano e giappone: “il cosmo” tra celebrazioni e ricerca di interdipendenza

“il cosmo” viene presentato anche come evento in un anno simbolico per i rapporti tra Italia e Giappone, legato alle celebrazioni per i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e al quarantacinquesimo anniversario del gemellaggio tra Osaka e Milano.

Al di oltre delle ricorrenze istituzionali, la mostra offre un’occasione per incontrare una ricerca che da decenni parla di equilibrio, interdipendenza e rispetto per l’ambiente. Tali temi vengono collegati a un orizzonte più futuro che passato, mentre nelle sculture leggere di Shingu continuano a muoversi davanti agli occhi, letteralmente, come parte integrante dell’esperienza.

personaggi e figure citate nella presentazione

  • Susumu Shingu
  • Franco Gentilini
  • Sandalino
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