Rolling stones e foreign tongues: il piano con amy winehouse non si è realizzato e il successo era troppo
Il ritorno dei Rolling Stones mette subito in evidenza la nuova fase del progetto discografico con “Foreign Tongues”, in uscita il 10 luglio in tutto il mondo. L’album segue una serie di anticipazioni fondamentali: prima il singolo “Jealous Lover”, e in precedenza “In The Stars”. Il disco arriva a meno di tre anni dal precedente “Hackney Diamonds”, pubblicato dopo l’affermazione internazionale che gli ha fruttato 1 Grammy Award.
foreign tongues: i rolling stones pubblicano 14 brani
“Foreign Tongues” nasce da una scelta precisa del trio storico: Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood hanno deciso di dare forma a un album composto da 14 brani. La distanza dal precedente progetto discografico è stata mantenuta breve, con l’intenzione di proseguire il percorso artistico in continuità.
la produzione: metropolis studios e andrew watt
Il progetto ha preso forma rapidamente: la realizzazione è avvenuta in meno di un mese, presso i Metropolis Studios di West London. La fase di registrazione ha visto l’incontro dei tre componenti della band con il produttore Andrew Watt, già responsabile della lavorazione di “Hackney Diamonds”.
collaboratori principali e sostegni di studio
Durante le sessioni i membri dei Rolling Stones si sono avvalsi dei loro collaboratori abituali, tra cui Darryl Jones, Matt Clifford e Steve Jordan. A completare il quadro delle presenze nel disco, è prevista anche una partecipazione speciale di Charlie Watts, registrata durante una delle ultime sessioni in studio prima della sua scomparsa nel 2021.
foreign tongues: gli ospiti e le collaborazioni presenti nel disco
“Foreign Tongues” include un elenco ampio di ospiti, a conferma di un impianto sonoro pensato per valorizzare voci e stili differenti. Tra i nomi presenti nel disco figurano Steve Winwood, Paul McCartney, Robert Smith dei The Cure e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers.
foreign tongues e amy winehouse: la cover di “you know i’m no good”
Un elemento di rilievo nella tracklist è dedicato ad Amy Winehouse. L’album ospita infatti una cover di “You Know I’m No Good”, brano incluso nel disco dell’artista scomparsa “Back to Black” (2006).
keith richards sulla mancata collaborazione diretta
Nel parlare del brano, Keith Richards ha spiegato che l’incontro con Amy Winehouse non sarebbe mai avvenuto. È emersa l’idea di un’occasione mancata, collegata alla possibilità che la canzone potesse rappresentare un punto di incontro ideale. Richards ha anche sottolineato che, dopo un periodo senza cover, la scelta sarebbe caduta proprio su quel brano.
mick jagger sulla fedeltà dell’arrangiamento
Mick Jagger ha chiarito che la versione proposta non prevede stravolgimenti: l’arrangiamento originale non è stato cambiato, considerato perfetto e quindi privo della necessità di essere caricato, appesantito o overprodotto. La modifica indicata riguarda l’inserimento di un’armonica, specificamente quella suonata da Jagger. Jagger ha poi ricordato il rapporto con Amy Winehouse, citando la conoscenza avvenuta al Festival dell’Isola di Wight (2007) e un duetto che includeva una cover di “Ain’t Too Proud To Beg” dei Temptations.
ronnie wood: omaggio e fragilità dell’artista
Ronnie Wood ha descritto le canzoni di Amy Winehouse come emozionanti e commoventi, sottolineando l’impatto capace di raggiungere l’anima dell’ascoltatore. La cover viene presentata come omaggio a un’artista fragile e straordinaria, il cui percorso è stato segnato dalle pressioni dello show business. Wood ha aggiunto dettagli sul rapporto personale, ricordando che Amy si sarebbe confidata, avrebbe espresso timori legati al successo e avrebbe chiesto aiuto attraverso la propria apertura. È stato inoltre riportato un episodio in cui un membro della band avrebbe invitato Wood a incoraggiarla, citando una condizione di autostima a zero e una preoccupazione costante.
ospiti nel progetto foreign tongues
Il disco prevede collaborazioni e presenze di rilievo, tra cui:
- Charlie Watts
- Steve Winwood
- Paul McCartney
- Robert Smith (The Cure)
- Chad Smith (Red Hot Chili Peppers)
