Rocco hunt se va male torno sono venuto e il rap come lavoro prima di sanremo
Rocco Hunt è tornato al centro di una conversazione capace di unire memoria e visione: nel nuovo episodio di “Supernova”, il podcast di Alessandro Cattelan, il rapper ha ripercorso tappe decisive della propria formazione, collegando il percorso artistico a esperienze concrete del passato. Il racconto mette in evidenza come una svolta legata a Sanremo 2020 abbia cambiato prospettive e ritmo di vita, fino a inserirsi in un quadro più ampio di evoluzione della scena rap campana.
rocco hunt a supernova: dal passato in pescheria alla svolta sanremo 2020
Durante l’intervista, Rocco Hunt ha ricordato gli anni trascorsi nella pescheria di famiglia prima della grande accelerazione arrivata con la vittoria al Festival di Sanremo 2020 grazie a “Nu juorno buono”. Un passaggio centrale riguarda la percezione del rap da parte della famiglia: il rapper ha spiegato che, prima di Sanremo, il padre non considerava la musica come un lavoro.
La svolta, secondo il racconto di Hunt, è arrivata nella serata in cui il padre ha assistito a un momento simbolico: la visione del figlio con il “Leoncino” in mano in platea ha rappresentato la conferma che il progetto stesse diventando realtà. Da quel momento, la prospettiva è cambiata, e Rocco Hunt ha sottolineato la propria serenità di fronte al rischio, mantenendo un legame saldo con l’origine.
evoluzione del rap campano: dal modello rocco hunt al ricambio generazionale
Nel corso della conversazione, l’attenzione si è spostata sull’evoluzione del rap campano. La crescita personale viene descritta come parte di un movimento più ampio, in cui le influenze del passato hanno un ruolo determinante. Il rapper ha citato l’importanza di figure e riferimenti cresciuti insieme a lui: da Clementino fino all’ambiente della scena di Salerno, con una costruzione progressiva che combina studio, appartenenza e contributo personale.
rocco hunt e clementino: una scelta di fiducia con 16 anni
Un elemento significativo riguarda il rapporto con Clementino. Rocco Hunt ha raccontato che Clementino, impegnato nell’uscita di un album con Fibra, ha scelto di credere nel suo talento anche quando lui aveva 16 anni. Il rapper ha ricordato la realizzazione di un video pubblicato nello stesso periodo in cui usciva “La luce” con Fabri Fibra, evidenziando un risultato molto vicino, se non superiore, come segnale della validità della fiducia iniziale.
La motivazione del racconto non resta su un piano celebrativo: viene presentata come una prova concreta di quanto la credibilità costruita in precedenza possa portare a risultati tangibili nel presente.
omaggi al passato e futuro dell’hip hop: geolier come esempio di continuità
Rocco Hunt ha poi richiamato un principio legato alla continuità culturale: partendo da una “buona scuola”, ha cercato di portare valore anche verso le nuove generazioni. Nel racconto emerge l’esempio di Geolier, descritto come qualcuno che ha sempre reso omaggio, dichiarando nelle interviste di essersi sentito influenzato e cresciuto anche grazie alla musica di Rocco Hunt.
Il rapper ha collegato questo atteggiamento a un’idea precisa: senza rispetto per il passato non esisterebbe il futuro. La radice indicata è quella della cultura hip hop, con l’idea che il riconoscimento delle persone arrivate prima sia parte integrante del percorso che permette di arrivare “qui”, nel presente della scena.
figure citate nel racconto
- Rocco Hunt
- Alessandro Cattelan
- Clementino
- Co’Sang
- Geolier
- Fabri Fibra
- Fibra


