Resident Evil di Zach Cregger: un’unica maxi-sequenza come Mad Max: Fury Road

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Resident Evil di Zach Cregger: un’unica maxi-sequenza come Mad Max: Fury Road

Con l’avvicinarsi di settembre, cresce l’attesa per Resident Evil, nuovo film horror che arriva al cinema con una firma ben precisa: Zach Cregger. Dopo i successi di Barbarian e Weapons, il regista e sceneggiatore torna sul grande schermo con il terzo lungometraggio, mantenendo al centro un obiettivo chiaro—trasformare la passione per il videogioco in un’esperienza cinematografica tesa, inquietante e immersiva.

resident evil di zach cregger: scelta creativa e storia originale

Nonostante la risonanza ottenuta dai precedenti lavori di Cregger, l’approdo a un franchise come Resident Evil non sarebbe stato frutto di un inseguimento industriale. L’idea, secondo quanto anticipato, nasce come decisione personale, con Cregger che avrebbe contattato direttamente i detentori dei diritti per proporre il progetto.

La strada verso la realizzazione viene descritta come collaborativa: è stata garantita la possibilità di portare avanti una visione autonoma, con una storia originale ambientata nel mondo della saga videoludica. Il progetto include personaggi inediti e sequenze inquietanti, elementi pensati per rappresentare la sensibilità creativa del regista all’interno di un universo già amato.

zach cregger e l’approccio all’esperienza di gioco

Grande appassionato dei videogiochi, Cregger concentra l’impostazione del film su un’idea precisa: rendere percepibile sullo schermo l’esperienza di gioco. Per dare forma a questa impostazione, viene indicato Bryan, il corriere medico interpretato da Austin Abrams, come un alter ego dello spettatore.

bryan come alter ego: un personaggio comune

L’entrata in scena di Bryan è pensata come punto di immersione: il personaggio non viene descritto come un individuo particolarmente competente, né come un eroe costruito per la sopravvivenza. L’obiettivo risulta far seguire allo spettatore un percorso che parte dal quotidiano e lo spinge verso un contesto sempre più minaccioso.

Viene spiegato che Bryan rappresenta un “idiota, uno qualunque” nel senso di inesperto e privo di abilità di combattimento, costretto a entrare in una specie di missione sacra destinata a portarlo nel cuore degli eventi. La dinamica viene paragonata a un viaggio in un luogo totalizzante e pericoloso, con l’immagine di Frodo che entra a Mordor.

ritmo e struttura: una sequenza continua di sfide

Il film è presentato come un’avventura horror pensata per mantenere costante la tensione. Le variazioni rispetto ai lavori precedenti sarebbero meno evidenti sul piano delle svolte narrative e dei cambi di prospettiva, mentre l’impianto punta a costruire l’impressione di continuità.

Secondo le anticipazioni, le cose decollano dopo circa cinque minuti e restano in movimento fino alla fine. Il ritmo viene collegato al modo in cui i videogiochi alternano azioni predefinite a prove diverse in ciascuna location. Ogni ambiente è descritto come una sfida autonoma, con il film che riprende direttamente questo principio: correre tra ostacoli, affrontare passaggi successivi, mantenere il flusso sotto pressione.

uscita al cinema: 17 settembre

L’avvio dell’esperienza cinematografica è indicato con una data precisa: il 17 settembre, quando Resident Evil arriverà al cinema.

cast principale menzionato

Per il progetto viene citato il ruolo di Bryan affidato ad Austin Abrams. I nomi presenti nel materiale fornito sono i seguenti:

  • Austin Abrams (Bryan)
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Categorie: TV e Spettacolo

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