Putin popolarità dopo la mia esperienza a mosca negli anni novanta: dignità e ricchezza spiegate
Negli anni Novanta, a Mosca, l’arrivo di un modello politico ed economico promosso come modernizzazione democratica ha generato conseguenze profonde e rapide. La percezione comune, allora come oggi, si è intrecciata con la crescita di una frattura sociale netta, con l’emergere di nuove élite e con l’idea che l’arricchimento di pochi potesse avvenire a discapito dei molti. In quel contesto, la figura di Vladimir Putin finì per imporsi come risposta a un sentimento di sconfitta e di ricaduta economica, mentre sullo sfondo restavano scelte strategiche e pressioni internazionali che avrebbero continuato a influenzare l’opinione pubblica.
shock therapy yeltsin-gaidar: miseria, disuguaglianze e nuova élite
Durante gli anni universitari dell’autore a Mosca, negli anni Novanta, si parlava soprattutto della coppia Yeltsin-Gaidar. Yeltsin ricopriva il ruolo di presidente, mentre Gaidar era considerato un protagonista dell’Shock Therapy, la strategia pensata per introdurre un liberismo capitalista radicale in tempi rapidi, con l’obiettivo di renderlo irreversibile.
Secondo la ricostruzione offerta, quel passaggio avrebbe rappresentato un periodo disastroso per la società. La crescita del disagio sociale venne descritta come sostenuta e accompagnata da apparati di potere occidentali, con l’interpretazione che a oriente si aprissero “praterie” economiche. Al centro del cambiamento si sarebbe affermata una minoranza in grado di controllare risorse e opportunità, dando vita a una élite di oligarchi ritenuta in grado di condizionare in modo decisivo le sorti del paese. A questo scenario si affiancò anche l’ascesa della mafia, presentata come comparsa “sulle ceneri” del precedente regime.
nuovi ricchi e impoverimento urbano
Il contrasto sociale viene reso con immagini quotidiane: in strada, giovani e anziani che vendono beni di famiglia per ottenere pochi rubli; in una zona vicina, invece, l’arrivo da una limousine di una giovane figura associata all’inizio di attività commerciali di lusso. La distanza tra chi accumula e chi fatica a sopravvivere viene evidenziata come elemento più visibile del cambiamento.
Si diffonde anche l’espressione “nuovi russi”, mormorata tra i denti dalla popolazione comune. Il senso attribuito alla frase richiama l’idea che, almeno in passato, i dirigenti del partito comunista se la passavano bene, mentre il popolo avrebbe avuto il necessario, con un peggioramento percepito quando l’alternativa proposta si è rivelata così catastrofica.
democrazia occidentale e liberismo rapace: un confronto con il passato
La prima esperienza della Russia con la democrazia occidentale viene presentata come accaduta in parallelo al sistema del liberismo rapace. La conseguenza descritta non sarebbe stata solo economica: la miseria prodotta sarebbe stata paragonata a quella legata allo zar di memoria storica, considerata una delle cause della rivoluzione bolscevica.
Un altro passaggio riguarda il modo in cui venivano recepite le lamentele della popolazione. Secondo quanto riferito, l’élite sovietica avrebbe a lungo risposto che il socialismo era ancora in fase di costruzione. Successivamente, la medesima gente racconta di non aver immaginato un’alternativa così negativa, cioè proprio quella che veniva definita come regime democratico.
putin come reazione popolare dopo il fallimento delle promesse
La risposta evocata è l’avvento di Putin, descritto come ancora popolarissimo dopo anni di potere. L’interpretazione proposta collega l’ascesa di Putin a un fallimento: l’idea che si cercasse di creare alle nostre élite economiche un ordine subalterno rispetto a nuovi equilibri.
La stessa dinamica viene messa in relazione anche con l’Occidente. L’arricchimento di pochi a spese dei molti viene indicato come fattore che favorirebbe l’emergere di figure estremiste di destra, le quali, secondo la descrizione, mirerebbero a un sistema ancora più sfavorevole, continuando a favorire poteri economici e finanziari.
putin e il controllo sugli oligarchi: popolarità, nato e sanzioni
Nel racconto, Putin viene associato al recupero di dignità per il popolo russo. La motivazione attribuita riguarda il suo potere sugli oligarchi: con Yeltsin, secondo la ricostruzione, sarebbero stati proprio gli oligarchi a governare il paese.
Un ulteriore elemento è l’espansione della Nato verso i confini russi, indicata come fattore che aumenterebbe la popolarità di Putin. La spiegazione offerta richiama la memoria di invasioni devastanti portate da potenze occidentali, con l’ultima delle quali collegata a la morte di venti milioni di persone, oltre metà civili.
sanzioni e senso di assedio nella memoria collettiva
Le sanzioni vengono descritte come capaci di rinvigorire il senso di assedio. A sostegno di questa lettura vengono richiamate memorie storiche di Leningrado e Stalingrado, considerate esempi di periodi di sofferenza. La fonte sottolinea anche la familiarità del popolo russo con il dolore, citando un modo di dire in russo che accosta bellezza e sofferenza: “che bella che è. Soffre molto”.
ricchezza concentrata, risorse e cambiamento: il rischio di rotture violente
La concentrazione della ricchezza viene presentata come una piaga distorsiva della storia dell’umanità, collegata a conflitti, miseria diffusa e devastazione del clima, oltre alla perdita di diritti umani. Nel ragionamento riportato, la soluzione indicata è la redistribuzione, considerata la chiave per allontanarsi dal baratro.
La fonte richiama anche l’idea che la sete di conquista e la volontà di requisire risorse per pochi possano accecare chi governa. La percezione descritta afferma che solo pochi inascoltati comprendano la gravità di una ricchezza concentrata, mentre i governi continuerebbero ad agire in base a interessi ristretti.
Il testo introduce poi un ragionamento sul limite: se la maggioranza non avesse più nulla da perdere, i cambiamenti potrebbero non rimanere pacifici. In quel scenario, il passaggio verso trasformazioni drammaticamente sanguinose viene presentato come possibilità, richiamando l’idea che la storia avrebbe dovuto offrire insegnamenti.
spazio del blog e contributi dei lettori: selezione e partecipazione
La parte conclusiva descrive la modalità operativa del blog. I post vengono pubblicati da lettori che decidono di contribuire alla crescita del portale aderendo all’offerta “Sostenitore”, entrando così in una community attiva. Tra i contenuti inviati, vengono indicati Peter Gomez e la redazione come soggetti incaricati di selezionare e pubblicare i post ritenuti più interessanti.
Viene anche spiegato che l’iniziativa nasce da un’idea dei lettori, con l’invito implicito a considerarlo come uno spazio condiviso. L’adesione a “Sostenitore” viene presentata come un modo per partecipare in modo visibile, includendo la disponibilità a metterci “la faccia” e a prendere parte a campagne. È inoltre citata la possibilità di seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì, con la possibilità di inviare suggerimenti, notizie e idee in tempo reale, oltre all’accesso a un forum riservato per discutere e interagire con la redazione.
Persone citate:
- Gerardo Ongaro
- Yeltsin
- Gaidar
- Vladimir Putin
- Peter Gomez
