Putin mi deve incontrare o sarà rivolta: il messaggio dell’ex soldato al Cremlino, Prigozhin o bluff?
La crescente attenzione sui social verso Aleksandr Lunin ha trasformato la sua richiesta in un caso ad alta visibilità, con un impatto misurabile in poche ore. L’ex soldato russo sta chiedendo un confronto con Vladimir Putin al Cremlino, presentando l’iniziativa come un’occasione per portare al presidente una versione dei fatti relativa a quanto accade nell’esercito. La richiesta, formalizzata online e accompagnata da messaggi dal tono minaccioso, ha ottenuto un numero di visualizzazioni molto elevato in meno di 24 ore.
richiesta di incontro con putin e messaggio sull’esercito
Nei post e nei video diffusi da Lunin, la richiesta si concentra su un incontro pubblico al Cremlino, concepito come un faccia a faccia trasmesso in diretta televisiva. Lunin dichiara di voler spiegare “tutta la verità” su quanto sta avvenendo nel Paese, partendo da un racconto centrato sul trattamento riservato ai soldati.
Secondo quanto riportato nei contenuti diffusi, Lunin sostiene che “decine, centinaia, migliaia” di militari sarebbero costretti a subire abusi e torture nelle celle sotterranee, soprattutto per essersi rifiutati di seguire ordini definiti “stupidi e suicidi” o di consegnare denaro ai comandanti. Nel messaggio compare anche la denuncia secondo cui tali militari sarebbero poi azzerati e iscritti nelle liste dei dispersi.
minacce e “conseguenze molto gravi” nel caso di rifiuto
Accanto alla richiesta di udienza, i video attribuiscono a Lunin l’uso di un linguaggio minaccioso. L’ex soldato afferma che, in caso di mancato colloquio, potrebbero verificarsi conseguenze molto gravi. Nel testo viene menzionato l’ammutinamento, con l’idea che le forze militari possano usare le proprie armi contro la presidenza.
Nel secondo video, Lunin sostiene di non stare “bluffando” e indica che eventuali sviluppi a lui o alla sua famiglia sarebbero il segnale per l’inizio di un’azione. Il messaggio include anche il riferimento a un possibile avvio di una dinamica interna che lui definisce come un “tritacarne” in Russia.
origine della decisione di registrare i video e interlocuzione con le autorità
All’interno dei contenuti comunicati, Lunin afferma di aver deciso di registrare il materiale dopo essere stato avvicinato da tre uomini provenienti dal perimetro del ministero della Difesa e del ministero degli Interni. I tre sarebbero saliti su un’auto nera e gli avrebbero chiesto di trasmettere il messaggio al Presidente. La motivazione indicata nei contenuti fa riferimento alla visione di un suo precedente messaggio pubblicato nello stesso mese.
chi è aleksandr lunin: background militare e attività online
Lunin è descritto come originario di Voronezh. Secondo una ricostruzione attribuita a Meduza e Mediazona, avrebbe 39 anni, avrebbe preso parte alla guerra contro l’Ucraina nella 150esima divisione motorizzata dei fucilieri dell’8 armata combinata delle Guardie ed essere stato ferito. Nel profilo riportato vengono indicati anche diversi traumi e problemi, inclusi aspetti psicologici.
Nel 2023, secondo quanto indicato da Agentsvo, avrebbe cambiato cognome da Pustovalov a Lunin. Dal 2019 avrebbe partecipato a operazioni di combattimento in diverse aree di conflitto, dettaglio collegato al canale Telegram “Ne zhi Khoroshie”. Il grado riportato è quello di “mladshiy serzhant”, cioè sergente inferiore.
il battaglione “sudaplatov”, il fronte del kursk e l’addestramento
Nei contenuti viene indicato che nel dicembre 2022 Lunin è entrato nel battaglione di volontari “Sudaplatov”, creato in quel periodo dalle autorità filo-russe di Melitopol, nel sud-est dell’Ucraina. Sarebbe arrivato a comandare un plotone di ricognizione e avrebbe ricevuto addestramento come operatore di mortaio e artigliere. Viene inoltre citata una lunga presenza sul fronte del Kursk, dove sarebbe rimasto ferito.
uscita dal distaccamento bars e pubblicazioni dal 2025
Nel 2025 Lunin sarebbe stato costretto a lasciare il distaccamento Bars, dopo aver pubblicato un video che descriveva due soldati inviati in missione senza fucili. Nel profilo viene indicato che percepisce una pensione.
Da marzo, secondo quanto riportato, avrebbe pubblicato più di 700 video sul suo canale Instagram, con filmati inviati da militari al fronte. Ora Lunin dichiara l’intenzione di mostrare tali materiali al presidente Vladimir Putin.
chiarimenti nei video: niente contro putin e obiettivo diverso
Dopo le dichiarazioni iniziali, Lunin inserisce un’evoluzione del messaggio. In un terzo video viene specificato che non avrebbe nulla contro Putin; l’obiettivo, secondo quanto riportato, sarebbe rivolto ai blogger pro guerra. In parallelo, l’ex soldato afferma in un passaggio di non considerarsi il leader di una ribellione e di sostenere che gli si sarebbe chiesto di intervenire per una ragione collegata al fatto di non poter essere ignorato.
Nei contenuti emerge anche un riferimento a un precedente tentativo di denunciare i problemi delle forze armate associato a Evgheny Prigozhin, morto in un incidente aereo pochi mesi dopo il tentativo di ammutinamento. Il riferimento serve a inquadrare, nei video, la logica che accompagna la scelta di Lunin.
reazione del cremlino e posizione di dmitry peskov
La risposta attribuita al Cremlino viene descritta come distaccata. Il portavoce, Dmitry Peskov, avrebbe reso noto che al Cremlino risulterebbe la notizia delle richieste di Lunin, ma che non sarebbero stati ancora visionati i video. La dichiarazione riportata indica che, dopo quanto comunicato, servirebbe prima vedere il contenuto per poter commentare, in quanto il tenore del messaggio viene giudicato “strano” nelle modalità con cui è stato formulato.
personaggi citati
- Aleksandr Lunin
- Vladimir Putin
- Dmitry Peskov
- Evgheny Prigozhin