Policistosi nuova definizione e approccio terapeutico: cosa cambia nella cura

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Policistosi nuova definizione e approccio terapeutico: cosa cambia nella cura

La definizione della patologia legata all’ovaio policistico sta vivendo un passaggio rilevante: dal quadro storicamente centrato sul solo aspetto ovarico verso una cornice più ampia, in grado di rappresentare una componente poliendocrino-metabolica. Il cambiamento riguarda la lettura clinica della condizione e, di conseguenza, influenza il modo in cui viene impostato il percorso terapeutico, soprattutto quando entrano in gioco i fattori metabolici e i loro effetti a cascata sull’organismo.

da pcos a pmos: cambia l’approccio terapeutico

Nella pratica clinica, la transizione dalla sindrome dell’ovaio policistico ( pco/pcos ) alla sindrome ovarica poliendocrino-metabolica (pmos) modifica in modo sostanziale l’approccio terapeutico. Secondo Roberto Baldelli, direttore dell’Uosd Endocrinologia dell’Azienda ospedaliera San Camillo - Forlanini di Roma e membro di Egoi (Experts Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos), la nuova definizione proposta in un consenso internazionale pubblicato su The Lancet inserisce in modo esplicito la componente metabolica, riconoscendone il ruolo centrale nel quadro complessivo della sindrome.

perché la nuova definizione mette al centro il versante endocrino-metabolico

Il punto di partenza, nel ragionamento clinico, riguarda il modo in cui la policistosi veniva inquadrata in passato. La definizione riferita alla policistosi tendeva a ricondurre il problema principalmente all’ovaio e a una gestione prevalentemente ginecologica. Con l’attuale definizione di pmos, invece, emerge una visione coerente con l’impostazione endocrinologica: una patologia multifattoriale che coinvolge diversi aspetti endocrino-metabolici e che comporta il coinvolgimento di numerosi assi ormonali.

i principali fattori associati: insulino-resistenza, dislipidemie e rischio metabolico

Il quadro clinico descrive connessioni rilevanti con condizioni metaboliche. Tra queste, Baldelli sottolinea:

  • presenza di insulino-resistenza;
  • comparsa di dislipidemie;
  • rischio cardiovascolare;
  • possibile evoluzione verso diabete;
  • associazione con obesità (e sovrappeso);
  • patologia cutanea.

quadro clinico eterogeneo e motivazioni della visita ginecologica

La nuova cornice, secondo l’esperto, aiuta a chiarire due elementi: la natura multifattoriale della condizione e la variabilità del quadro clinico, definito come realmente eterogeneo. L’infertilità, nel passato e anche nel presente, rappresenta l’aspetto che più frequentemente porta la paziente a rivolgersi al ginecologo. Oltre a questo, esistono altri indicatori capaci di definire meglio la sindrome nel suo profilo multifattoriale.

obesità, dislipidemie e rischio diabetico: componenti da considerare

Nel delineare gli elementi che connotano la sindrome, vengono richiamati fattori come obesità e sovrappeso, sottolineando che non si tratta necessariamente solo di obesità conclamata. Accanto alla componente ponderale, emergono anche problemi di:

  • ipercolesterolemia e dislipidemia;
  • alterazione della tolleranza ai carboidrati, con il relativo rischio diabetico.

peso, stile di vita e alimentazione: ruolo decisivo del percorso nutrizionale

Il peso e lo stile di vita, insieme all’alimentazione, rappresentano un elemento preponderante nella patologia. In questa prospettiva, Baldelli evidenzia l’importanza del nutrizionista all’interno di un gruppo multidisciplinare: una quota significativa delle pazienti, indicata come oltre il 50%, può presentarsi con disturbi del peso o con obesità franca.

Il ritorno a una condizione di peso normale viene descritto come un passaggio in grado di abbattere il quadro di insulino-resistenza che spesso si riscontra. La riduzione del peso e il miglioramento delle abitudini facilitano anche l’impostazione dell’approccio terapeutico, ma viene indicata la necessità di un percorso in parallelo con il nutrizionista.

nuovi farmaci per l’obesità e obiettivi clinici

Alla luce dei nuovi farmaci disponibili per l’obesità, viene richiamata l’attenzione al risultato ottenuto e alla soddisfazione della paziente legata al raggiungimento degli obiettivi. La gestione del percorso terapeutico, quindi, si collega direttamente alla dimensione metabolica e alla possibilità di ottenere traguardi misurabili legati allo stile di vita e alla terapia.

figure coinvolte

La ricostruzione delle indicazioni cliniche è stata commentata da:

  • Roberto Baldelli
Categorie: Salute

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