Piano europeo per le demenze lorenzin pd chiediamo un intervento concreto

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Piano europeo per le demenze lorenzin pd chiediamo un intervento concreto

Un quadro europeo più strutturato per la lotta alle demenze, con attenzione a diagnosi precoce, terapie innovative e sostenibilità economica: è il perno del messaggio condiviso da Beatrice Lorenzin nel corso dell’evento MindShift a Roma, un’iniziativa internazionale pensata per accelerare la trasformazione della cura dell’Alzheimer. L’intervento ha messo al centro la necessità di una strategia comune tra Paesi, sostenuta da regole omogenee e da risorse dedicate, con l’obiettivo di rendere più efficaci gli strumenti già disponibili e di accompagnare l’avanzamento scientifico.

piano europeo demenze e alzheimer: obiettivi e finanziamenti condivisi

La richiesta di Lorenzin riguarda l’adozione di un Piano europeo per le demenze e per l’Alzheimer, ispirato a quanto già avviato per la lotta contro il cancro e le malattie cardiovascolari. Secondo quanto espresso, un piano di questo tipo consentirebbe di definire una linea d’azione condivisa e di adottare regole omogenee in tutta Europa.

Al centro dell’impostazione proposta rientrano anche finanziamenti finalizzati a sostenere:

  • prevenzione e diagnosi precoce
  • impiego di biomarcatori
  • accesso a nuovi farmaci
  • sviluppo e diffusione di terapie non farmacologiche

monitoraggio degli outcome: rendicontazione regionale e controllo della spesa

Un punto determinante dell’intervento riguarda la misurazione dei risultati. Lorenzin ha sottolineato l’esigenza di un monitoraggio della spesa a livello regionale, con rendicontazione dei risultati ottenuti. L’impostazione è stata presentata come un obiettivo imprescindibile e funzionale a orientare le politiche sanitarie in un contesto in cui cresce il peso demografico delle patologie legate all’età.

Nel quadro europeo, il tema dell’invecchiamento è indicato come centrale: l’Italia viene descritta come il Paese più vecchio d’Europa e secondo al mondo dopo il Giappone. Per Lorenzin, l’Europa necessita quindi di strumenti per affrontare l’invecchiamento attivo in modo positivo e per prendersi cura delle persone colpite da demenza.

sostenibilità dei nuovi farmaci: rimborsabilità efficace e modelli regolatori

L’impegno internazionale, secondo la senatrice, deve concentrarsi anche su nuovi modelli regolatori capaci di garantire la sostenibilità dei nuovi farmaci. In questo contesto, viene indicata la necessità di una politica di rimborsabilità efficace in Italia, indipendentemente dal modello scelto.

L’intervento richiama inoltre la prospettiva legata all’avanzamento scientifico: l’esigenza espressa è di evitare di “perdere il treno” della ricerca e dell’innovazione, considerato l’impatto atteso di milioni di cittadini potenzialmente affetti da demenza.

terapie disponibili oggi: progressione rallentata e importanza della fase iniziale

Pur ribadendo che non esista ancora una cura definitiva per l’Alzheimer, l’intervento evidenzia l’esistenza di nuove terapie che agiscono sui meccanismi biologici della patologia. Tali terapie consentirebbero di rallentare la progressione della malattia e ritardare il declino cognitivo, soprattutto quando somministrate nelle fasi iniziali.

È stato inoltre chiarito che si tratta di terapie rivolte a una specifica fascia di popolazione, che deve essere diagnosticata precocemente e supportata da biomarcatori per monitorare l’efficacia del trattamento.

oltre la sanità: non autosufficienza e riorganizzazione del sistema

Accanto alla dimensione scientifica e regolatoria, l’intervento richiama la necessità di lavorare sul tema della non autosufficienza sul piano sociale e socio-sanitario. La riorganizzazione complessiva viene presentata come parte di una strategia più ampia, necessaria per mantenere il passo con le scoperte scientifiche degli ultimi anni.

invecchiamento e politiche italiane: sanitarie, sociali e urbane

Il messaggio finale collega l’invecchiamento della popolazione e la necessità di riorganizzare il sistema alle politiche italiane, non limitandole all’ambito sanitario. Secondo Lorenzin, il tema deve entrare pienamente nelle scelte sociali, ambientali, urbane e dei trasporti.

Ne deriva l’esigenza di adattare le città a popolazioni più anziane, con esigenze diverse. L’impostazione proposta evita la riduzione delle persone a “malati”, concentrandosi invece sul riconoscimento dell’

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