Ospedale gemelli isola roma cure per oltre mille pazienti vulnerabili in 3 anni

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Ospedale gemelli isola roma cure per oltre mille pazienti vulnerabili in 3 anni

Il progetto San Bartolomeo consolida la propria crescita e mette a fuoco risultati concreti legati all’accesso alle cure per persone in fragilità sociale ed economica. Dalla nascita dell’iniziativa, nel periodo compreso tra 2023 e l’oggi, l’intervento ha raggiunto oltre mille pazienti provenienti da più di 75 Paesi, offrendo assistenza medica a persone che, in molti casi, avrebbero rinunciato a curarsi.

La verifica dei traguardi e la definizione degli obiettivi futuri si sono svolte nell’Aula Magna dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola. All’incontro hanno partecipato i promotori del progetto, con un focus sul modello adottato e sull’impianto di collaborazione tra realtà diverse.

progetto san bartolomeo: oltre mille persone assistite

Il progetto, attivo dal 2023 a oggi, ha già portato un supporto decisivo a oltre mille persone in condizioni di vulnerabilità sociale e economica. La finalità è stata quella di accompagnare i pazienti lungo il percorso sanitario, riducendo gli ostacoli che spesso impediscono di avviare o proseguire le cure.

In termini di presa in carico, l’iniziativa si basa sul principio della “presa in carico”: ogni paziente viene seguito lungo tutto il percorso, dalla comunicazione del bisogno fino al follow-up. La struttura del progetto prevede anche supporto ai familiari quando presenti difficoltà collegate alla situazione di fragilità.

san bartolomeo: servizi sanitari e numeri chiave

Le attività sanitarie realizzate includono prestazioni in ambiti specialistici come odontoiatria, ginecologia e ostetricia, senologia, oculistica e ortopedia. L’intervento ha già coinvolto oltre mille pazienti e ha portato all’erogazione di 3660 prestazioni specialistiche.

san bartolomeo e follow-up continuativo

La continuità assistenziale è indicata come elemento cardine del modello. Il 34% dei pazienti ha ricevuto un follow-up continuativo. Nel settore dell’odontoiatria pediatrica, la percentuale per i minori in carico raggiunge il 23%, evidenziando l’attenzione alla continuità delle cure anche nelle fasce più giovani.

ricoveri e patologie ad alta complessità

Nei dati riportati risultano 85 ricoveri ospedalieri, con oltre 20 relativi a pazienti oncologici. Questo dato viene presentato come indicatore della capacità della struttura di gestire anche patologie complesse nell’ambito del percorso di cura.

profilo dei pazienti presi in carico

Tra i pazienti seguiti finora, il 70% è donna. Il progetto ha inoltre coinvolto oltre 140 minori che hanno beneficiato di cure odontoiatriche specialistiche e risultano nati 35 bambini, a testimonianza dell’ampiezza delle aree di intervento previste.

accessibilità alle cure: barriere e supporto multidimensionale

Il tema dell’accessibilità alle cure è descritto come centrale nell’impostazione dell’iniziativa. I pazienti coinvolti vengono presentati come persone che avrebbero potuto incontrare difficoltà nel curarsi a causa di molteplici barriere tra loro collegate: economiche, linguistiche, burocratiche, culturali e psicologiche.

Per rispondere a tali criticità, il progetto prevede soluzioni di supporto multidimensionali. Tra gli strumenti di accompagnamento indicati figura la mediazione linguistica e culturale fornita dalla Comunità di Sant’Egidio. Inoltre, per orientare i pazienti durante il percorso, sono stati realizzati kit multilingua.

governance e ruoli: collaborazione tra enti

La governance del progetto viene presentata come un modello collaborativo integrato tra pubblico, privato e terzo settore, costruito su competenze complementari. La Comunità di Sant’Egidio opera come ponte tra pazienti vulnerabili e sistema sanitario, con accoglienza, individuazione dei bisogni e mediazione culturale. L’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola eroga i servizi di cura tramite competenze cliniche specialistiche.

La Fondazione dell’Ospedale ha un ruolo centrale nella sensibilizzazione verso il progetto e nella creazione della rete tra attori e promotori. Deloitte e Fondazione Deloitte svolgono coordinamento e monitoraggio dei diversi ambiti progettuali, oltre a sviluppare una strategia integrata di comunicazione.

partecipanti all’evento: promotori del progetto san bartolomeo

All’incontro hanno partecipato figure legate alla governance del progetto e ai soggetti promotori, con ruoli differenti nell’area clinico-scientifica, direzionale, progettuale e di mediazione.

  • Leonardo Gallitelli, presidente ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola
  • Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio
  • Fabio Pompei, Ceo Deloitte Central Mediterranean
  • Giusi Lecce, medico referente del progetto per la Comunità di Sant’Egidio
  • Ahmad Al Khoder, mediatore di odontoiatria della Comunità di Sant’Egidio
  • Marco Di Dio, responsabile Uos Odontoiatria dell’ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola
  • Aurora Poggi, infermiera dell’ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola
  • Guido Borsani, presidente di Fondazione Deloitte
  • Silvana Perfetti, Chair Deloitte Central Mediterranean
  • Sergio Alfieri, Direzione Area clinico-scientifica dell’ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola
  • Giovanni Arcuri, direttore generale dell’ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola

dichiarazioni sui risultati e sul futuro del progetto

Durante la riunione, i rappresentanti dei soggetti coinvolti hanno richiamato l’idea di cura come percorso di prossimità e di accoglienza. Leonardo Gallitelli ha evidenziato che dietro ciascuno dei mille pazienti accompagnati in tre anni ci sono storie e persone che hanno trovato cura, accoglienza e ascolto nell’ospedale.

Marco Impagliazzo ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra Sant’Egidio, Gemelli Isola Tiberina e Deloitte, evidenziando che oltre mille persone hanno avuto accesso alle cure e sono state accompagnate nel percorso. La mediazione culturale e linguistica viene indicata come contributo per rafforzare l’obiettivo di una piena integrazione.

Fabio Pompei ha collegato il progetto all’idea che, quando pubblico, privato e terzo settore collaborano, possono generarsi impatti di valore per persone e comunità. I risultati dei primi tre anni vengono descritti come una best practice, mentre il traguardo futuro è trasformare l’iniziativa in un modello replicabile per rendere più ampio e inclusivo l’accesso ai servizi sanitari.

Categorie: Salute

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