Miele cosè la droga ingerita 17enne finito in coma rischi per adolescenti thc al 90%
Un nuovo allarme arriva dalla farmacologia sulle conseguenze potenzialmente gravi legate al consumo della cosiddetta cannabis wax, un prodotto che, secondo quanto spiegato da una esperta, può arrivare a concentrazioni di principio attivo estremamente elevate. La discussione ruota attorno al cosiddetto miele da sballo, descritto come una forma in grado di esporsi a rischi clinici importanti, in particolare quando l’assunzione avviene in soggetti non abituati o occasionali.
L’attenzione si concentra anche su un caso specifico in provincia di Napoli, in cui un 17enne è finito in coma. Le spiegazioni fornite riguardano sia la percentuale di Thc contenuta nel prodotto, sia il modo in cui l’organismo reagisce a dosi ingestite in quantità rilevanti.
cannabis wax e miele da sballo: perché il Thc fa la differenza
La farmacologa Tiziana Rubino, coordinatrice del gruppo di lavoro sulle dipendenze della Società italiana di farmacologia (Sif) e docente dell’Università degli studi dell’Insubria, chiarisce che la cannabis wax è caratterizzata da una concentrazione molto alta di Thc, indicato come il principale composto psicoattivo della cannabis. Nel mercato attuale, la cannabis conterrebbe mediamente una quota di Thc pari a circa 15%, già superiore rispetto a valori storici: negli anni Settanta si attestava intorno al 3%.
Nel caso del miele da sballo, la concentrazione può invece arrivare fino al 90% di Thc. Secondo le indicazioni riportate, si tratterebbe di un livello circa cinque volte superiore rispetto a quello della cannabis ad alta potenza. Questa specifica composizione, secondo l’esperta, costituisce uno dei fattori centrali nel determinare rischi più severi.
effetti del miele da sballo: psicosi, panico e impatto su respirazione e cuore
La pericolosità viene collegata in modo diretto alla concentrazione della sostanza. In chi utilizza la cannabis con una certa regolarità gli effetti potrebbero risultare più contenuti; al contrario, in consumatori occasionali o in soggetti non abituati possono manifestarsi diversi sintomi.
Tra le conseguenze indicate rientrano attacchi di panico, allucinazioni, paranoia e psicosi. Sono menzionati anche episodi di vomito e possibili effetti sul sistema respiratorio e su quello cardiovascolare.
Se una persona non consumatrice assume una quantità così elevata di Thc, il rischio di arrivare in ospedale viene descritto come concreto.
coma e modalità di assunzione: perché l’ingestione può prolungare gli effetti
Nel caso del ragazzo napoletano, viene evidenziato che il coma potrebbe dipendere non soltanto dalla quantità di Thc, ma anche dalla modalità di assunzione. L’esperta sottolinea che l’ingestione di una dose elevata, indicata come pari a un cucchiaio di prodotto, determina effetti centrali e periferici che si protraggono per più tempo rispetto all’inalazione.
La permanenza di dosi elevate nell’organismo viene collegata a uno shock importante, soprattutto per il cervello. La spiegazione si basa sul fatto che nel cervello sarebbero maggiormente presenti i recettori CB1, considerati il principale bersaglio molecolare del Thc.
rischio più alto negli adolescenti: sviluppo cerebrale e conseguenze a lungo termine
Il fenomeno viene definito particolarmente preoccupante perché interessa soprattutto gli adolescenti. Il motivo indicato è che il loro cervello non ha ancora completato il processo di maturazione. Alterare questo sviluppo con sostanze ad alta concentrazione di Thc, come il cosiddetto miele da sballo, può avere ripercussioni sul lungo periodo.
Tra gli effetti prospettati, viene citato un possibile aumento del rischio di sviluppare patologie psichiatriche, con esempi espliciti: schizofrenia, depressione e deficit cognitivi.
personalità citate nella spiegazione scientifica
Le indicazioni riportate fanno riferimento alle figure professionali coinvolte nella valutazione delle dipendenze e nella spiegazione della sostanza.
- Tiziana Rubino