Maturità a 78 anni: la storia di Orazio e il suo ritorno sui banchi

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Maturità a 78 anni: la storia di Orazio e il suo ritorno sui banchi

La maturità può arrivare davvero a ogni età, trasformandosi da traguardo formale a esperienza concreta. Orazio Rinaldi, 78 anni, romano d’adozione e pugliese di origine, si prepara ad affrontare la prima prova scritta domani all’Istituto superiore Calamandrei di Roma. La sua giornata è scandita da routine e disciplina: cena alle 8 con la moglie, poi tv, a letto e, all’alba, sveglia alle 5 con ginnastica e un caffè con biscotti prima di entrare a scuola per sostenere l’esame.

maturità a 78 anni: orazio rinaldi si prepara alla prima prova

Orazio Rinaldi, maturando di 78 anni, rappresenta uno dei casi più significativi tra gli studenti che domani affronteranno la prima prova scritta presso il Calamandrei. L’emozione è reale e condivisa: racconta di vivere la stessa ansia dei compagni 19enni. Il punto centrale della sua esperienza non riguarda l’assenza di preoccupazione, ma la scelta consapevole di mettersi in gioco. L’obiettivo dichiarato è chiaro: far comprendere ai coetanei che intraprendere questo percorso può essere un’occasione utile per chi, per motivi diversi, non ha mai conseguito un diploma.

ansia e consigli: la stessa preoccupazione dei compagni

Rinaldi descrive un clima di studio vissuto con intensità, pur a distanza di decenni dalla propria esperienza scolastica precedente. L’ansia, per lui, non è motivo di rinuncia: è un elemento normale, connesso all’impatto dell’esame. Nel suo racconto emerge anche un invito rivolto ai coetanei che non hanno mai completato il percorso formativo: partecipare all’esame di maturità diventa un modo per dialogare con il mondo attuale e riconoscerne i cambiamenti.

esperienza quotidiana sui banchi: da militare a studente tra i 18 e i 21 anni

Il maturando è un tenente colonnello dell’Esercito in pensione. Per 16 anni ha lavorato al Centro sportivo come vicepresidente vicario dell’Associazione italiana scherma. Prima di arrivare alla scelta di frequentare la scuola, ha spiegato di aver provato rimpianto per non avere “un pezzo di carta”, pur avendo studiato durante la carriera militare: mancava, infatti, un riconoscimento civile legato alla maturità.

frequenza e inserimento tra i compagni

La frequenza è stata continuativa: Rinaldi racconta di essersi seduto tutti i giorni tra i banchi dal 29 settembre, a fianco di compagni di 18, 19 e 21 anni. Con Matteo, di 19 anni, è nato un rapporto di amicizia, mantenendo comunque un buon legame con l’intero gruppo. La relazione con gli altri studenti è descritta come reciproca: Rinaldi afferma di aver insegnato alcune cose e, allo stesso tempo, di aver imparato da loro. Il linguaggio dei social e l’intelligenza artificiale entrano nel quotidiano della classe, e lui dichiara di essersi impegnato per capire e inserirsi nel loro mondo.

memorie personali e scambio generazionale

La comunicazione con i compagni di classe è anche un trasferimento di memorie: Rinaldi indica di essere nato nel 1948 e di ricordare un’Italia senza fogne, la prima trasmissione televisiva, il boom economico. Richiama anche i passaggi sociali legati alla liberazione delle donne, collegandola all’arrivo delle prime minigonne. Da qui nasce l’idea che un’esperienza simile potrebbe aiutare i coetanei a comprendere meglio il presente e a costruire un dialogo più solido con la realtà contemporanea.

copiatura, scoperta e vita in chat di classe

Nel racconto compare anche un passaggio personale: Rinaldi ammette che gli è capitato di copiare e di essere stato beccato dalla prof. Dichiara inoltre di essere entrato nella chat di classe, dove si confrontano quotidianamente anche dinamiche legate ai social e alle nuove tecnologie. Il riferimento a questi momenti contribuisce a descrivere una partecipazione piena alla vita scolastica.

sfida dei libri a 78 anni: mente sveglia e obiettivo sul futuro

La scelta di tornare sui libri viene presentata come una sfida concreta, ma Rinaldi precisa di voler sfatare il mito secondo cui sarebbe necessario avere “coraggio” per compiere una decisione del genere. Colloca il punto della questione su motivazione e utilizzo della mente: sostiene che la fatica non deriva automaticamente dall’età, perché la mente si addormenta solo se non viene usata. In chiusura, il messaggio è legato alla prospettiva: l’idea è che il domani debba appartenere a lui e, allo stesso tempo, lui deve appartenere al domani.

maturità in amministrazione forense e marketing: simulazione e materie della prima prova

La maturità di Rinaldi si svolgerà in Amministrazione forense e marketing. Prima dell’esame ha avuto modo di partecipare a una simulazione poco più di un mese fa, ottenendo 9 al tema. Per la prima prova, si dichiara meno preoccupato, mentre l’attenzione si sposta su altri contenuti: secondo il suo racconto, dopo la prima prova restano da affrontare economia aziendale, francese e diritto. Il lavoro organizzativo con i compagni è già iniziato, con l’idea di gestire lo studio e scambiarsi informazioni durante l’esame.

ruolo degli insegnanti e tono pre-esame della classe

Rinaldi attribuisce un merito rilevante al lavoro dei docenti. Nel suo racconto compaiono parole nette sull’ambiente formativo: afferma di aver avuto professori splendidi, sottolineando che hanno svolto un lavoro straordinario non solo con lui, ma con tutti i ragazzi. Il consiglio riguarda l’istituto: indica il Calamandrei come una scuola apprezzabile per la qualità del corpo docente.

Tra i dettagli della vita quotidiana, emerge anche un momento di leggerezza familiare: la moglie lo prende in giro dicendo che si comporta “come i ragazzini”. Questa sfumatura accompagna la sua preparazione, mantenendo il focus su disciplina e impegno fino alla prova.

persone citate nella storia

  • Orazio Rinaldi
  • Matteo

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