Marilyn monroe 100 scatti di una vita tra mito e solitudine

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Marilyn monroe 100 scatti di una vita tra mito e solitudine

Un anniversario che riaccende la memoria collettiva, tra archivi fotografici, case simbolo e dettagli biografici rimasti a lungo nell’ombra. Il richiamo a Marilyn Monroe passa attraverso un grande progetto editoriale e un patrimonio di immagini che raccontano la trasformazione dell’attrice, dai primi scatti fino all’ultima fase della sua vita, mentre sullo sfondo restano luoghi, persone e vicende che continuano a definire il suo mito.

marilyn monroe 100 e il volume di 275 fotografie

Sono 275 le fotografie raccolte in un prezioso volume di immagini realizzate da 17 grandi fotografi, con nomi che vanno da Cecil Beaton a Milton Greene, passando per Henri Cartier-Bresson e Richard Avedon. Gli scatti documentano la presenza di Marilyn Monroe in momenti che la ritraggono sia durante la vita di Norma Jean, sia nel percorso successivo che l’avrebbe resa un’icona.

La raccolta include anche fotografie riconducibili all’ultimo servizio realizzato poco prima della morte: la notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, quando l’attrice aveva 36 anni.

il centenario della nascita e l’iniziativa della marilyn monroe estate

Il libro “Marilyn Monroe 100” è stato realizzato per celebrare il centenario della nascita dell’attrice, nata il 1 giugno 1926 presso il County Hospital di Los Angeles. L’iniziativa è stata promossa dalla Marilyn Monroe Estate.

la villa palm springs e la vendita di nick adler

Il progetto di ricordo si intreccia con la situazione di un luogo legato all’immagine di Marilyn: la villa a Palm Springs, oggi messa in vendita. A gestire l’operazione risulta Nick Adler, indicato come proprietario di M Star Studios, che aveva acquistato l’immobile nel 2020.

La vendita avviene a un prezzo prossimo al doppio rispetto a quanto versato in precedenza: 3 milioni e 300mila dollari.

caratteristiche della “marilyn monroe doll house”

La villa è soprannominata “Marilyn Monroe Doll House”. Dall’esterno è riconoscibile per la cassetta della posta color rosa. L’edificio si affaccia sul deserto ed è stato progettato da Charles DuBois nel 1961.

l’ultima vita di marilyn e il legame con eunice murray

Nonostante l’associazione simbolica con la villa di Palm Springs, Marilyn non morì in quella residenza. La fonte indica che la morte avvenne nel quartiere di Brentwood a Los Angeles, dove viveva in solitudine, interrotta dalla presenza della governante Eunice Murray.

Eunice Murray viene descritta come scrittrice e arredatrice d’interni, oltre che amica intima dell’attrice.

origini e cambi di nome: gladys pearl monroe e il ruolo della consolidated film industries

La ricostruzione delle origini attribuisce a Gladys Pearl Monroe (indicata con le date 1902-1984) un’infanzia segnata da condizioni complesse e da una storia personale turbolenta. La madre della futura Marilyn viene presentata come una donna con molti incontri con uomini violenti, con tre matrimoni che andarono in crisi e con un lavoro come tagliatrice di negativi presso la Consolidated Film Industries, laboratorio cinematografico dell’area di Los Angeles.

Il padre biologico di Marilyn viene identificato solo in un momento successivo, nel 2022, tramite test del DNA. Secondo quanto riportato, si tratterebbe di Charles Stanley Gifford, anch’egli dipendente della Consolidated.

Dopo poche settimane dalla nascita, Marilyn fu affidata a una famiglia adottiva. Il rientro presso la madre biologica avvenne nel settembre 1941.

da norma jeane al debutto fotografico: yank e l’influenza di emmeline snively

La vita di Marilyn viene descritta come un percorso complesso, con un passaggio di normalizzazione indicato a 19 anni, quando arrivò il primo servizio fotografico. L’immagine venne realizzata ancora con il nome Norma Jeane Dougherty per la rivista Yank, nel 1945.

Nell’occasione la fonte riporta una foto in cui Marilyn appare con capelli rossi, mentre mostra il montaggio di un’elica d’aereo nella fabbrica in cui lavorava.

La trasformazione viene attribuita a Emmeline Snively, direttrice della Blu Book Shool of Charm and Modeling, che avrebbe portato Marilyn verso l’immagine della bionda associata a un nuovo ruolo pubblico.

cinema e filmografia: dai primi ruoli ai progetti interrotti

Il trampolino nel cinema viene individuato in una particella (Evie) in “Dangerous Years” del 1947, attribuita ad Arthur Pierson. Dopo quel debutto arrivano 29 film, con un numero limitato anche per la morte prematura.

Tra le opere citate figurano produzioni dirette da registi di rilievo: John Huston, Joseph L. Mankiewicz, John Sturges, Fritz Lang, Howard Hawks, Henry Hathaway, Jean Negulesco, Billy Wilder, George Cukor e altri. La fonte collega Marilyn anche ad alcune presenze nel cast, con nomi come Sterling Hayden, Bette Davis, Barbara Stanwyck, June Allyson, Cary Grant, Joseph Cotten, Jane Russell, Robert Mitchum, Tony Curtis e Jack Lemmon, oltre a Montgomery Clift, Clark Gable e Laurence Olivier.

something’s got to give e la sostituzione sul set

L’ultimo film indicato è “Something’s Got to Give”, rimasto interrotto. Il regista viene identificato in George Cukor. Durante le riprese, la fonte afferma che Marilyn fu licenziata e sostituita da Lee Remick, con la motivazione legata a una presenza irregolare sul set dovuta a problemi di salute.

Il testo riporta anche un’interpretazione ulteriore: si tratterebbe di una profonda depressione, collegata all’impatto emotivo del cliché che la descriveva come “bionda svampita”. Il film non uscì mai. Rimane però, secondo la fonte, la scena in cui Marilyn nuota nuda in piscina, descritta come divenuta virale.

morte di marilyn e dettagli sulla fotografia all’obitorio

La fonte colloca subito dopo il decesso la dinamica del ritrovamento: Marilyn fu trovata nel suo letto dalla governante Eunice. Viene inoltre riportata una ricostruzione che menziona ipotesi elaborate secondo cui la governante sarebbe stata coinvolta nel rendere possibile un clistere al veleno, con l’indicazione che si tratti di “fantasiose ipotesi”.

Intorno alla morte si aprirebbero, sempre secondo la fonte, molte zone di incertezza: rapporto con i Kennedy, riferimenti a CIA, coinvolgimento di potenti politici, presenza di insider hollywoodiani, e cenni a mafia. Si parla anche di dubbi sul referto ufficiale dei medici legali, che conterrebbe una probabile ingestione di barbiturici, oppure l’ipotesi che si sia trattato di una donna esaurita e farmacodipendente che si sarebbe tolta la vita ingerendo pillole.

Il quadro finale presentato dalla fonte insiste sul tema della solitudine, descritta come fattore che può crescere dietro una fama straordinaria.

leigh wiener e l’immagine del corpo all’obitorio

Resta, nell’indicazione proposta, la fotografia del corpo steso sul lettino dell’obitorio, scattata da Leigh Wiener, fotografo freelance che collaborava con Life. La fonte afferma che Wiener sarebbe riuscito a entrare alla Morgue offrendo bottiglie di alcolici agli addetti alla sicurezza, permettendo di immortalare il piede con il cartellino nominativo legato alla caviglia e il viso struccato e segnato dalla morte.

personaggi citati

La ricostruzione include i seguenti nominativi:

  • Marilyn Monroe (Norma Jean)
  • Cecil Beaton
  • Milton Greene
  • Henri Cartier-Bresson
  • Richard Avedon
  • Nick Adler
  • Charles DuBois
  • Eunice Murray
  • Gladys Pearl Monroe
  • Charles Stanley Gifford
  • Emmeline Snively
  • Arthur Pierson
  • John Huston
  • Joseph L. Mankiewicz
  • John Sturges
  • Fritz Lang
  • Howard Hawks
  • Henry Hathaway
  • Jean Negulesco
  • Billy Wilder
  • George Cukor
  • Sterling Hayden
  • Bette Davis
  • Barbara Stanwyck
  • June Allyson
  • Cary Grant
  • Joseph Cotten
  • Jane Russell
  • Robert Mitchum
  • Tony Curtis
  • Jack Lemmon
  • Montgomery Clift
  • Clark Gable
  • Laurence Olivier
  • Lee Remick
  • Leigh Wiener
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Categorie: TV e Spettacolo

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