Maltrattamento infantile nord e sud sempre più divisi: cause, e conseguenze

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Maltrattamento infantile nord e sud sempre più divisi: cause,  e conseguenze

La protezione dell’infanzia passa anche da ciò che spesso resta invisibile: le relazioni. Quando mancano adulti di riferimento, legami significativi e contesti sicuri, crescono vulnerabilità e rischio di maltrattamenti. A far emergere il quadro, con dati territoriali e indicatori di capacità di risposta, è la settima edizione dell’“Indice regionale sul maltrattamento e la cura dell’infanzia in Italia” della Fondazione Cesvi, presentata a Roma alla presenza, tra gli altri, della presidente e del direttore generale Cesvi, Ilaria Dallatana e Stefano Piziali, e della ministra Eugenia Roccella.

povertà relazionale e maltrattamento infantile: il legame chiave

Tra le principali cause che alimentano il maltrattamento infantile oggi rientra la povertà relazionale: una condizione in cui si registra la mancanza di adulti di riferimento, di legami significativi, di comunità e di spazi sicuri. In questi contesti bambini e bambine risultano più esposti a isolamento e disagio, con conseguente aumento della probabilità di possibili abusi.

Ad accrescere i rischi contribuiscono anche instabilità economica, disoccupazione e inflazione. L’effetto si riflette sulla salute mentale degli adulti, incidendo sulla sicurezza dei minorenni.

indice regionale cesvi: cosa misura e quali capacità valuta

L’Indice regionale Cesvi si fonda su 65 indicatori e non rileva il numero dei casi di maltrattamento. La finalità è diversa: riguarda la capacità delle regioni di contrastare il fenomeno attraverso politiche pubbliche e servizi territoriali.

Le aree considerate ruotano attorno a sei capacità analizzate: cura, salute, sicurezza, conoscenza, lavoro e accesso ai servizi.

crescita degli abusi emotivi: frequenze, sottostima e impatti

Il quadro dei maltrattamenti emerge come un problema più ampio della sola sfera domestica: la povertà relazionale e la fragilità dei legami incidono sulla possibilità di intercettare e prevenire. I dati riportano che la forma più frequente è l’abuso emotivo con 36,3%, seguita dall’abuso fisico con 22,6% e dall’abuso sessuale con 12,7%.

La distribuzione dell’abuso sessuale indica un impatto maggiore sulle bambine: 18% contro 7,6% dei maschi.

numeri dei reati e carico sui servizi sociali

I reati contro minorenni in Italia hanno raggiunto 7.204 casi nel 2024, con un incremento del +35% nell’ultimo decennio. Nel 2023 i servizi sociali seguivano oltre 113.000 minorenni vittime di maltrattamento, valore che rappresenta un +58% rispetto al 2018.

Dal Cesvi viene sottolineato che la violenza sui minorenni risulta ancora sottostimata per via di paura, vergogna e normalizzazione culturale di pratiche violente.

conseguenze nel breve e nel lungo periodo

Le conseguenze indicate riguardano sia il periodo immediato sia gli effetti protratti nel tempo. Oltre a lesioni e infezioni, vengono riportati ansia, depressione, aggressività, disturbi del sonno, disturbo post traumatico da stress, compromissioni dello sviluppo cognitivo e relazioni sociali

Povertà e assenza di reti alimentano i maltrattamenti infantili: Emilia-Romagna la Regione più attenta, criticità al Sud

Categorie: Salute

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