Lido dei vip di bari finisce sotto sequestro: lite tra due deputati

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Lido dei vip di bari finisce sotto sequestro: lite tra due deputati

Una concessione balneare a Bari sta innescando una lite tra forze politiche del centrodestra, trasformandosi da semplice disputa contrattuale in una vicenda giudiziaria con sequestro del ristorante e contestazioni pesanti. Al centro della contesa c’è il “Trampolino”, il lido dei vip sequestrato dalla guardia di finanza, dopo un fitto scambio di accuse legate a contratti non rispettati e a serrature cambiate senza adeguata gestione delle condizioni previste tra le società coinvolte.

sequestro del trampolino a bari: concessione balneare al centro della lite

La concessione balneare del “Trampolino” di Bari è stata oggetto di un intervento concreto delle autorità: il provvedimento d’urgenza che ha portato al sequestro dell’oggetto della contesa, cioè il ristorante del lido, è stato firmato dal capo della procura di Bari Roberto Rossi. Il quadro investigativo indica ipotesi di reato per violenza privata, furto aggravato, appropriazione indebita e truffa a carico dei legali rappresentanti di due aziende collegate alla vicenda.

società e ruoli: trampolino srl, vistamare srl e beldeg

La struttura dell’affare ruota attorno a una società storica, Trampolino srl, descritta come titolare della concessione demaniale e detentrice della porzione costruita su suolo privato, includendo elementi come piscina e parcheggio. La gestione del lido, comprensiva della parte legata al ristorante, viene affidata a un’altra realtà, Vistamare srl, con sede a Lecce, indicata come soggetto operativo della fase gestionale.

trampolino srl e la gestione affidata a vistamare srl

Per Vistamare srl risulta un amministratore unico, Angelo Ria. Lo stesso Ria è presentato anche tra i soci della società, assieme ad altri nomi legati alla politica e al settore balneare salentino. Tra questi compaiono Giuseppe Mancarella, titolare di un lido leccese e presidente nazionale della sezione balneari di Federterziario, e il deputato della Lega Salvatore Di Mattina, definito come figura di primo piano sulle concessioni demaniali con tre lidi tra Gallipoli e Ugento.

beldeg e il ristorante: investimenti e continuità operativa

Dal 2021 la gestione del ristorante del Trampolino passa attraverso un subaffitto: la società indicata per questa fase è Beldeg, appartenente alla famiglia Bellomo, richiamata nella proprietà tramite padre e fratello del deputato di Forza Italia Davide Bellomo. La Beldeg risulta aver effettuato investimenti rilevanti, tra cui rinnovo della cucina, acquisto di un nuovo bancone e noleggio/affitto di frigoriferi ed elettrodomestici.

controversia contrattuale: rescissione e serrature cambiate

La dinamica che accende la controversia viene collocata a gennaio 2026. In quel momento, Vistamare comunica alla Beldeg di considerare concluso il contratto poiché la titolarità della concessione demaniale, cioè Trampolino srl, avrebbe deciso di avviare altri programmi. I Bellomo contestano la decisione: secondo quanto riportato, la scadenza del contratto sarebbe prevista per dicembre 2026 e la rescissione avrebbe dovuto essere comunicata con sei mesi di anticipo.

la denuncia dei bellomo: estromissione e danno patrimoniale

Per effetto della contestazione, le serrature d’accesso al ristorante sarebbero state cambiate. Nel testo della denuncia attribuita a Davide Bellomo (nella veste di avvocato di famiglia), viene descritta una situazione in cui la società Beldeg sarebbe stata estromessa dall’utilizzo dei locali e sarebbe stata privata sia della disponibilità dei beni sia dei frutti economici derivanti dagli investimenti effettuati, con danno patrimoniale ritenuto evidente e rilevante.

risposta di vistamare: riconsegna dei locali e disponibilità a trattare

Dal lato di Vistamare, che risulta collegata anche al deputato Salvatore Di Mattina e assistita dall’avvocato Enrico Chirivì, la ricostruzione è diversa: l’azienda afferma di essere stata costretta a riconsegnare i locali ai titolari, indicati come Il Trampolino srl. La stessa società sostiene inoltre di essersi adoperata per restituire ai Bellomo fornelli e frigoriferi, dichiarando però che non sarebbe stato possibile restituire bancone e cappa di aspirazione nelle dimensioni richieste, pur indicando una disponibilità a trattare un indennizzo.

procedimento penale e sequestro attrezzature: contestazioni su concorrenza e violenza

La vicenda assume un ulteriore livello quando entra in scena la procura, sollecitata dalla denuncia presentata da Bellomo. Gli elementi richiamati riguardano, oltre ai reati di natura patrimoniale, anche un profilo di illecita concorrenza con minaccia o violenza ai sensi dell’art. 513-bis del codice penale. La “violenza” viene indicata in senso ampio come condotta in grado di impedire materialmente la libertà di iniziativa economica.

guardia di finanza: attrezzature sequestrate

In conseguenza delle valutazioni della procura, la guardia di finanza ha provveduto al sequestro delle attrezzature rimaste nel ristorante, con una stima riportata di 125mila euro.

indagati: società e amministratori coinvolti

Secondo l’impostazione accusatoria sul danno subito da Beldeg, risultano coinvolte sia Vistamare srl sia Trampolino srl. Gli amministratori indicati sono: per Vistamare Angelo Ria, difeso dall’avvocato Enrico Chirivì, e per Trampolino Enrico Vigiani, difeso da Michele Laforgia. La difesa di Vistamare definisce la denuncia strumentale e richiama l’esistenza di un percorso già arrivato davanti al giudice civile per una definizione concordata.

risposta di trampolino srl: contenzioso contrattuale e assenza di responsabilità

In una nota, Trampolino srl dichiara di considerare il sequestro l’esito di un contenzioso relativo a rapporti contrattuali a cui l’azienda sarebbe estranea. La società ribadisce l’intenzione di dimostrare in ogni sede correttezza e assenza di responsabilità nella vicenda oggetto d’indagine.

passaggio quote della trampolino: nuove titolarità dopo febbraio 2026

Nel frattempo emerge un cambio di proprietà. Dal febbraio 2026 la famiglia Lorusso, che fino a quel momento risulta legata alla titolarità di Trampolino srl, vende le proprie quote. L’acquisizione viene descritta come effettuata da una coppia di soggetti: Mariellina Lenoci, indicata come notaia nel capoluogo pugliese con quota al 50%, e Danuta Weber, 42 anni, residente a Gruszcyn, vicino a Poznan, con quota al 50%.

personaggi coinvolti nella vicenda

La lite e gli atti giudiziari descritti nella ricostruzione includono diverse figure direttamente nominate. I soggetti principali citati sono:

  • Davide Bellomo (Forza Italia)
  • Salvatore Di Mattina (Lega)
  • Roberto Rossi (capo della procura di Bari)
  • Enrico Vigiani
  • Angelo Ria
  • Enrico Chirivì (difensore indicato)
  • Michele Laforgia (difensore indicato)
  • Giuseppe Mancarella
  • Simonetta Lorusso
  • Mariellina Lenoci
  • Danuta Weber
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