Lettere di lucio battisti alla madre: mangio tre volte al giorno e dormo con sufficienza, sto bene senza complessi

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Lettere di lucio battisti alla madre: mangio tre volte al giorno e dormo con sufficienza, sto bene senza complessi

Lettere private tornano a farsi voce e raccontano un periodo cruciale della carriera di Lucio Battisti. In particolare emergono parole inedite scambiate con la madre Dea Battisti, in cui si intrecciano quotidianità, lavoro artistico e timori legati alla scelta di vivere della musica, senza rinunciare a rassicurazioni rivolte ai familiari. I contenuti delle missive sono stati resi noti perché rientrano tra i cimeli che Finarte mette all’asta a Roma il 26 giugno.

lettere di lucio battisti e dea battisti: parole private tra avventura e rassicurazioni

Una delle missive, datata ottobre 1963, mostra Battisti all’età di 20 anni, in una fase in cui ha da poco avviato l’attività musicale con il gruppo I Mattatori e sta per passare, già a fine anno, con I Campioni. Nella lettera indirizzata alla madre, Battisti insiste sulla necessità di non preoccuparsi, citando la propria condizione e la serenità di una quotidianità costruita attorno al lavoro e alla passione.

Le parole riportano un messaggio di distensione che chiede di non essere trattenuti da “pensiero” e “rammarichi” per le scelte personali: la vita viene descritta come quella che “piace”, senza timori e senza complessi. Il tono, al tempo stesso diretto e intimo, rimane centrato sul benessere e sulla volontà di tranquillizzare i genitori.

cosa raccontano le missive: vita quotidiana del musicista e dettagli pratici

Le lettere inseriscono nel racconto anche elementi concreti dell’avventura artistica: Battisti descrive dove alloggia, quanto spende per dormire e mangiare, e quali necessità sente di avere in quel momento, includendo anche scarpe, calzini e maglioni. Oltre agli aspetti logistici, compaiono riferimenti a successi e insuccessi, accompagnati dalla narrazione del percorso che si sta costruendo, lettera dopo lettera.

lettera 15 ottobre 1963: speranze, nostalgia e obiettivi di sfondare

Accanto al messaggio precedente, emerge una lettera datata 15 ottobre 1963, in cui il contenuto alterna speranze e delusioni. Battisti prova a rassicurare sull’andamento del periodo a Verona, affermando che la permanenza può essere affrontata senza eccessive preoccupazioni: indica che mangia tre volte al giorno, dorme con sufficienza e riferisce che ci si muove spesso in macchina, aggiungendo che il freddo non risulta così intenso.

Nello stesso testo appare anche un passaggio emotivo legato alla nostalgia per la scuola, descritta come temporanea. L’idea proposta è che la nostalgia possa derivare dalla dimensione “spensierata” dei tempi scolastici, mentre con la crescita diventa necessario affrontare problemi più grossi. Il messaggio finale ruota attorno a un impegno concreto: Battisti riferisce che si sta lavorando sodo con l’obiettivo di riuscire a sfondare, mantenendo “tutte le carte in regola”.

contesto dell’asta finarte a roma: perché le lettere diventano cimeli

I contenuti delle missive sono stati diffusi perché fanno parte dei cimeli destinati alla vendita. L’appuntamento è fissato per il 26 giugno presso Finarte, a Roma, rendendo queste lettere un elemento di rilievo nella documentazione del periodo raccontato da Battisti.

personaggi citati nelle lettere e collegamenti essenziali

Le missive e i riferimenti presenti nel racconto riguardano direttamente i familiari e il protagonista musicale, con focus sulle persone coinvolte nello scambio epistolare.

  • Lucio Battisti
  • Dea Battisti
“Mangio tre volte al giorno e dormo con sufficienza. Sto bene senza più né complessi di inferiorità o di pancia o di altro”: le lettere di Lucio Battisti alla madre
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Categorie: TV e Spettacolo

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