La7 non ha diffuso l’audio originale di Trump e Meloni: ecco perché

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La7 non ha diffuso l’audio originale di Trump e Meloni: ecco perché

Le parole di Donald Trump rivolte a Giorgia Meloni hanno acceso un acceso dibattito politico, tra repliche della premier e reazioni da più parti della scena italiana. Al centro dell’attenzione si è però inserito anche un dettaglio tecnico: l’intervista esclusiva trasmessa da L’Aria che Tira su La7 risulterebbe essere stata pubblicata con traduzione e doppiaggio, tanto che la voce originale del presidente degli Stati Uniti non sarebbe stata percepibile.

intervista trump meloni la7 senza audio originale: la polemica nasce sul doppiaggio

Un passaggio osservato da molti riguarda la scelta di rendere il contenuto attraverso una resa linguistica che non conserva l’audio originario. In pratica, secondo le ricostruzioni circolate, la voce di Trump non si sarebbe sentita, mentre al suo posto sarebbe stata proposta una versione tradotta e interpretata.

claudio borghi mette in dubbio le dichiarazioni: “tono da monello” e sospetti sul contenuto

Tra i più critici compare il senatore Claudio Borghi, che ha sollevato dubbi sul contenuto dell’intervista. Il riferimento va alla mancata riproduzione dell’audio originale con parole ed esatto tono.

Borghi, in particolare, ha contestato l’idea secondo cui si debba “prendere per buona” la resa tradotta, indicando come possibile riferimento un precedente modello di comunicazione basato su doppiaggio e un tono giudicato poco aderente all’originale. Nel suo intervento su X, il senatore ha anche avanzato l’ipotesi che la storia della frase riportata come “mi fa pena” non esisterebbe nella formulazione attribuita.

daniele compatangelo chiarisce: direttive dello staff e trascrizioni invece dell’audio

A rispondere alle perplessità è stato Daniele Compatangelo, corrispondente de La7 dalla Casa Bianca e autore dell’intervista. Le spiegazioni fornite riguardano indicazioni precise legate alla gestione del materiale.

compatangelo spiega la gestione dell’intervista: istruzioni dello staff e niente audio originale

Secondo quanto riportato, si tratterebbe di direttive dello staff del presidente. Per questo motivo le chiamate non verrebbero diffuse con l’audio originale, ma sarebbero semplicemente trascritte.

quando è stata registrata l’intervista: ora di washington e notte in italia

Compatangelo ha poi aggiunto un riferimento temporale: l’intervista sarebbe stata realizzata nella serata di ieri, intorno alle 19 secondo l’ora di Washington, con conseguente notte fonda in Italia.

il punto contestato: “i felt sorry for her” e possibili traduzioni

Un passaggio considerato più controverso sarebbe quello legato a una specifica espressione. In base alle precisazioni del giornalista, Trump avrebbe usato il termine “I felt sorry for her”, che può essere reso in più modi, ad esempio “mi ha fatto pena” oppure “ho avuto compassione”.

Compatangelo ha anche collegato la lettura delle intenzioni alla conoscenza del contesto comunicativo: sarebbe stato lo stesso Trump, dopo una domanda sulla guerra in Ucraina, a cambiare direzione parlando della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il corrispondente ha riferito che dal tono del presidente sarebbe emersa la percezione di voler togliersi un sassolino dalla scarpa, mentre l’intervista procedeva.

guerra in ucraina e cambio di tono: perché la frase su meloni ha acceso discussioni

Nel quadro complessivo, le spiegazioni del corrispondente si inseriscono in un contesto più ampio: la conversazione sarebbe partita da un tema legato all’Ucraina e, nel corso del confronto, Trump avrebbe poi indirizzato l’attenzione su Giorgia Meloni. La combinazione tra tono, traduzione e gestione delle riprese avrebbe alimentato interrogativi sulla corrispondenza tra la resa in trasmissione e l’originale.

Personaggi citati

  • Donald Trump
  • Giorgia Meloni
  • Claudio Borghi
  • Daniele Compatangelo
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