Kering fa marcia indietro sui licenziamenti di alexander mcqueen: accordo raggiunto al ministero dopo lo sciopero del 20 maggio

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Kering fa marcia indietro sui licenziamenti di alexander mcqueen: accordo raggiunto al ministero dopo lo sciopero del 20 maggio

Il colosso del lusso Kering ha ritirato il piano di licenziamenti unilaterali collegato ai siti produttivi italiani del marchio Alexander McQueen, accogliendo la pressione emersa sul fronte sindacale. L’intesa è stata definita il 4 giugno presso il Ministero del Lavoro, coinvolgendo le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, con un ribaltamento dell’impostazione iniziale della società. Il percorso negoziale arriva dopo il maxi sciopero del 20 maggio a Scandicci, quando quasi mille lavoratori sono scesi in piazza per contestare la riorganizzazione proposta dal CeO Luca de Meo.

La revisione dell’impianto porta al centro una gestione dell’eccedenza basata su regole condivise e su incentivi, con uno spostamento delle scadenze e un quadro complessivo che ridefinisce le uscite fino al prossimo settembre.

kering e alexander mcqueen: stop ai licenziamenti unilaterali e nuove regole per l’eccedenza

La soluzione concordata, approvata all’unanimità dai lavoratori di McQueen in assemblea, modifica in modo sostanziale la gestione della situazione di eccedenza di personale. I punti formali dell’accordo delineano un impianto preciso:

  • nessun licenziamento unilaterale da parte dell’azienda;
  • le eventuali uscite avvengono solo in base alla non opposizione al licenziamento e sono incentivate economicamente;
  • rinvio delle scadenze dell’intera procedura fino a settembre.

Nel passaggio negoziale, il numero totale degli esuberi scende da 54 a 35. Il dato viene spiegato anche con dimissioni e ricollocazioni già avvenute nelle fasi precedenti.

incentivi all’uscita volontaria e calendario della procedura

Oltre allo stop alle misure unilaterali, l’accordo stabilisce condizioni economiche legate alla tempistica delle adesioni. Per chi sceglie di aderire all’uscita volontaria entro la prima metà del mese, è previsto un incentivo pari a 20 mensilità, articolate in 12 mensilità più ulteriori 8.

Per le adesioni formalizzate nella seconda metà del mese, gli incentivi decrescono in funzione delle tempistiche delle dimissioni, mantenendo un collegamento diretto tra scelte individuali e calendario della procedura.

le dichiarazioni sindacali: mobilitazione decisiva e negoziato rilanciato

Le organizzazioni sindacali attribuiscono un ruolo determinante alla mobilitazione organizzata a maggio. In una nota congiunta, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil riconducono il cambiamento all’iniziativa sindacale che ha coinvolto l’intero Gruppo nella giornata del 20 maggio.

La posizione delle sigle sottolinea la modifica dell’impostazione iniziale dell’azienda, che prevedeva una gestione unilaterale degli esuberi. L’intesa viene definita “un risultato non scontato”, in grado di fermare l’impatto immediato dei licenziamenti e di restituire al negoziato un ruolo centrale.

ammortizzatori sociali e piano reconkering: la riserva sindacale e il monitoraggio fino a settembre

Pur con l’accordo, resta un nodo specifico segnalato dalle parti sociali: l’assenza degli ammortizzatori sociali. Lo strumento viene indicato come “un grande assente” nell’intesa. Su questo punto, le sigle formalizzano una linea netta: la gestione degli esuberi deve avvenire tramite strumenti collettivi e non traumatici, a partire proprio dagli ammortizzatori sociali, evitando soluzioni che scarichino sui singoli lavoratori il costo della riorganizzazione.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono inoltre che, da qui a settembre, procederanno con un monitoraggio dell’andamento delle uscite incentivate e lavoreranno per costruire “le condizioni per una applicazione del piano Reconkering condivisa”.

novara sotto i riflettori: effetti dell’accordo nel polo produttivo e ruolo della regione piemonte

L’impatto della vertenza occupazionale si concentra sul sito di Novara, polo produttivo dedicato alla prototipazione di linee di abbigliamento. Nella fase iniziale, gli esuberi previsti nel perimetro piemontese ammontavano a 38 su un totale di 54. Con l’accordo raggiunto, le potenziali uscite nello stabilimento di Novara si fermano a 25.

Un passaggio centrale riguarda anche l’attenzione alle ricadute sul territorio. Cristian Bertuletti, esponente di Filctem Cgil Novara, difende i lavoratori locali definendoli “eccellenze e patrimonio della città” e annuncia l’intenzione di coinvolgere le istituzioni del territorio per favorire la ricollocazione. I sindacalisti indicano inoltre che l’evoluzione sarà seguita con attenzione rispetto alle decisioni del nuovo amministratore delegato di McQueen, Gianfranco D’Attis, subentrato a Luca de Meo: viene ribadito l’impegno a monitorare i movimenti dell’azienda.

La vertenza registra anche un intervento istituzionale da parte della Regione Piemonte. Il governatore Alberto Cirio, insieme agli assessori Daniela Cameroni e Maurizio Marrone, garantisce supporto pubblico dichiarando che la Regione non lascerà soli i lavoratori. Viene confermata la messa a disposizione dei centri per l’impiego e degli strumenti di politica attiva del lavoro.

figure citate nella vertenza

  • Luca de Meo
  • Gianfranco D’Attis
  • Cristian Bertuletti
  • Alberto Cirio
  • Daniela Cameroni
  • Maurizio Marrone
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Categorie: CronacaEconomia

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