Italia e ripescaggio ai mondiali: zampolli svela la decisione e il retroscena su infantino

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Italia e ripescaggio ai mondiali: zampolli svela la decisione e il retroscena su infantino

Le speranze di un ripescaggio dell’Italia verso i Mondiali 2026 risultano sempre più lontane: a partire da lunedì 1 giugno, con dieci giorni che separano dall’inizio della rassegna iridata in Stati Uniti, Messico e Canada, cresce la distanza tra gli azzurri e l’ipotesi di rientrare nel torneo. A chiudere la porta a una possibile seconda chance è stato uno dei principali riferimenti legati al mondo politico americano citati nella vicenda, Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Usa di Donald Trump, intervenuto su Rai Gr Parlamento.

ripescaggio italia ai mondiali 2026: parola fine dalle parole di paolo zampolli

Nel racconto di Zampolli, l’idea di un eventuale ripescaggio era stata presa in considerazione: il sogno, come lo definisce, era quello di avere l’Italia nella competizione. L’ipotesi sarebbe stata illustrata al presidente e a Gianni Infantino nell’ambito di una possibile circostanza, legata al fatto che l’Iran non avesse partecipato per qualunque ragione.

Zampolli ha però spiegato che le cose non sono andate così: l’Iran, secondo quanto riportato, si sta allenando in Messico. Ha inoltre precisato che ai giocatori iraniani sarebbe stato consentito di raggiungere la sede solo nell’arco della giornata e poi tornare, ricordando che i visti sarebbero stati rilasciati soltanto ai giocatori.

fifa e decisioni su infantino: perché il ripescaggio non si è concretizzato

Alla domanda su quanto fosse vicino davvero il ripescaggio, Zampolli ha indicato che la questione era stata discussa a lungo, ma che, una volta chiamata in causa la cornice delle regole FIFA, Infantino avrebbe adottato le proprie decisioni. La posizione personale espressa da Zampolli richiama anche il tema generazionale: l’assenza dell’Italia dal Mondiale sarebbe stata seguita dalla constatazione che molti giovani non hanno visto l’Italia al torneo.

La narrazione si chiude con un auspicio: un Mondiale in Italia sarebbe, secondo le sue parole, il sogno di tutti.

iran ai mondiali 2026: conferme da gianni infantino e chiarimenti sul caso vancouver

La presenza dell’Iran al prossimo Mondiale era stata ribadita anche da Gianni Infantino. Aprendo il Congresso di Vancouver, il presidente della FIFA aveva collegato la partecipazione alla necessità di unire le persone, sostenendo che il calcio svolga un ruolo capace di favorire ottimismo e unità in un contesto mondiale in cui esistono già soggetti orientati alla divisione.

Infantino aveva inoltre chiarito che non ci sarebbero federazioni sospese. A motivare il chiarimento, un dato numerico: su 211 federazioni accreditate risultavano presenti 210 delegazioni.

dellegazione iraniana respinta al confine: spiegazioni su permessi e visti

Nei fatti relativi al Congresso, i dirigenti della federcalcio iraniana, incluso Mehdi Taj, non avrebbero raggiunto Vancouver. Secondo quanto riportato da un’agenzia iraniana, la delegazione sarebbe stata respinta al controllo di frontiera. Sul versante canadese, il ministro degli Esteri Anita Anand avrebbe fatto riferimento a una revoca del permesso di ingresso nel Paese.

Il provvedimento sarebbe stato collegato ai legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), indicato come organizzazione terroristica in Canada. In questo quadro rientra anche la sequenza documentata che riguarda l’annullamento di documenti mentre la delegazione era già in viaggio: il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (FFIRI) sarebbe stato annullato in volo.

lettera della fifa a zurigo: rammarico per disagio e delusione

Il segretario generale della FIFA, Mattias Grafstrom, avrebbe inviato una lettera per esprimere rammarico per disagio e delusione subiti in Canada. Nella ricostruzione, la FIFA avrebbe poi invitato la Federazione a Zurigo, dove un incontro si sarebbe svolto il 20 maggio.

condizioni iran per i mondiali 2026: valori, sicurezza e garanzie su visti e simboli

Il riferimento alle condizioni poste dall’Iran emerge come elemento centrale dell’intera cornice. Mehdi Taj ha dichiarato che un eventuale ritiro priverebbe il Paese di una importante risorsa diplomatica. Le dichiarazioni arrivano dopo l’annuncio della partecipazione dell’Iran, formulato con una cornice: gli organizzatori avrebbero dovuto accettare le condizioni indicate dalla Federazione.

La partecipazione resta quindi “presente”, ma accompagnata da richieste precise. La Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha comunicato che l’Iran parteciperà sicuramente ai Mondiali 2026, richiedendo però che gli organizzatori considerino preoccupazioni e garantiscano che la squadra possa prendere parte al torneo senza rinunciare ai valori, alla cultura e alle convinzioni del Paese.

dieci condizioni per la partecipazione: visti, rispetto per staff e simboli nazionali

Le condizioni indicate per l’evento mondiale includono garanzie sul trattamento riservato all’Iran. Tra i punti citati compaiono il rilascio dei visti e il rispetto per lo staff della nazionale. Rientrano inoltre la tutela di bandiera e inno nazionale durante il torneo.

Nel pacchetto delle richieste figurano anche misure di maggiore sicurezza in aree considerate cruciali: aeroporti, hotel e strade che conducono agli stadi.

girone g e calendario: avversari dell’iran e debutto contro la nuova zelanda

Per la fase di torneo, l’Iran sarebbe previsto alloggio a Tucson, in Arizona, durante i Mondiali. Il Gruppo G include Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, oltre all’Iran. La nazionale iraniana dovrebbe esordire contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno.

personaggi coinvolti nella vicenda

La ricostruzione dei fatti cita direttamente alcune figure determinanti nel dibattito e nelle comunicazioni ufficiali.

  • Paolo Zampolli
  • Gianni Infantino
  • Mehdi Taj
  • Mattias Grafstrom
  • Anita Anand
  • Donald Trump

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