Italia arretrata sulla materia affettiva secondo il prof. Galliano: la campagna spinge in avanti

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Italia arretrata sulla materia affettiva secondo il prof. Galliano: la campagna spinge in avanti

Parlare di emozioni e portare il tema del benessere relazionale dentro le scuole rappresenta un passaggio chiave per colmare un divario educativo. Nel contesto di una tappa romana, Enrico Galiano, professore e scrittore, ha illustrato finalità e senso della campagna “Diritto a stare bene”, collegata all’iniziativa “Close the Gap”, promossa da Coop con un’attenzione specifica all’educazione alle relazioni, al benessere e alla condivisione.

campagna “diritto a stare bene” e focus sul benessere a scuola

Nel corso della presentazione, Enrico Galiano ha indicato come obiettivo centrale la possibilità di affrontare argomenti emotivi in classe, avviando un confronto diretto con gli studenti “tra i banchi”. La campagna viene descritta come particolarmente rilevante in un quadro in cui, secondo quanto riportato, l’Italia risulta indietro rispetto ad altri paesi che prevedono l’educazione affettiva come una materia di percorso, con continuità simile a insegnamenti tradizionali come storia, inglese e matematica.

La tappa romana si è tenuta nella Galleria Sordi di Roma e ha visto la presenza della Fondazione Gino Cecchettin tra i partner dell’iniziativa.

educazione affettiva a scuola: dialogo, sicurezza e contesto

Secondo le parole di Galiano, il dibattito pubblico tende spesso a concentrarsi sul timore che la scuola possa “fare ingerenza”, occupandosi di temi che sarebbero più adeguati alla sfera domestica. È riconosciuto che l’educazione affettiva dovrebbe essere discussa anche in famiglia, ma viene sottolineato un elemento pratico: da vent’anni, l’esperienza diretta in classe porta a sostenere che gli studenti affrontino questi contenuti in modo sano nel contesto scolastico.

La motivazione principale risiede nella constatazione che a casa, secondo quanto dichiarato, manca un tipo di appoggio strutturato su questi argomenti. Per questo la scuola viene presentata come luogo in grado di offrire ciò che altrove non trova spazio.

paura di “lezioni”: come si trasformano in occasioni di coinvolgimento

La campagna mira anche a superare l’idea che si tratti di momenti difficili o imbarazzanti. Galiano descrive la possibilità di proporre questo tipo di “materia” in classe senza paura e senza timore, inserendola in un percorso educativo che consenta agli studenti di entrare in contatto con i temi emotivi in modo graduale e sostenibile.

strumenti didattici e segnali di interesse negli studenti

Quando i temi vengono trattati in aula, viene evidenziato l’uso di linguaggi come poesia e letteratura. In questa cornice, l’osservazione riportata è che gli studenti possano mostrare un cambiamento immediato: da momenti iniziali di disattenzione fino all’accensione dell’attenzione durante la discussione.

Il confronto viene descritto come particolarmente efficace nel far emergere una “fame” di argomenti, segnalando un bisogno reale di approfondimento sui temi emotivi e relazionali.

confronto con psicologi e personale specializzato

Pur sottolineando l’utilità del lavoro in classe con percorsi guidati, viene ribadito un punto specifico: i temi dovrebbero essere affrontati con psicologi e personale specializzato, e non affidati esclusivamente agli insegnanti. In sintesi, la proposta scolastica viene presentata come un avvio di dialogo, mentre il supporto professionale viene indicato come elemento necessario.

partecipanti citati e realtà coinvolte

Nel racconto della giornata, sono presenti riferimenti a figure istituzionali e organizzative collegate alla campagna e alla tappa romana.

  • Enrico Galiano
  • Fondazione Gino Cecchettin
  • Coop

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